Realizzazione di un vespaio aerato: quando è necessaria

08 Giugno 2015 - Redazione

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In tutti i locali che sono posti a contatto diretto coi terrapieni è buona prassi procedere alla realizzazione di un vespaio, ossia un'intercapedine aerata, tra il terreno e quella che è la superficie che delimita il locale.

Una delle prime e più famose norme relative all'agibilità delle costruzioni è correlata infatti al contatto col terreno del 1° solaio di una costruzione, in quanto, in presenza di determinate condizioni e in taluni luoghi, possono esserci risalite dal basso di acque di falda, o problemi di umidità, trasmessi dal contatto stesso del 1° solaio col terreno sottostante, oppure problemi di infiltrazioni in caso di piogge ingenti o alluvioni. 
Problematiche che la realizzazione di un “semplice” vespaio aerato riesce a risolvere, interrompendo la risalita dell’umidità e disperdendo gas radon, proteggendo così gli edifici.

Una tecnica, quella del vespaio, che arriva dall'antica Roma, ove venivano costruiti i cosiddetti cunicoli aerati, ossia, pavimenti elevati, con altezze di addirittura qualche decina di centimetri, riempite con muretti o anfore di diverse dimensioni, che consentivano il collegamento con l'esterno, e quindi una ventilazione naturale.

Un sistema che si è evoluto nel tempo fino ai giorni nostri, con soluzioni innovative che consentono la realizzazione del classico vespaio altrimenti detto “vuoto sanitario”, ossia un sistema di attacco a terra, che assicura che l'acqua contenuta nel terreno non si infiltri nella struttura, danneggiando i locali adiacenti, oppure i seminterrati o gli interrati.

Se abbiamo infatti realizzato un vespaio aerato infatti, succederà che
in inverno l’aria esterna fredda e con una minima umidità, passa nel vespaio riscaldandosi e per l’effetto camino fuoriesce arricchita dell’umidità (se presente) nel vespaio;
in estate l’aria fresca resta un po’ stagnante nel vespaio e relativamente più secca, in quanto non tende a salire;
in entrambe le stagioni la differenza della temperatura fra esterno ed interno può essere sfruttata da una pompa di calore. 

Il vespaio classico ha in genere uno spessore di 30 – 50 cm per superfici orizzontali, e ha una cunetta di raccolta da realizzarsi in cemento armato per quelle verticali, che è importante abbia un'adeguata pendenza, onde consentire lo smaltimento delle acque infiltrate.

Diversi i tipi di vespaio oggi, dal classico con riempimenti a quello aerato o ventilato, che diluisce anche l'accumulo di radon, che spesso in determinate zone arriva direttamente dal terreno e si diffonde nella struttura tramite i locali adiacenti, ai vespai a baggioli e a camere d'aria, che proteggono solo dall'umidità di risalita e non dal problema condensazione, tipico in primavera e in estate, che finiscono per disperdere il calore invernale.

Un errore particolarmente diffuso nella formazione del vespaio, è la posa del manto di asfalto, proprio sotto il rivestimento di calce del pavimento di copertura dei locali interrati; che mentre risulta essere corretta nei terrazzi, ove è necessaria la protezione dall'alto, in caso di pioggia in realtà, nei locali interrati è un errore grave, in quanto, in tal modo l'umidità e la condensa che salgono dal terreno, vanno ad imbibire lo stesso vespaio.

Da dire che però, la progettazione del vespaio si è evoluta nel tempo, grazie all'uso di nuovi materiali di origine sintetica e inattaccabili dall'umidità, con sistemi in plastica che hanno apportato significativi cambiamenti al mondo dell'edilizia, come gli igloo e le cupole in plastica, che a prima vista sembrano tavolini, che sono disponibili in varie altezze e dimensioni, e facilmente collegabili, permettendo di comporre strutture autoportanti, capaci di supportare il getto di calcestruzzo, anche con spessori variabili.

Negli ultimi anni la tecnologia costruttiva del vespaio aerato, è infatti entrata di diritto nel mercato edile nella categoria di prodotti specifici di rapida posa in opera delle casseforme composte da elementi modulari a perdere in materiale plastico, di facile installazione ed autobloccanti che permettono di realizzare in modo semplice e veloce il vespaio con la sua camera d'aria, risparmiando tempo e mano d'opera, rispetto ai tradizionali metodi.

Un consiglio comunque è quello di non progettare le bocchette d'aerazione  ovunque, ma a nord e a sud, con una certa differenza di altezza tra quelle basse a sud e quelle alte a nord, onde avere un tiraggio garantito!

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