Avvocato specializzato in risarcimento danni: tutti i casi in cui è possibile richiedere un risarcimento

02 Dicembre 2019 -

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Avvocato risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali | ESEMPI e TIPOLOGIE

Uno dei temi centrali del diritto è quello del danno. Sono numerose le procedure legali che ogni anno vengono avviate per chiedere un risarcimento per il danno che si pensa di aver subìto.

Un argomento così delicato ha bisogno di un approfondimento, in cui venga spiegato innanzitutto cosa si intende per danno secondo il nostro ordinamento giuridico.

Compresa la definizione ed inquadrato il tema in linee generali, è necessario capire quali sono le tipologie di danno previste dall’ordinamento italiano e quali sono le situazioni in cui si può chiedere un risarcimento, avvalendosi di una consulenza legale.

Che cos’è il danno secondo l’ordinamento giuridico italiano?

Il danno è la nozione centrale sulla base della quale si può parlare di responsabilità civile. Quando esso si verifica chi ne è il colpevole ha la responsabilità civile di risarcire colui che è stato danneggiato. Si può fare una prima suddivisione in danno evento e in danno conseguenza.

Con danno evento si intende la lesione di un interesse che ha valore dal punto di vista giuridico. Con danno conseguenza si intende invece l’insieme delle conseguenze che derivano dalla lesione dell’interesse di cui si parlava in precedenza.

Un’altra suddivisione importante è quella tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale. Differenziare tra i due ambiti è fondamentale anche dal punto di vista del risarcimento, per questo di seguito saranno descritte in maggior dettaglio le due categorie e le rispettive tipologie di danno.

Danno patrimoniale

Con danno patrimoniale si fa riferimento a quegli eventi che vanno a compromettere la capacità economica del soggetto leso, intervenendo sul patrimonio dello stesso. E’ possibile fare una quantificazione precisa della perdita economica causata dal danno, il cui risarcimento spetta a colui che è ritenuto colpevole dell’evento dannoso.

Facendo riferimento all’articolo 1223 del Codice Civile, nel calcolo del danno patrimoniale devono essere incluse sia le perdite economiche causate dall’evento, sia i guadagni mancati derivati da esso. Per questo motivo sono da valutare attentamente il danno emergente ed il danno la lucro cessante.

Entrando più nello specifico, le tipologie di danno patrimoniale sono:

Focalizzandosi maggiormente sulle tipologie principali, è utile spiegare qual è la differenza tra i primi due punti dell’elenco. Con danno emergente si fa riferimento a tutte quelle spese che il danneggiato deve sostenere a causa dell’evento imprevisto. In queste possono essere incluse, ad esempio, le spese mediche, la retribuzione di un eventuale sostituto a lavoro, le spese per l’utilizzo dei mezzi pubblici nel caso in cui non si potesse guidare.

Per poter ottenere il risarcimento le spese devono essere quantificate e ciò può richiedere una consulenza medico – legale. Entrano a far parte del computo del risarcimento solo le spese congrue e giustificate: ogni spesa deve dunque essere dimostrata e deve essere considerata necessaria.

Con danno da lucro cessante si fa invece riferimento al mancato guadagno che deriva dalla nuova situazione e che consegue all’evento dannoso.

Per il calcolo si utilizza una precisa formula che serve per calcolare l’entità del risarcimento.

Si moltiplicano il guadagno annuale medio della persona al momento del danno, la percentuale di riduzione permanente della capacità lavorativa specifica ed il coefficiente di sopravvivenza. Quest’ultimo viene messo in relazione con la capacità di lavorare del soggetto e l’aspettativa media di vita della popolazione nella quale il soggetto vive. Il prodotto così ottenuto viene diviso per cento e si ottiene la somma da risarcire.

Talvolta nel calcolo del danno patrimoniale non bisogna prendere in esame solo il danno attuale, ma anche altri elementi. E’ possibile infatti che sia necessario risarcire il danno futuro, ovvero l’evoluzione peggiorativa certa o molto probabile di menomazioni in atto. Per fare un esempio, una persona che subisce un danno articolare con elevata probabilità andrà incontro in futuro alla necessità di mettere una protesi e di sostenere costi per la revisione della protesi.

