L’importanza di un tetto correttamente impermeabilizzato
19 Marzo 2026 - Redazione
L'impermeabilizzazione dei tetti rappresenta uno di quegli interventi che, se non eseguiti a regola d'arte, possono provocare danni permanenti alle strutture a causa delle infiltrazioni. Si tratta di un intervento volto a impedire il passaggio dell'acqua negli strati sottostanti: consiste nell'applicazione di una sostanza impermeabile che viene generalmente posizionata dopo l'isolante termico (collocato dopo il massetto pendente e l'eventuale barriera antivapore) e prima del rivestimento superiore.
- Indice dei contenuti
- Come scegliere un impermeabilizzante
- Verifica del supporto: quando è necessaria
- I materiali più diffusi per le coperture
- Tabella comparativa dei sistemi impermeabilizzanti
- Come scegliere il professionista giusto
Per scegliere un impermeabilizzante è necessario analizzarne le caratteristiche prestazionali, che devono essere ottime per garantire non solo l'impermeabilità, ma anche la resistenza al calpestio e la durabilità rispetto alle intemperie e alle deformazioni nel tempo. La scelta dipende dalla tipologia di copertura (piana, inclinata, calpestabile o meno), dall'esposizione agli agenti atmosferici e dal tipo di intervento (nuova costruzione o ristrutturazione).
Verifica del supporto: quando è necessariaUn ottimo strato impermeabilizzante deve essere posizionato su un supporto adeguato. Negli edifici preesistenti è quindi necessario verificare lo stato di conservazione della struttura in termini di:
- Resistenza meccanica di pavimentazione e massetto
- Correttezza delle pendenze per il deflusso delle acque
- Assenza di crepe, distacchi o zone di degrado
Solo dopo queste verifiche si potrà decidere se impermeabilizzare in sovrapposizione alla pavimentazione esistente, previa rimozione della pavimentazione, oppure demolendo pavimento e massetto e procedendo con un ripristino totale.
I materiali più diffusi per le copertureVediamo quali sono i materiali più diffusi per l'impermeabilizzazione delle coperture:
- Membrane prefabbricate bituminose: adatte sia per coperture calpestabili che non, per nuove costruzioni o ristrutturazioni. Disponibili in rotoli, spesso provviste di armatura (in velo vetro, rete in vetro tessuto, poliestere non tessuto, ecc.), si caratterizzano per buona resistenza meccanica, elevato allungamento a rottura e posa relativamente semplice (per incollaggio o con fiamma). Attenzione: i gas e vapori prodotti durante la posa a caldo possono risultare dannosi per la salute.
- Membrane prefabbricate polimeriche: si differenziano in base al polimero principale (es. PVC) e alla presenza o meno di armatura. Offrono ottima elasticità e resistenza alle escursioni termiche, ma sono incompatibili con bitume, asfalti e solventi e richiedono uno strato protettivo contro i raggi UV.
- Membrane autoadesive: si incollano al piano di posa per semplice pressione a temperatura ambiente, senza fiamma. Indicate dove il supporto è in legno o materiale sensibile al calore. Richiedono superfici prive di protuberanze o concavità.
- Membrane autoprotette ardesiate o rivestite in rame/alluminio: possono essere lasciate a vista grazie al manto superficiale resistente a intemperie e raggi UV.
- Teli protettivi e traspiranti per sottotetti: in tessuto non tessuto di poliestere, impermeabilizzano dall'acqua consentendo la naturale circolazione dell'aria. Generalmente non calpestabili.
- Impermeabilizzazioni liquide: grande versatilità di applicazione, adattabilità a tutte le superfici, alta resistenza ai ristagni d'acqua, ai raggi UV e ai cicli di gelo e disgelo. Permettono di impermeabilizzare balconi e terrazze senza rimuovere la vecchia pavimentazione (se integra e ben ancorata).
- Prodotti impermeabilizzanti a base cementizia: utilizzati per le superfici in calcestruzzo; richiedono lunghi tempi di essiccazione trattandosi di un metodo a umido.
- Sistemi impermeabilizzanti accoppiati a termoisolanti: pannelli isolanti piani e preincisi accoppiati a membrane bitume-polimero elastoplastomeriche che isolano termicamente e resistono contemporaneamente ad aria e acqua.
| Sistema | Calpestabile | Posa | Punti di forza | Limiti |
|---|---|---|---|---|
| Membrana bituminosa | Sì / No | A caldo (fiamma) o incollaggio | Resistenza meccanica, durabilità | Vapori nocivi in posa, impatto ambientale |
| Membrana polimerica (PVC) | Sì / No | Incollaggio o saldatura | Elasticità, resistenza termica | Incompatibile con bitume, scarsa resistenza UV |
| Membrana autoadesiva | No | A freddo, per pressione | Sicura su supporti in legno, flessibile | Superfici devono essere perfettamente piane |
| Membrana autoprotetta | No | A caldo o incollaggio | Può essere lasciata a vista | Peso maggiore rispetto ad altri sistemi |
| Impermeabilizzazione liquida | Sì | A pennello/rullo/airless | Versatile, adatta a superfici irregolari | Tempi di asciugatura variabili |
| Prodotto cementizio | Sì | A umido | Ottimo su calcestruzzo | Lunghi tempi di essiccazione |
| Pannello isolante + membrana | No | A caldo | Isolamento termico + impermeabilità | Costo più elevato, posa specializzata |
È fondamentale affidarsi a maestranze competenti che non solo valutino le caratteristiche della costruzione e il suo stato di conservazione, ma che sappiano realizzare una posa meticolosa, garantendo la continuità impermeabilizzante anche nei punti critici: attacchi della ringhiera, scarichi, canalette, raccordi tra verticale e orizzontale, giunti di dilatazione.
Prima di scegliere il professionista è consigliabile richiedere almeno tre preventivi, verificare che l'impresa utilizzi materiali certificati e chiedere una garanzia scritta sull'intervento.