Case passive: di cosa si tratta, quali sono i costi e i vantaggi principali di questa nuova soluzione che aiuta l'ambiente

11 Marzo 2020 - Redazione

Vota

Voto 5 su 1 voti

Richiedi Preventivi

Gratuitamente e in 1 solo minuto.

Case passive articolo Case passive articolo Case passive articolo

Vorresti vivere in una casa ecologica e a impatto zero? Non è più un sogno, ma una realtà. Scopriamo cosa sono le case passive e come avviene la progettazione.

Il settore dell’edilizia è quello che fa da traino a tutta l’economia di un Paese, per questo è utile analizzare quali sono le novità di questi ultimi anni. Un trend molto interessante è quello dato dalle cosiddette case passive. In questa nostra guida vogliamo capire cosa sono, quali vantaggi offrono e quali sono i costi su cui si aggira questo tipo di costruzione.

Le case passive rispondono alla crisi del settore edilizio, che negli ultimi anni ha dovuto far fronte a diverse limitazioni e problematiche. Al pari di altri settori, infatti, anche quello della costruzione delle case sta vivendo oggi un processo di profonda trasformazione. Il principale motivo di cambiamento è quello legato all’aspetto ambientale e di conseguenza a quello energetico.

Anche l’architettura e l’edilizia, con il potenziamento della cosiddetta bioedilizia e bioarchitettura, stanno proponendo soluzioni sempre più orientate all’abbattimento degli sprechi e alla riduzione dei consumi. In questo quadro si inseriscono le case passive.

Progettazione case passive: cosa sono?

L’espressione abitazioni passive deriva dal tedesco passivhaus o dall’inglese passive house. Indica un tipo di abitazione che per il suo fabbisogno energetico non necessita (o solo in minima parte) di una fonte esterna. Fondamentalmente, quindi, le case passive si avvalgono delle moderne tecnologie rinnovabili che consentono di creare case a impatto zero che, di conseguenza, non inquinano l’ambiente.

Quella che comunemente viene chiamata edilizia sostenibile non è un miraggio lontano. È infatti una realtà che in molti Paesi europei è già ampiamente sviluppata. Anche in Italia negli ultimi anni si è iniziato a parlarne in maniera diffusa, tanto che più di qualcuno ha iniziato a costruire questo tipo di abitazioni.

L’obiettivo di questo tipo di costruzioni, quindi, è quello di creare case con il medesimo comfort abitativo (se non addirittura migliore) dei tradizionali edifici, senza però inquinare tramite la produzione di energia. La bioedilizia sfrutta a proprio vantaggio tutti quei fattori presenti in natura, quali l’irraggiamento solare, l’isolamento termico e il recupero dell’energia utilizzata.

Le case passive non prevedono una serie di elettrodomestici o accorgimenti più efficienti degli altri, ma una struttura completamente votata all’efficienza energetica. Le case par essere passive devono essere autonome, per questo è essenziale un’analisi preventiva della realtà nelle quali si inseriscono. La costruzione di questi edifici, infatti, funziona in rapporto con l’ambiente circostante e da esso trae enorme giovamento.

progettazione case passive

Costruzione case passive: che vantaggi offrono e perchè aiutano l'ambiente

Abbiamo già anticipato come le case passive si pongano l’obiettivo di ridurre se non abbattere completamente le emissioni energetiche. Per capire come questo avvien è necessario capire quali sono le caratteristiche di questo tipo di costruzioni. Dobbiamo quindi parlare di:

  • materiali;
  • isolamento;
  • areazione;
  • fonti rinnovabili;
  • progettazione.

Iniziamo parlando dei materiali che rappresentano alcuni degli elementi essenziali per qualsiasi tipo di costruzione. Questi possono essere sia quelli tradizionali (come il calcestruzzo e il cartongesso) a quelli tipici della bioedilizia, come il legno, la paglia e l’argilla. I materiali però non sono tutto, in quanto il segreto della passività è dato dal livello di isolamento. Il segreto di una casa passiva è l’involucro termico, il cosiddetto cappotto. Oltre a essere necessario deve essere ben realizzato, in modo da assicurare un livello di isolamento termico adeguato rispetto all’aria esterna e, allo stesso tempo, una corretta gestione dell’aria interna. Insieme al cappotto termico, infatti, è legato il sistema di areazione. Questo deve consentire la circolazione dell’aria, in modo che anche la climatizzazione sia sempre adeguata.