Il danno futuro deve essere però differenziato dal danno aleatorio, che si ha invece in quei casi in cui l’evoluzione peggiorativa è possibile, ma non ha elevata probabilità. Nelle persone affette da epatite C, ad esempio, si può avere un’evoluzione in cirrosi epatica, ma c’è anche alta probabilità che ciò non accada.

C’è infine da considerare il danno potenziale, in cui la menomazione già presente non dà dei riscontri negativi nell’immediato, ma darà effetti negativi in futuro, con il verificarsi di specifiche condizioni.

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Danno non patrimoniale

L’altra attenta valutazione deve essere fatta in merito al danno non patrimoniale. Anche in questo caso è possibile chiedere un risarcimento, ma si può procedere esclusivamente nei casi previsti dalla legge.

Il risarcimento economico non è infatti sempre previsto per il danno non patrimoniale, motivo per cui è consigliabile rivolgersi ad uno studio legale per ricevere una consulenza in merito.

Come per il danno patrimoniale, anche nel caso di quello non patrimoniale ci sono diverse situazioni da conoscere. Le tipologie di danno non patrimoniale sono le seguenti:

  • Danno biologico
  • Danno morale
  • Danno esistenziale
  • Danno ambientale
  • Danno edonistico
  • Danno in itinere

Importante è innanzitutto conoscere la definizione di danno biologico. Secondo il legislatore, con questa espressione ci si riferisce alla lesione dell’integrità psicofisica – lesione che può essere sia temporanea che permanente – che porta ad un’alterazione della qualità di vita del danneggiato. La lesione dell’integrità psicofisica non deve per forza causare un cambiamento nella produzione del reddito, il danno biologico è infatti slegato dal contesto patrimoniale.

I Tribunali fanno riferimento a delle tabelle specifiche per quantificare il danno biologico. Va sottolineato però che queste tabelle possono essere impiegate esclusivamente quale punto di partenza, dal momento che lo stesso evento lesivo può avere ripercussioni differenti su due soggetti diversi. Ciò spiega perché il danno biologico è personalizzato e perché non sia possibile fare una quantificazione a priori, senza valutare in dettaglio il caso specifico.

Le tabelle a cui si fa riferimento attualmente sono quelle redatte dal professor Maggini e dal professor Zoja, che nel 1994 hanno identificato i parametri sulla base dei quali deve essere modulata l’entità monetaria del danno biologico.

Il primo parametro è l’età ed il secondo è il grado percentuale del danno biologico permanente. Nello specifico si ha una proporzionalità inversa del risarcimento con l’età ed una proporzionalità geometrica diretta con l’entità del danno biologico.

Partendo da questi parametri, il Tribunale di Milano ha creato le cosiddette tabelle di Milano, nelle quali sono stati fatti i calcoli di tutti i danni biologici possibili dall’1% al 99% e per tutte le età della vita da 1 anno a 100 anni.

Nell’ambito non patrimoniale rientra anche il danno morale, il quale non fa parte di una eventuale valutazione medico – legale. La legge prevede che possa esserci risarcimento solo in caso di reato, ovvero la vittima del reato può chiedere un risarcimento quale pretium doloris, il prezzo che chi ha commesso il reato deve pagare per il dolore subìto dalla vittima. La sofferenza del danno morale può essere sia temporanea che permanente.

Non va dimenticato infine il cosiddetto danno esistenziale, con cui si definisce una qualsiasi compromissione della possibilità di realizzazione dell’individuo. Questo tipo di danno non patrimoniale deve essere ben distinto sia da quello biologico, sia da quello esistenziale: la differenza con il primo è che nel danno esistenziale manca una lesione psicofisica, mentre la differenza con il secondo è che non sussiste una sofferenza soggettiva.

Ambiti in cui è possibile richiedere un risarcimento per un danno non patrimoniale

Sia nel Codice Penale che nel Codice Civile troviamo alcuni articoli che si occupano del danno e che è utile conoscere per capire come muoversi quando si è vittime di un danno.

L’articolo 185 del Codice Penale recita: “Ogni reato obbliga alle restituzioni, a norma delle leggi civili. Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbono rispondere per il fatto di lui.

