Licenziamento senza preavviso da parte del datore di lavoro: che cosa fare e a chi rivolgersi
17 Marzo 2026 - Redazione
Licenziamento senza preavviso: come agire e a chi rivolgersi
Il licenziamento senza preavviso, detto anche licenziamento in tronco, è uno degli eventi più traumatici che un lavoratore possa affrontare. La normativa italiana prevede casi specifici in cui il datore di lavoro può ricorrervi legittimamente; al di fuori di queste situazioni, il licenziamento è impugnabile e il lavoratore ha diritto a un risarcimento.
Capire se il motivo che ha portato alla decisione del datore di lavoro sia valido o meno è il primo passo fondamentale per decidere come agire e a chi rivolgersi.
- Indice dei contenuti
- Licenziamento in tronco: le cause di giusta causa
- Conseguenze per dipendente e datore di lavoro
- Quando il datore di lavoro può licenziare in tronco senza rischi
- Come agire in caso di licenziamento senza giusta causa
Licenziamento in tronco: le cause di giusta causa
Per capire se esistono i presupposti per avviare un'azione legale, è necessario comprendere quali sono le cause che possono costituire una giusta causa di licenziamento e che potrebbero dare ragione al datore di lavoro. La tabella seguente riepiloga le principali ipotesi.
| Causa | Descrizione | Note |
|---|---|---|
| Abbandono del posto di lavoro | Il lavoratore lascia il posto di lavoro compromettendo la sicurezza del luogo o delle persone | Non sempre costituisce giusta causa; dipende dalle conseguenze concrete |
| Assenza ingiustificata | Il lavoratore non si presenta al lavoro senza motivazione o fornisce false giustificazioni | Vedi anche: consulenza legale per assenteismo |
| Critica lesiva al datore | Il lavoratore divulga pubblicamente informazioni lesive dell'immagine aziendale senza poterne provare la veridicità | La critica legittima e documentata non costituisce giusta causa |
| Rifiuto di prestazioni | Il lavoratore si rifiuta di eseguire le prestazioni previste dal contratto | Escluse le prestazioni che mettono a rischio l'integrità psicofisica o non rientrano nel mansionario |
| Violazione del dovere di fedeltà | Il lavoratore agisce in modo da danneggiare il datore di lavoro (es. concorrenza sleale) | Deve sussistere un danno concreto o potenziale all'azienda |
| Insubordinazione | Il lavoratore si oppone alle direttive del datore in modo grave | La valutazione spetta al giudice, che considera tipo e conseguenze dell'atto |
| Malattia simulata o comportamenti scorretti | Il lavoratore non si fa trovare alla visita di controllo, svolge altra attività lavorativa durante la malattia o non rientra dopo l'idoneità | Non ogni malattia costituisce giusta causa; solo i comportamenti fraudolenti |
| Commissione di reati | Furto o altri reati commessi ai danni del datore di lavoro o in azienda | Il furto ai danni del datore è tra le cause più consolidate in giurisprudenza |
| Violazione di riservatezza, diligenza, obbedienza | Comportamenti contrari ai doveri contrattuali del lavoratore | La gravità è valutata caso per caso dal giudice |
Conseguenze per dipendente e datore di lavoro
Il periodo di preavviso è obbligatorio, secondo il Codice Civile, solo nel caso di licenziamento di un dipendente assunto con contratto a tempo indeterminato. Negli altri casi non sussiste l'obbligo.
Anche in caso di rapporto a tempo determinato, il datore di lavoro può licenziare prima della scadenza del contratto solo in presenza di giusta causa.
Se il datore di lavoro procede a licenziare senza preavviso e senza giusta causa, è tenuto a pagare un'indennità sostitutiva del preavviso, calcolata sulla base della normale retribuzione del dipendente, comprensiva dei ratei delle mensilità aggiuntive (tredicesima, quattordicesima) maturate nel periodo di mancato preavviso.
Per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 con contratto a tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015 — Jobs Act), in caso di licenziamento illegittimo il giudice può disporre la reintegrazione solo in casi tassativi (licenziamento discriminatorio, insussistenza del fatto contestato nei licenziamenti disciplinari); negli altri casi si applica un'indennità risarcitoria da 3 a 27 mensilità, in base all'anzianità di servizio.
Quando il datore di lavoro può licenziare in tronco senza rischi
Il datore di lavoro può licenziare in tronco senza rischi solo se ricorre una delle cause di giusta causa elencate sopra. Al di fuori di questi casi, il licenziamento senza preavviso non può essere ritenuto valido.
Il licenziamento senza preavviso è inoltre legittimo nei confronti dei lavoratori in prova: durante o al termine del periodo di prova, il datore di lavoro può interrompere il rapporto professionale senza dover corrispondere alcuna indennità.
Come agire in caso di licenziamento senza giusta causa
In caso di licenziamento senza giusta causa, il lavoratore deve innanzitutto impugnare il licenziamento entro 60 giorni dalla comunicazione scritta (art. 6 L. 604/1966), con qualsiasi atto scritto (anche stragiudiziale) che renda nota la volontà di opporsi. Entro i successivi 180 giorni deve poi depositare il ricorso in tribunale o avviare la procedura di conciliazione.
Il consiglio è di rivolgersi a un avvocato del lavoro esperto, che sappia come muoversi all'interno di un processo relativo ai licenziamenti senza preavviso e che possa far valere i diritti del lavoratore.