Quando si pensa alle fonti rinnovabili il pensiero corre direttamente verso i pannelli solari. Questi hanno la capacità di soddisfare circa il 50% del fabbisogno termico di un’abitazione. È evidente come sia necessario predisporre anche altre soluzioni. Tra queste esistono delle vasche capaci di riciclare l’acqua piovana, rendendola utilizzabile per l’irrigazione o per gli scarichi del bagno. Inoltre è possibile integrare anche un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria o uno geotermico. Quest’ultimo sfrutta le caratteristiche tipiche presenti sottoterra. Qui, infatti, non ci sono variazioni climatiche e uno scambiatore interrato consente di raffreddare e riscaldare l’ambiente interno della casa.

Abbiamo parlato di progettazione in quanto è fondamentale anche la distribuzione degli spazi. Le camere, infatti, hanno una loro importanza strategica anche in funzione di come vengono posizionate all’interno dell’abitazione. Le stanze che maggiormente richiedono delle temperature più calde, come possono essere le stanze dei bambini o il soggiorno, devono essere sposte a sud. La cucina, invece, è consigliato collocarla a est o a ovest. Il bagno può essere collocato tra due stanze riscaldate, in modo da non doversi occupare di doverlo riscaldare ulteriormente. Ambienti meno frequentati, come possono essere i ripostigli e i magazzini possono invece essere posizionati verso nord.

Per essere considerata passiva un’abitazione deve rispettare requisiti ben precisi. D’estate deve esserci un surriscaldamento molto basso e la media annua non deve essere superiore ai 15 kWh al metro quadro. Il consumo energetico primario deve essere più basso di 120 kWh/mq, considerando che una casa in classe energetica G ha un consumo superiore ai 160 kw/mq.

Alla luce di quanto abbiamo appena detto possiamo iniziare anche a comprendere i vantaggi di questo tipo di costruzione. Si tratta infatti di un investimento che contempla diversi lati positivi. Innanzitutto di abbattimento di sprechi e consumi che equivalgono a un costo nettamente inferiore (se non assente) delle bollette energetiche. Inoltre c’è tutto il discorso legato al contributo contro l’inquinamento che corrisponde anche a un aumento del valore dell’immobile. Senza dimenticare come stare in una casa con un’efficienza energetica più alta equivale a migliorare nettamente il proprio stile di vita.

Questo è uno degli aspetti solitamente meno valorizzati quando si parla di bioedilizia. In realtà è uno di quelli che incide di più sulla scelta finale. Le case tradizionali spesso presentano una serie di criticità (inquinamento dell’aria, umidità, muffa, eccetera) che creano enormi problemi sulla salute di chi vi abita. Un investimento sulla bioedilizia, quindi, rappresenta anche una svolta in questo senso, potendo vivere in un contesto virtuoso che tuteli anche il proprio benessere e quello dei propri cari.

Case passive in legno

Tra le principali opportunità le case passive in legno rappresentano una delle soluzioni più avvincenti e vantaggiose. Le case passive in legno possono essere anche prefabbricate, velocizzando ulteriormente l’iter di realizzazione di questa costruzione. L’utilizzo del legno assicura un isolamento termico ottimale e l’impiego di uno dei principali materiali biologici. Il legno ha inoltre una serie di proprietà tecniche impressionanti (resistenza alle fiamme, ai sismi, all’umidità) che rendono questa scelta davvero conveniente.

progettazione case passive in legno

Case passive in muratura

È possibile orientarsi anche verso case passive in muratura, realizzate con una struttura adeguata a ottenere quell’isolamento termico con il quale avere una classe energetica positiva e tale da rendere l’abitazione autosufficiente.

casa passiva in muratura costruzione

Quali sono i prezzi medi delle case passive?

Mediamente il costo delle case passive prefabbricate rientra in un range di prezzo che va dai 20.000€ ai 150.000€ (in relazione sempre a fattori quali la scelta dei materiali, la dimensione dell'abitazione, gli interventi necessari e così via). Questo prezzo è il medesimo anche per case non prefabbricate. Tra i costi che incidono su questo prezzo ci sono anche quelli relativi all’impianto fotovoltaico, al cappotto termico, alla caldaia e agli infissi.

Mediamente i prezzi per un impianto a pannelli solari è di 10.000€ - 15.000€, mentre l’isolamento termico del tetto e delle pareti si aggira sui 60€ al metro quadro. Una caldaia a biomassa o alimentata a pellet può avere un costo che va dai 5.000€ agli 8.000€. Infine, ma non meno importanti, gli infissi e le finestre che devono essere almeno a doppio vetro o triplo vetro, per mantenere un adeguato livello di isolamento termico. Per questo tipo di serramenti il costo va da un minimo di 400€ a un massimo di 1.000€ a metro quadro. Tutti questi costi vanno contestualizzati anche alla zona nella quale si costruisce la struttura.