L’articolo 2043 del Codice Civile recita: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

Entrambi gli articoli sottolineano dunque che chi ha commesso un danno – perché colpevole di reato che ha portato a danno, o colpevole di fatto illecito – è tenuto a risarcire secondo quanto previsto dalle legge per il caso specifico.

Sono tante le situazioni in cui ci si può ritrovare danneggiati. In questi casi chi ritiene di essere stato leso ha il diritto di chiedere il risarcimento. Sono frequenti, ad esempio, le richieste di risarcimento per danno da errore medico, tra cui rientrano il danno odontoiatrico, il danno ospedaliero ed il danno ginecologico.

Ci sono anche situazioni particolari che possono verificarsi in ambito lavorativo. Può chiedere un risarcimento, per esempio, chi crede di essere vittima di mobbing, ma anche chi crede di aver subìto un demansionamento ingiusto e ritiene di dover essere risarcito per il danno che il demansionamento ha provocato.

Un caso particolare è quello della richiesta di risarcimento per il danno da vacanze rovinate. Questo si configura nel momento in cui al turista non viene data la possibilità di godere della vacanza così come era stata programmata. Può accadere che non si possa svolgere la vacanza in toto, oppure che parte delle attività programmate non si siano svolte come previsto.

Ci sono poi tutte le situazioni che portano a delle procedure legali avviate per i danni che si verificano in caso di infortunistica stradale. Gli incidenti stradali sono sfortunatamente molto frequenti, molte controversie sono portate a termine in sede extragiudiziaria, ma per alcune diventa necessario ricorrere al giudizio del giudice.

Quando è richiesto l’intervento del giudice è necessario affidarsi ad un legale competente che possa far valere i diritti del suo assistito, laddove il danno si sia effettivamente verificato ed il risarcimento sia previsto in termini di legge.

Richiesta di risarcimento: termini e requisiti entro cui chiederlo

La richiesta di risarcimento deve essere presentata entro i termini stabiliti dalla legge. L’articolo 2947 del Codice Civile afferma che il diritto al risarcimento per un danno che deriva da un fatto illecito può essere esercitato entro cinque anni. I cinque anni non si calcolano per forza dal giorno in cui è avvenuto il fatto illecito, ma dal giorno in cui è iniziato il danno, che può comparire anche a distanza di tempo dal fatto illecito.

Per il danno da sinistro stradale bisogna fare più attenzione, perché la richiesta di risarcimento deve essere presentata entro due anni dal giorno del sinistro.

Discorso diverso per i danni subìti a seguito di un reato. Può capitare infatti che il reato abbia dei termini di prescrizione specifici ed è a questi che bisogna fare riferimento.

Nel caso in cui il reato sia stato estinto non per prescrizione, o nel caso in cui ci sia stata una sentenza irrevocabile del reato penale, per il risarcimento si applicano i termini di prescrizione indicati in precedenza. L’intervallo di tempo si calcola a partire dall’estinzione del reato o dalla data della sentenza irrevocabile.

Tante persone che subiscono un danno non fanno attenzione alla prescrizione risarcimento danni e perdono la possibilità di ottenere una somma di denaro come risarcimento per quanto subìto dal fatto illecito o dal reato commesso da un’altra persona.

A chi rivolgersi per chiedere il risarcimento di un danno

Per chiedere il risarcimento di un danno si ha bisogno di un supporto legale, che sia offerto da un professionista del settore. Con Quotalo tutti coloro che ritengono di dover essere risarciti per un danno subìto possono trovare l’avvocato civilista che sia pronto ad aiutarli e a supportarli lungo tutto l’iter burocratico e legale.

Mettendosi in contatto con i professionisti si potranno conoscere le tariffe forensi, ovvero il compenso da pagare per saldare la fattura avvocato e per ricevere una consulenza legale da parte di un professionista del settore.

Grazie a questa piattaforma si può entrare in contatto in pochi minuti con i migliori professionisti specializzati in risarcimento danni. Chi si affida ad un avvocato civilista competente vede crescere le probabilità di ottenere effettivamente il risarcimento al termine della procedura legale.

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