La diffamazione all'epoca di internet: tutto quello che è bene sapere per evitare spiacevoli inconvenienti e come trovare il giusto avvocato
17 Marzo 2026 - Redazione
Parlare male e offendere un'altra persona non è mai una cosa corretta, non solo dal punto di vista etico e morale. Questa condotta rappresenta un reato, precisamente quello di diffamazione, contro il quale ci si può difendere con l'ausilio di un avvocato esperto in materia.
I moderni mezzi di comunicazione in rete hanno assunto una diffusione tale da consentire di screditare l'altrui reputazione in pochissimo tempo, rendendo sempre più frequenti i casi di diffamazione online. È quindi necessario capire cos'è la diffamazione per l'ordinamento giuridico italiano, quando sussiste il reato e quando invece no, quanto si può richiedere di risarcimento e come procedere per tutelare i propri diritti.
- Indice dei contenuti
- Quanto si può chiedere di risarcimento per diffamazione
- Come si dimostra la diffamazione
- Quando il reato di diffamazione non sussiste
- Le differenti modalità di diffamazione sui social
- Quanto costa una querela per diffamazione
- Avvocato per diffamazione: a chi rivolgersi
La diffamazione è per l'ordinamento giuridico italiano un reato, quindi un atto per cui la persona che se ne rende colpevole viene sottoposta a una sanzione penale. Nello specifico il reato di diffamazione è punito dall'articolo 595 del Codice Penale, che lo definisce come l'attività svolta da chiunque che "comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione". Tale reato assume portata differente, e pena diversa, se l'offesa è svolta per mezzo della stampa o nei confronti di un corpo politico, amministrativo o giudiziario.
| Fattispecie | Sanzione penale (art. 595 c.p.) | Risarcimento civile indicativo |
|---|---|---|
| Diffamazione semplice | Reclusione fino a 1 anno o multa fino a 1.032 € | Da 1.000 € a 10.000 € |
| Diffamazione aggravata (mezzo stampa o corpo politico) | Reclusione da 6 mesi a 3 anni o multa non inferiore a 516 € | Da 10.000 € a 50.000 € e oltre |
| Diffamazione online (mezzo internet) | Equiparata alla diffamazione a mezzo stampa dalla giurisprudenza | Variabile in base alla diffusione del contenuto |
Come si dimostra la diffamazioneUn aspetto centrale del lavoro di un avvocato per diffamazione è quello di dimostrare la sussistenza del reato. La persona diffamata può portare qualsiasi tipo di documento che provi che il reato è stato commesso, in quanto la Corte di Cassazione ha stabilito che "non è certo la natura del mezzo che può render lecito un messaggio" e che "i confini del lecito e del vietato sono identici in internet e nel resto del mondo".
Durante il processo possono essere ascoltati testimoni, così come possono essere accolti documenti, immagini e registrazioni, comprese quelle provenienti dalle applicazioni di messaggistica istantanea. La Corte di Cassazione ha affermato che "ai fini dell'integrazione del reato di diffamazione, anche a mezzo di internet, è sufficiente che il soggetto la cui reputazione è lesa sia individuabile da parte di un numero limitato di persone indipendentemente dalla indicazione nominativa". La giurisprudenza riconosce come imputabili persino i "like" a pubblicazioni offensive o diffamanti.
In un processo penale vale anche la testimonianza della vittima, che deve avere la capacità di dimostrare con prove alla mano quanto afferma.
Quando il reato di diffamazione non sussisteLa materia è estremamente delicata sia perché la reputazione di una persona è un bene prezioso, soprattutto se va a danneggiare l'immagine professionale, sia perché la pena prevista è alta. È importante precisare quali sono i casi nei quali il reato di diffamazione non sussiste.
Fondamentale è l'intenzione del soggetto che svolge l'azione. Se nelle sue parole, scritte o verbali, c'è l'intenzione di offendere e screditare la reputazione della persona cui si riferisce, allora c'è il reato di diffamazione. Se invece intendeva solamente esprimere una critica in maniera pacata e rispettosa, il reato non sussiste. È evidente come la discriminante possa essere estremamente sottile ed è su essa che gli avvocati di entrambe le parti svolgono il proprio lavoro di difesa degli interessi dei rispettivi assistiti.
Le differenti modalità di diffamazione sui socialEsistono differenze importanti a seconda del canale utilizzato per la comunicazione diffamatoria:
- WhatsApp e messaggistica privata (1 a 1): la Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza del reato di diffamazione nelle comunicazioni dirette tra due soli utenti, poiché manca il requisito della "comunicazione con più persone"
- Gruppi WhatsApp e chat di gruppo: la pluralità di destinatari integra il reato; chi scrive messaggi offensivi in un gruppo può essere denunciato per diffamazione
- Facebook, Instagram, X (ex Twitter): la pubblicazione di contenuti offensivi visibili a una cerchia ampia di utenti costituisce diffamazione aggravata, equiparata dalla giurisprudenza alla diffamazione a mezzo stampa
- TripAdvisor, Google Maps e portali di recensioni: le "recensioni false" o i commenti che superano i limiti del consentito possono configurare diffamazione, nonostante queste piattaforme nascano per il confronto di esperienze. La possibilità di replicare e la presenza di procedure di rimozione non escludono la responsabilità penale
Quanto costa una querela per diffamazioneChi ha subito una diffamazione può sporgere una querela, ovvero una dichiarazione con la quale si richiede all'autorità giudiziaria di procedere contro chi ha commesso il fatto. La querela è una sorta di denuncia con la quale si fa presente all'autorità preposta di aver subito uno specifico reato.
La querela di per sé non ha alcun costo, in quanto è un diritto previsto per tutte le persone vittime di un reato. Esistono però dei costi annessi:
- Onorario dell'avvocato: il professionista che redige la querela e assiste il cliente va regolarmente retribuito
- Marca da bollo: per ciascuna copia depositata in Procura è necessaria una marca da bollo da 3,87 €
- Spese processuali: i costi necessari per lo svolgimento del processo, fissati dalla legge, distinti dalle spese legali che variano da avvocato ad avvocato
Nel caso di una querela infondata, cioè se il processo stabilisce che l'accusa di diffamazione non sussiste, chi ha sporto querela avrà l'obbligo di rimborsare le spese sostenute dalla persona ingiustamente accusata. Il giudice può, nei casi più gravi, stabilire anche un risarcimento dei danni.
Avvocato per diffamazione: a chi rivolgersiL'assistenza legale per il reato di diffamazione è estremamente necessaria perché assicura una tutela qualificata. Un avvocato penalista esperto saprà valutare se ci sono i termini per procedere, come raccogliere le prove e come ottenere il massimo del risarcimento.
Se hai subìto una diffamazione o sei stato coinvolto in una vicenda di questo tipo, rivolgiti a un avvocato penalista specializzato per ricevere una consulenza e affidare la cura dei tuoi interessi.