Sconto in fattura: tutto quello che devi sapere!
21 Febbraio 2026 - Redazione
Sconto in fattura e cessione del credito: cosa cambia nel 2026?
IMPORTANTE: lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati quasi completamente aboliti a partire dal 30 marzo 2024.
Il Consiglio dei Ministri, con il Decreto-Legge n. 39/2024, ha introdotto una stretta definitiva sulle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito per i bonus edilizi. Questa misura, entrata in vigore il 30 marzo 2024, ha di fatto eliminato la possibilità di usufruire di queste agevolazioni per la maggior parte dei nuovi interventi.
Tuttavia, esistono ancora delle eccezioni per specifiche categorie di contribuenti e per lavori già avviati prima del blocco. In questa guida aggiornata, faremo chiarezza su cosa è cambiato, chi può ancora beneficiare di queste opzioni nel 2026 e quali sono le alternative disponibili.
- Indice contenuti
- Sconto in fattura: perché è stato abolito?
- Chi può ancora usarlo nel 2026? Le eccezioni
- Quali lavori sono esclusi?
- L'alternativa: la detrazione fiscale diretta
- Vantaggi e svantaggi della detrazione diretta
- Il ruolo delle imprese edili
- Conclusioni: cosa aspettarsi per il futuro?
Sconto in fattura: perché è stato abolito?
Lo sconto in fattura è stata una misura introdotta per incentivare gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica, permettendo ai contribuenti di ottenere un beneficio economico immediato senza dover attendere i 10 anni della detrazione fiscale. Tuttavia, il suo successo ha generato un volume di crediti fiscali superiore alle attese, mettendo a rischio la stabilità dei conti pubblici.
Inoltre, il sistema si è rivelato vulnerabile a frodi e abusi, spingendo il governo a intervenire con misure sempre più restrittive, fino al blocco quasi totale del 2024. L'obiettivo è stato quello di tornare a un sistema di incentivi più sostenibile e controllabile, basato principalmente sulla detrazione fiscale diretta.
Chi può ancora usarlo nel 2026? Le eccezioni
Nonostante il blocco generale, lo sconto in fattura e la cessione del credito restano in vigore per una platea ristretta di beneficiari. Nello specifico, possono ancora usufruire di queste opzioni:
- IACP e Onlus: Istituti Autonomi Case Popolari, cooperative di abitazione a proprietà indivisa e organizzazioni non lucrative di utilità sociale.
- Interventi in aree sismiche: per lavori di ricostruzione nei comuni colpiti da terremoti a partire dal 1° aprile 2009.
- Soggetti a basso reddito (incapienti): contribuenti con un reddito complessivo non superiore a 15.000 euro. Il limite non si applica se nel nucleo familiare è presente una persona con disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992.
Per tutti gli altri contribuenti e per la maggior parte dei bonus edilizi, l'unica via percorribile resta la detrazione fiscale diretta in 10 anni.
Quali lavori sono esclusi?
A partire dal 30 marzo 2024, sono esclusi dalla possibilità di sconto in fattura e cessione del credito tutti gli interventi che non rientrano nelle eccezioni sopra elencate. Tra i principali esclusi troviamo:
- Bonus Ristrutturazione 50%
- Ecobonus (per la maggior parte dei contribuenti)
- Sismabonus (al di fuori delle aree terremotate)
- Bonus Verde
- Bonus Mobili
Il Bonus Barriere Architettoniche 75% è stato eliminato a partire dal 1° gennaio 2026 e non è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2025. Per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche nel 2026 è possibile usufruire unicamente del Bonus Ristrutturazione al 50%, con limite di spesa di 96.000 euro e detrazione ripartita in 10 anni.
L'alternativa: la detrazione fiscale diretta
Con la quasi totale abolizione dello sconto in fattura, la detrazione fiscale diretta torna a essere la principale modalità per usufruire dei bonus edilizi. Questo significa che il contribuente deve sostenere l'intera spesa per i lavori e recuperare poi una parte dell'importo sotto forma di detrazione dall'IRPEF, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Ad esempio, per una spesa di 10.000 euro con il Bonus Ristrutturazione al 50%, si potranno detrarre 500 euro all'anno per 10 anni, per un totale di 5.000 euro.
Vantaggi e svantaggi della detrazione diretta
La detrazione fiscale diretta presenta vantaggi e svantaggi rispetto allo sconto in fattura:
| Vantaggi | Svantaggi |
| Maggiore semplicità burocratica. | Necessità di avere la liquidità per anticipare l'intera spesa. |
| Nessun costo aggiuntivo per la cessione del credito. | Recupero del bonus in 10 anni. |
| Maggiore flessibilità nella scelta dell'impresa. | Rischio di non poter usufruire della detrazione in caso di incapienza fiscale. |
Il ruolo delle imprese edili
Con il nuovo quadro normativo, le imprese edili non sono più tenute ad applicare lo sconto in fattura, se non nei rari casi previsti dalle eccezioni. Questo semplifica la loro gestione finanziaria, ma potrebbe rendere più difficile per i clienti sostenere i costi dei lavori. Per questo motivo, è importante che le imprese offrano soluzioni di pagamento flessibili e supportino i clienti nella comprensione delle procedure per la detrazione fiscale.
Conclusioni: cosa aspettarsi per il futuro?
Il sistema dei bonus edilizi è in continua evoluzione. È probabile che in futuro si vada verso una maggiore stabilità e semplificazione, con un focus crescente sugli interventi di riqualificazione energetica spinta, in linea con gli obiettivi europei. Per chi intende ristrutturare casa nel 2026, è fondamentale informarsi bene sulle agevolazioni disponibili e affidarsi a professionisti competenti per non perdere le opportunità ancora in vigore.