Per realizzare una casa passiva, quindi, bisogna preventivare una spesa superiore rispetto a quella di un’abitazione tradizionale. Dov’è allora il guadagno? Come già anticipato c’è da considerare che si tratta di un investimento, non solo di natura economica. Il maggiore costo iniziale viene ammortizzato nel corso degli anni con il risparmio ottenuto da consumi minori e costi energetici più bassi o inesistenti. Inoltre per questo tipo di lavori sono previsti anche una serie di agevolazioni fiscali che consentono di risparmiare sui tributi che andrebbero comunque versati.

Progettazione case passive: un contributo reale per la salvaguardia del pianeta?

La domanda su quale possa essere il contributo reale delle case passive alla lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento ambientale del nostro pianeta è doverosa. Lo è per almeno due ragioni: per capire il valore dell’investimento e comprendere il significato di questa scelta. Molto spesso, infatti, capita che non tutto ciò che si veste di green, ecosostenibile, riciclabile, eccetera, è realmente utile alla salvaguardia del pianeta. Il motivo è che a volte si seguono più principi ideologici che un confronto serrato e trasparente con la realtà. E non mancano, ovviamente, coloro che lucrano su questo tipo di attività.

Il contrasto all’inquinamento è un dovere generale che va condiviso innanzitutto con un cambio di mentalità e prospettiva. Non basta, per fare degli esempi, non prendere l’automobile nel fine settimana o rinunciare alle buste di plastica per fare la spesa al supermercato. Interventi positivi, sicuramente, ma non significativi. Ecco, le case passive sono invece uno di quegli interventi significativi che vale la pena fare.

Le ragioni sono racchiuse in tutto il discorso appena fatto sulle caratteristiche tecniche e i vantaggi di questo tipo di costruzioni. La casa è una realtà viva che si mantiene nel tempo e che nel corso del tempo consuma energia. La scelta verso una soluzione che non necessita di costanti apporti energetici è indubbiamente una rivoluzione. Non piccola, ma consistente, considerando il peso che la casa ha nella vita delle persone.

L’efficienza energetica è il canale principale da percorrere per riuscire a contribuire in maniera efficace alla salvaguardia del pianeta. Non parole, ma fatti. Anche perché il cambiamento costruttivo equivale anche a un cambiamento di abitudini, quindi di consapevolezza, sul ruolo di ciascuno all’interno del pianeta.

La storia delle case passive è lì a confermare come non si tratti di un esperimento o di una moda, ma di un’opportunità reale da cogliere e sulla quale puntare. Inoltre è doveroso ricordare come l’elemento davvero affascinante di questo tipo di abitazioni è che si tratta di case costruite sulle caratteristiche del territorio. Non una struttura calata dall’alto, quindi, ma una casa che sorge studiando il clima, il terreno, le temperature e le risorse della zona nel quale si sta costruendo. Questo è forse l’elemento più significativo che indica come le case passive contribuiscano realmente alla salvaguardia del pianeta.

Una realtà che si sviluppa nella natura, non contro di essa. Una costruzione edile che tiene conto delle caratteristiche e delle esigenze dell’ambiente, sviluppando una casa che è, per sua stessa identità, in contatto costante con la natura.

Costruzione case passive: a chi rivolgersi

Qualsiasi tipo di lavoro, soprattutto quelli che richiedono competenze molto specifiche, richiedono che siano svolti da aziende e professionisti non solo competenti, ma anche autorizzati. Per le case passive è importante specificare come, per essere riconosciute come tali, queste abitazioni devono rispettare il rigido protocollo stabilito dalla Passive House Institute di Darmstadt (Germania). È quindi doveroso rivolgersi esclusivamente ad aziende che possono garantire di seguire questo tipo di protocollo. Per trovare l’azienda giusta è possibile utilizzare il servizio messo a disposizione da Quotalo che consente di effettuare una ricerca tra le migliori imprese edili e confrontare i preventivi.

Nell’analisi e nel confronto dei preventivi per la costruzione di una casa passiva bisogna considerare diversi elementi. Questi incidono direttamente anche sul costo finale del lavoro. Tra i principali aspetti da considerare troviamo la scelta dei materiali, la dimensione dell’abitazione, le spese progettuali e i costi della direzione dei lavori.

Questi elementi non sono solamente voci di un preventivo, ma aspetti decisivi che assicurano o meno la qualità del lavoro finale. Motivo per cui, vista anche l’entità dell’investimento che si andrà a sostenere, l’attenzione su questi fattori deve essere massima e la scelta valutata con attenzione.

Richiedi Preventivi

Gratuitamente e in 1 solo minuto.
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente. Continuando la navigazione in questo sito acconsenti al loro utilizzo in accordo alla policy sui cookie.    Leggi Policy
Accetto