Come essere risarciti per danni causati da calunnia?

01 Dicembre 2017 - Redazione

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foto principale per articolo danni per calunnia foto principale per articolo danni per calunnia foto principale per articolo danni per calunnia Prima di procedere ad una disanima approfondita sui temi del reato di calunnia e di quelli connessi, come le modalità attraverso le quali procedere alla diffida e alla denuncia per diffamazione (fornendo anche un fac simile della querela per calunnia), cosa si rischia in caso di denuncia per calunnia in termini di pena prevista per la calunnia dal codice penale, quando è possibile incorrere in una controquerela controdenuncia per calunnia, ma prima di ogni cosa il significato del termine calunnia, e le differenze che intercorrono tra questa, l’ingiuria e la diffamazione.

Questi spesso vengono confusi, mentre in realtà si tratta di concetti differenti: la diffamazione è una chiacchiera, un pettegolezzo, una maldicenza ai danni di un soggetto, che per configurarsi come reato deve avvenire in assenza del soggetto in questione, alle sue spalle; il reato di ingiuria secondo l’art. 594 c.p. è commesso da chiunque offenda “l’onore o il decoro di una persona presente”; il reato di calunnia è invece un’ accusa (falsa) di commissione di reato resa formalmente davanti a pubblici ufficiali.

Per cui, chiunque denunci o incolpi di reato un innocente difronte all'autorità giudiziaria, o addirittura simuli a carico di una persona priva di colpe e responsabilità le tracce di un reato, rischia una pena detentiva da due a sei anni, aumentata nel caso in cui il reato che viene falsamente imputato prevede una reclusione superiore a dieci anni o altra pena più grave, e allo stesso modo accresciuta da quattro a dodici anni se dalla falsa accusa derivi una condanna alla reclusione superiore a cinque anni, o da sei a venti anni se invece ne deriva una condanna all'ergastolo.

In sostanza, affinché sussista un reato di calunnia tre sono i requisiti indispensabili:

  • attribuzione falsa di reato
  • certezza dell’innocenza del soggetto che si incolpa
  • dichiarazione formale avanti all’autorità giudiziaria o di polizia.


Il secondo di questi requisiti presuppone di conseguenza che per essere assolti bisogna dimostrare che chi ha presentato denuncia abbia avuto assoluta certezza dell’innocenza dell’incolpato (cosa tutt’altro che semplice da provare).

Ma cosa si rischia con una denuncia per calunnia (qui trovate il fac simile della querela per calunnia)?

Dopo essere stati iscritti nel registro degli indagati si potrà subire un processo penale, durante il quale ci si dovrà difendere per tentare di scongiurare la possibilità di una condanna. Per cui, sporta denuncia (falsa), questa arriva al pubblico ministero che dà inizio all’indagine, senza che ci sia possibilità per il calunniatore di rimediare mediante la remissione di querela.

Al termine dell’indagine, se il pm dimostrerà che la denuncia presentata è falsa potrà chiedere che si proceda nei confronti del calunniatore, il quale rischia non solo, come detto in precedenza, una pena detentiva la cui durata è direttamente proporzionale alla natura dell’accusa e delle conseguenze che ne sono scaturite, ma può anche essere costretto ad un risarcimento danni per calunnia, dal momento che può sussistere tanto un danno patrimoniale (ad esempio se il soggetto falsamente accusato di furto viene licenziato in seguito all’accusa) che non patrimoniale (il cd. danno morale, cioè la sofferenza che il soggetto accusato patisce).

Tuttavia, si è tenuti a risarcire i danni per calunnia e si può essere oggetto di una controquerela per calunnia solo a condizione che si sia agito con dolo, cioè essendo consapevoli dell’innocenza della persona che si è accusata (non è invece sufficiente aver agito incautamente, imprudentemente, negligentemente, precipitosamente).

Facciamo due esempi in merito, che permettono di capire le differenze:

  • il soggetto A denuncia ai Carabinieri il soggetto B per via dei latrati dei suoi cani: tuttavia non sussiste reato di disturbo della quiete e del riposo delle persone se le indagini rivelano che l’abbaiare dei cani infastidisce solo A e non magari tutto il condominio o il vicinato. In questo caso A non ha denunciato il falso, ma ha solo intrapreso il procedimento errato (avrebbe dovuto piuttosto svolgere un’azione civile di risarcimento del danno)
  • il soggetto A, che odia profondamente B per circostanze precedenti, querela quest’ultimo per via dei latrati dei suoi cani: tuttavia, emerge dall’indagine che i cani di A non abbiano praticamente mai: in questo caso A è passibile di una controquerela controdenuncia per calunnia, avendolo falsamente accusato.


Altri esempi:

  • la denuncia di smarrimento di un assegno che in realtà non è andato perduto, ma è stato consegnato ad altro soggetto
  • le false generalità fornite da un indagato alla polizia giudiziaria, attribuendosi l’identità di altra persona realmente esistente.
  • la denuncia di smarrimento di un assegno che in realtà non è andato perduto, ma è stato consegnato ad altro soggetto
  • le false generalità fornite da un indagato alla polizia giudiziaria, attribuendosi l’identità di altra persona realmente esistente.


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