Come fare un impianto elettrico a norma dalla a alla z

23 Gennaio 2018 - Redazione

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Foto articolo impianto elettrico a norma dalla a alla z Foto articolo impianto elettrico a norma dalla a alla z Foto articolo impianto elettrico a norma dalla a alla z È chiaro che chiedersi in che modo realizzare un impianto elettrico a norma sottintenda un’altra questione, e cioè com’è fatto un impianto elettrico?
Quali sono gli elementi che lo compongono e che relazione presentano tra loro?

Cercando di sintetizzare il più possibile, diciamo che un impianto elettrico domestico è costituito da relativamente pochi elementi:
  • Un contatore dove arriva l’energia elettrica, di proprietà dell’Enel
  • Un quadro elettrico, collocato in casa, collegato al contatore e da cui l’energia elettrica viene distribuita
  • Delle linee elettriche, dette dorsali, che alloggiano i principali cavi che dal quadro elettrico di diriggono in tutta la casa
  • Delle cassette di derivazione che smistano queste linee elettriche verso le destinazioni finali
  • Le linee elettriche “secondarie”, che partono dalle cassette di derivazione fino al punto di arrivo
  • I punti luce, le prese e gli interruttori, composti da una scatola incassata nel muro, dei “frutti” (prese e interruttori) e delle placchette a copertura.


Tralasciando il contatore, in merito al quale, non essendo di nostra proprietà, non possiamo decidere niente, soffermiamoci sui quadri elettrici, individuando in particolare le differenze tra quelli odierni e quelli passati.


I quadri elettrici moderni si caratterizzano per la presenza di diversi interruttori:
  • interruttore generale o “differenziale magnetotermico”, che permette all’energia di arrivare a tutto l’impianto: se abbassato interrompe il flusso in tutta la casa, e in presenza di cortocircuito o sovraccarico scatta togliendo anche in questo caso l’energia
  • interruttori magnetotermici, collegati direttamente al differenziale da cui prendono l’energia per poi distribuirla alle varie parti dell’impianto.
  • Da ogni interruttore parte un tubo che contiene i fili elettrici (chiamati anche “dorsali”).


Quindi una prima risposta alla domanda “come realizzare un impianto elettrico a norma dalla a alla z?” è che è necessario prevedere una linea per le prese e una per le luci, e quindi un interruttore generale e due interruttori magnetotermici, cui si sommano altre due linee dedicate una alla cucina e l’altra ai bagni (questo perché la cucina è l’ambiente maggiormente soggetto a sovraccarichi vista la presenza dei “grandi elettrodomestici”, mentre i secondi rappresentano i luoghi “più a rischio” per la presenza di acqua).


A onor del vero va considerata anche una terza linea dedicata ai condizionatori, da realizzare solo in caso si preveda la loro installazione.


Altro accorgimento da adottare affinché l’impianto elettrico realizzato sia interamente a norma è che i quadri elettrici vengono realizzati con cassette, quasi sempre da incasso, con struttura in alluminio e finiture in plastica.


Il sistema che conduce la corrente dai quadri elettrici ai terminali è composto da tubi e cavi elettrici, con una grandezza dei primi direttamente proporzionale alla dimensione dei cavi: mentre fino agli anni ’70 questi erano formati da un unico filamento molto spesso ricoperto da un sottile strato di guaina plastica, oggigiorno per progettare un impianto elettrico a norma i cavi devono essere formati da tanti filamenti attorcigliati protetti da materiali plastici morbidi con una sezione maggiore dell’altra (il ché garantisce migliore trasporto dell’energia e maggiore flessibilità).


Inoltre attualmente, affinché un impianto elettrico domestico possa essere certificato come a norma, deve disporre di 3 cavi, e non più 2, essendo stata introdotta anche la messa a terra (o massa), cioè un circuito collegato direttamente con il terreno che scarica eventuale elettricità in eccesso provocata da dispersioni di apparecchi.


Aumentano i cavi e aumenta la grandezza dei tubi, anche perché è previsto dalla legge che, in caso sia di creazione ex novo che di rifacimento dell’impianto elettrico, affinché il sistema della circolazione della corrente in casa possa essere riconosciuto come rispondente ai requisiti di legge, circa il 30% dello spazio interno dei tubi venga lasciato libero per eventuali futuri ampliamenti.


Un miglioramento rispetto ai vecchi impianti lo si osserva pure a carico dei frutti, o interruttori, tant’è che la rispondenza di un impianto ai criteri della norma viene data solo nel caso anche questi dispongano di protezioni che si chiudono automaticamente nel momento in cui la presa viene estratta e si aprono solo ne viene inserita una.


Impianto elettrico casa

Detto questo, immaginiamo che sappiate che quella che vi abbiamo descritto è solo una parte marginale di tutti gli accorgimenti che bisogna adottare per realizzare un impianto elettrico a norma: basti aggiungere che ogni intervento in tal senso necessita della produzione di uno schema unifilare, cioè un documento progettuale dell'impianto elettrico che rappresenta graficamente il percorso che i cavi compiono per collegare i diversi circuiti, e che permette anche di identificare i vari conduttori, la tipologia, la sezione e il diametro della conduttura elettrica, e che si associa allo schema funzionale e a quello multifilare, per comporre complessivamente il progetto elettrico.


Senza aggiungere che un impianto elettrico non può definirsi a norma dalla a alla z se non possiede una dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore (necessariamente iscritto in un albo tenuto e aggiornato dalle Camere di Commercio), compilata e sottoscritta.


Una dichiarazione di conformità dovrebbe comprendere:
  • copertina di attestazione della conformità con numero di protocollo e data;
  • dichiarazione vera e propria ai sensi del Decreto 22 gennaio 2008, n. 37 (recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici);
  • una legenda per comprendere i termini della dichiarazione;
  • una relazione con la tipologia dei materiali utilizzati;
  • uno schema grafico dell'impianto elettrico;
  • lo schema unifilare dell'impianto;
  • la dichiarazione di verifica degli impianti elettrici.


Altrettanto lapalissiano riteniamo che sia sottolineare che in casi come questi il fai-da-te non è proprio una grande idea, ragion per cui vi invitiamo a cliccare qui e a cercare i migliori elettricisti della vostra zona, per contattarli e farvi approntare un preventivo per la realizzazione di un impianto elettrico a norma dalla a alla z.

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