Danni odontoiatria: come essere risarciti

16 Novembre 2017 - Redazione

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foto principale articolo per danni odontoiatria foto principale articolo per danni odontoiatria foto principale articolo per danni odontoiatria “Spettabile professionista, a seguito della rottura di parte del canino destro superiore per via di una caduta, mi sono rivolta ad un dentista: questi prima mi ha rassicurato sul fatto che si trattava di un intervento semplice e routinario, mq poi non solo non ha risolto la questione dal punto di vista estetico, e infatti sia per via del colore che della forma è molto evidente che si tratta di un dente “posticcio”, ma soprattutto mi ha provocato una necrosi gengivale. Le sto scrivendo per sapere il da farsi” questa la richiesta avanzata ad uno dei legali che costituiscono il nostro network, dalla quale vogliamo prendere spunto per trattare del risarcimento danni provocati dal dentista e delle modalità che deve presentare la richiesta di indennizzo per lesioni o alterazioni o errate o inutili terapie a danno di denti e gengive provocati dal medico.

In una situazione analoga a quella di cui sopra, il soggetto ha diritto ad agire in giudizio nei confronti del professionista sanitario, richiedendo il risarcimento di tutti i danni subiti, patrimoniali e non patrimoniali.

A tal fine sarà necessario innanzitutto sottoporsi ad una perizia odontoiatrica d’ufficio, e nel momento in cui questa dovesse far emergere un nesso causale tra la sintomatologia lamentata e le cure praticate, sarà accertata la responsabilità professionale e decretata la condanna al risarcimento dei danni odontoiatrici, la cui entità ammonta alla somma del danno biologico temporaneo, del danno morale, del danno economico relativo al rifacimento delle cure, e di quello patito per corrispondere la parcella al professionista. Questo in ragione del fatto che il compenso per una prestazione medica inutile, o addirittura dannosa, costituisce una perdita patrimoniale, riconducibile al tema generale dell’inadempimento contrattuale. Per cui, qualora il paziente abbia già saldato l’onorario per la prestazione inutile (o dannosa) il professionista è dovuto al risarcimento, mentre, nel caso in cui il compenso non sia stato ancora pagato, il soggetto potrebbe legittimamente rifiutarsi di farlo ai sensi dell’art. 1460 c.c.

In altre parole, essendo venuta meno la causa del contratto d’opera professionale, e cioè nel caso specifico la risoluzione (medica ed estetica) del canino spezzato, il pagamento del compenso rappresenta un danno per il cliente, e va risarcito mediante restituzione per equivalente (vale a dire nella misura dell’importo corrisposto).

La cosa più interessante è che una sentenza della Corte di Appello di Milano del 9 febbraio 2015 su un caso analogo ha svincolato il diritto del paziente alla restituzione dei compensi medici già pagati dalla presentazione di una specifica domanda di risoluzione del contratto per inadempimento.

Pensate di aver subito un danno da errata prestazione odontoiatrica e volete chiedere ad un esperto se ricorrono gli estremi per ottenere un risarcimento da danno medico? Prima di intraprendere una causa vorreste conoscere le varie componenti di danno risarcibile? Ma soprattutto, non avendo conoscenze in ambito legale, vorreste capire a quanto ammonta la parcella di un avvocato e quali sono i tempi da preventivare? A tutte queste (e molte altre) domande possono rispondere i professionisti di Quotalo vi basta semplicemente compilare l’intuitivo form messo a disposizione sul sito…

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