Sistemi di accumulo fotovoltaico

15 Marzo 2018 - Redazione

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Li abbiamo intravisti già nel nostro articolo “Gli impianti fotovoltaici autonomi”e adesso abbiamo deciso di approfondire il discorso in merito ai sistemi di accumulo fotovoltaico, descrivendoli nel funzionamento, nella strutturazione, nei costi di realizzo, nel calcolo del risparmio che garantiscono, e in merito alla normativa che regola i sistemi di accumulo negli impianti a pannelli solari.


Ed è proprio da quest’ultima voce che decidiamo di partire, rispondendo ad una domanda: quando è possibile installare un sistema di accumulo (SdA) su un impianto fotovoltaico esistente, senza perdere gli incentivi?


Qualora si tratti di impianti collegati alle reti di distribuzione in bassa o media tensione, come il classico fotovoltaico su tetto da 3 kW di picco , si può sempre abbinare un dispositivo di storage elettrico che accresca i livelli di autoconsumo, con la sola eccezione degli impianti di potenza inferiore a 20 kWp regolamentati dal primo conto energia.


Impianto fotovoltaico

Ma vediamo fattivamente quali sono gli step previsti dalla normativa per aggiungere un sistema di accumulo fotovoltaico al nostro impianto.


Innanzitutto scegliere un sistema conforme alle norme, che sono la CEI 0-21 e la CEI 0-16, rispettivamente per gli impianti in bassa e media tensione: ma come accertarsi della suddetta conformità?


Per impianti connessi in bassa tensione fa fede la dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata dal costruttore, che deve però coinvolgere tutti i componenti dell’impianto (inverter, batteria, sistema di controllo, etc.); mentre per gli impianti in media tensione, oltre alla dichiarazione, serve la certificazione di un organismo accreditato.


Il secondo passo che l’utente deve compiere è di formalizzare la modifica dell’impianto presso il gestore di rete e il GSE, attraverso una nuova richiesta di connessione per inserire il sistema di accumulo fotovoltaico.


A tal proposito è necessaria una precisazione: un sistema basato sull'accumulo dell'energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici , che come detto necessita di autorizzazioni e certificazioni, è cosa diversa da un gruppo di continuità, che invece è pensato per funzionare solamente in condizioni di emergenza, ad esempio in seguito a un guasto sulla rete, e comunque per poche volte l’anno e per pochi minuti; ragion per cui non è possibile ovviare alle necessità burocratiche che si sono appena descritte con questo escamotage!
In definitiva, l’installazione di un gruppo di continuità utilizzato come SdA non è conforme alla normativa.


Impianto fotovoltaico

Chiarita la questione legale, come funziona un impianto dotato di sistema di accumulo fotovoltaico?


Tutto avviene per mezzo di una batteria che accumula energia elettrica, consentendo di sfruttare la corrente prodotta con la presenza del sole quando il sole non c’è, cioè di notte, quando si registrano i maggiori consumi di energia.


Con l’installazione di un impianto fotovoltaico con accumulo, si riesce a coprire addirittura l’80% del fabbisogno energetico giornaliero, e dal momento che le batterie per l’accumulo sono sempre più efficienti (oggigiorno sono disponibili batterie di accumulo con tecnologie ad alta temperatura, al nichel, al nichel- cadmio, batterie di accumulo al piombo, agli Ioni di litio, etc.) ed economiche, la convenienza dal punto di vista dei costi è piuttosto evidente.


A proposito di esborsi economici : per un impianto d’accumulo fotovoltaico composto da 4 batterie, con una tensione nominale di 48 Vdc e un’energia nominale di 6,2 kWh, si spendono dai 2000 ai 3000 euro, per cui, per un impianto fotovoltaico ad accumulo completo da 4kW e 48V e batterie trojan si possono preventivare anche “solo” 6000 euro.
A queste cifre vanno poi aggiunte le detrazioni fiscali.


Come si struttura un impianto fotovoltaico ad accumulo?
L’unica differenza rispetto ad un impianto tradizionale consiste nel dover disporre di un locale da adibire al contenimento delle batterie: anche se queste possono essere installate in un secondo momento rispetto alla creazione dell’intero impianto, si tratta comunque di un aspetto da considerare e pianificare, e che è bene discutiate con l’installatore professionista della vostra zona che avrete deciso di contattare tramite il nostro form

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