Cos’è il tetto ventilato (o coibentato)? Come costruirlo? quanto costa?

20 Maggio 2016 - Redazione

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Foto articolo tetto ventilato coibentato Foto articolo tetto ventilato coibentato Foto articolo tetto ventilato coibentato Cos’è il tetto ventilato (o coibentato)?

Intervenire sulla propria casa al fine di garantirle isolamento termico e acustico significa prevedere una coibentazione: tramite questa tecnica è possibile infatti isolare due sistemi aventi caratteristiche differenti, al fine di evitare che tra i due si registrino scambi di calore o vibrazioni sonore. 

Tra i materiali utilizzati per la coibentazione termica figurano la lana di roccia e quella di vetro, la fibroceramica (costituita da fibre di silicati esenti da leganti, che presentano un ottimo comportamento fonoassorbente, elevata resistenza alla temperatura, buona resistenza agli agenti chimici, ed è disponibile in feltri e filati), il vetro cellulare (prodotto dall’espansione di una composizione di carbonio e vetro, che non si deforma, resiste alla compressione, all'acqua, al vapore, ed è assolutamente incombustibile), il polistirolo (composto esclusivamente da atomi di carbonio e idrogeno), e ancora polistirene estruso, elastomeri espansi, calcio silicato, aerogel, e altri. 
Questi materiali possono presentarsi sotto forma di pannelli rigidi (generalmente autoportanti, con bordi sagomati per consentire l’incastro, costituiti da materiali di origine naturale o sintetica), materassini (non autoportanti, costituiti da fibre di origine naturale o sintetica), materiali sciolti (costituiti da granulati leggeri, che possono essere messi in opera a secco o sotto forma di conglomerato).

Un'adeguata coibentazione permette di ridurre la fuoriuscita del flusso caldo nella stagione fredda, e impedisce che il caldo penetri all’interno dell’abitazione durante l’estate. Essa può essere realizzata sia intervenendo sulle pareti che agendo sul tetto: per questo si parla di tetto coibentato o anche di tetto ventilato. Esso si caratterizza per la presenza di uno spazio tra il manto isolante e quello di copertura, che consente al flusso d’aria di circolare liberamente, al fine di conservare il calore accumulato all’interno dell’edificio durante i mesi freddi, di prevenire il surriscaldamento nei periodi caldi, e di ridurre i fenomeni di condensa (il ché influisce positivamente sullo stato di conservazione, e conseguentemente di durata, del tetto stesso). In teoria, dunque, il tetto ventilato permette d’incamerare aria fresca, proveniente dalla gronda, che riscaldandosi sale sotto i coppi o le tegole per poi fuoriuscire dal colmo (nel caso di tetto a due falde) o dalla scossalina (nel caso di tetti ad una falda).

La Classificazione delle coperture può essere formulata in base a: 
• continuità o meno dello strato di tenuta all'acqua (continue e discontinue) 
• comportamento termoigrometrico (non isolate e non ventilate, isolate e non ventilate, ventilate e non isolate –tetto a caldo-, isolate e ventilate-tetto a freddo-) 
• grado di accessibilità classe (accessibile esclusivamente per manutenzione, accessibile per manutenzione del tetto e degli impianti, accessibile ai pedoni fino ad un carico massimo di 400 kg per m2, accessibile ai veicoli leggeri, accessibile ai veicoli pesanti, resistente alle sollecitazioni meccaniche e chimiche e quindi utilizzabile come giardino pensile) 
• caratteristiche geometriche (planari orizzontali, planari suborizzontali, planari inclinate, curve). 


Come costruire un tetto coibentato?
Il tetto coibentato o ventilato può essere applicato tanto in una edificazione ex novo, quanto di in una casa soggetta a ristrutturazione, giacché si tratta in definitiva di una costruzione che prevede la sovrapposizione di diverse strutture: la prima è ovviamente la struttura portante, che caratterizza le coperture continue (quelle nelle quali la tenuta all'acqua è ottenuta mediante uno strato che non presenta soluzione di continuità, indipendentemente dalla pendenza della superficie della struttura, permettendo così la realizzazione di coperture curve o piane orizzontali o suborizzontali) e quelle discontinue (che invece realizzano la tenuta all'acqua in particolari condizioni di pendenza, tale da impedire infiltrazioni attraverso la discontinuità dello strato di tenuta); poi la barriera al vapore, che è formata da una sottile membrana di polietilene (generalmente), la cui funzione principale consiste nel proteggere la coibentazione termica dalla formazione di umidità e condensa localizzata; il pannello termoisolante (che va scelto fra quelli con caratteristiche di basso assorbimento d'acqua, non idrofili, protetti dagli agenti esterni e zavorrati per evitare rischi d'asportazione da parte del vento); la guaina; e infine il manto di copertura.

È tra questi ultimi due elementi che va inserito lo strato di ventilazione, il cui spessore va deciso in base al tipo di copertura, alla lunghezza e pendenza della falda, ma anche al clima tipico del posto in cui la casa sorge. 

Esistono diverse tecniche di realizzazione di un tetto ventilato: quella più tradizionale prevede che la camera di ventilazione venga realizzata mediante una doppia orditura di listelli, orizzontali e verticali, sui quali viene fissato un secondo tavolato; tra i sistemi più innovativi quello brevettato da “AERcoppo” prevede una camera di ventilazione superiore a cmq./ml. 600, con supporti di rialzo, che consentono l'aggancio e il bloccaggio senza l'utilizzo di chiodi, listoni trasversali o altro. 
Ma tali tecniche vanno eseguite a regola d’arte, da personale esperto, che controlli che dalle intercapedini di aerazione (grondaia, colmo, scossalina) non entri acqua, e che preveda l’aggiunta di una retina anti volatili, per evitare la formazione di nidi che possono ostruire il passaggio corretto dell’aria: solo in questo modo il tetto ventilato non presenterà svantaggi e massimizzerà i suoi pregi (ottima regolazione termica, risparmio energetico, contenimento dei costi di rifornimenti energetici, rispetto dell’ambiente). 


Costo del tetto ventilato
I prezzi (articolo quanto costa rifare un tetto) per la costruzione di un tetto ventilato sono molto variabili, dipendendo dal tipo di materiale utilizzato per la messa in opera e dall’azienda: a tal proposito, il sistema AERcoppo di cui abbiamo detto, nonostante sia innovativo e brevettato, ha un costo che parte da 9,50 euro per mq, a fronte del costo medio del sistema con doppio tavolato (tradizionale) che è di circa 25 euro a mq. Anche se online è possibile trovare preventivi che scendono al di sotto dei 100 €, è sempre bene ricordare che “non sempre il risparmio è guadagno”, come sostiene un vecchio adagio, per cui è meglio prendere in considerazione quelli che presentano una valutazione intermedia per il costo del tetto ventilato, che completo di isolante, listelli, coppi e tutti gli elementi utili, ammonta a circa 150 € al mq.


Detrazioni fiscali per il rifacimento del tetto
Tuttavia, a fronte di costi non esattamente esigui, è bene ricordare che il tetto ventilato ha l’obiettivo precipuo di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere la temperatura interna degli ambienti, per cui è possibile avvalersi di detrazioni fiscali per il rifacimento del tetto dell’ordine del 65%, prorogato dall’ultima legge di stabilità fino al 31 dicembre del 2016.

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