Cila in sanatoria: tutto su costi, permessi necessari, tempistiche e a chi rivolgersi

28 Agosto 2020 - Redazione

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Cila in sanatoria: cos’è, quanto costa e a cosa serve

I controlli sugli immobili e sulle loro caratteristiche sono diventati molto più attenti negli ultimi anni e si è scoperto che su diverse proprietà sono state effettuate delle modifiche senza la regolare autorizzazione.

La cila in sanatoria si inserisce in questo contesto, proponendosi come procedura per mettere in regola l’immobile. Questa procedura si rende necessaria ad esempio al momento della vendita di un immobile: una casa con degli abusi edilizi minori, che sono dei reati a tutti gli effettinon può essere immessa sul mercato prima di essere stata messa completamente in regola.

Cila in sanatoria: cos’è e a cosa serve

La Cila in sanatoria è la cosiddetta Comunicazione di Inizio Lavori Asservata, una pratica edilizia che ha preso il posto della Dia a sanatoria. Questa pratica edilizia ha lo scopo di mettere in regola gli immobili che hanno subìto nel corso degli anni delle modifiche non autorizzate e che dunque presentano degli abusi edilizi minori.

Attraverso questa pratica edilizia i cittadini hanno la possibilità di comunicare al Comune nel quale l’immobile si trova di essere i proprietari di una casa con abusi edilizi minori e di voler sistemare la situazione.

La Cila in sanatoria può essere considerata una sorta di multa che il Comune applica, pagando la quale i proprietari degli immobili potranno mettere a norma gli stessi, non dovendosi preoccupare ad esempio nel caso in cui decidessero di vendere la proprietà.

Cosa si può sanare con la Cila in sanatoria

Questa procedura edilizia ha lo scopo di sanare gli abusi edilizi minori, non può essere invece sfruttata per sanare gli abusi edilizi maggiori. Nella categoria degli abusi edilizi minori rientrano tutte quelle modifiche non approvate che non intaccano però le strutture portanti, che non modificano la sagoma dell’edificio e che non comportano un aumento della superficie dello stesso.

Per fare degli esempi pratici, la Cila in sanatoria è sufficiente per mettere a norma lo spostamento non autorizzato delle pareti interne, ma anche per ottenere l’autorizzazione per l'installazione di infissi su muri non portanti senza aver prima chiesto l’autorizzazione.

La procedura edilizia in esame non può invece essere sfruttata per ricevere l’approvazione per una veranda realizzata senza i dovuti permessi, dal momento che la veranda aumenta la superficie dell’abitazione e dunque non può rientrare tra gli abusi edilizi minori.

Cila in sanatoria: modulistica necessaria

Per la pratica edilizia di cui si sta parlando è necessario fare riferimento alla corretta modulistica della Cila in sanatoria. Per chiedere che gli abusi edilizi minori vengano sanati si può utilizzare il modulo unico semplificato Cila.

Affinché la pratica venga accettata e la casa venga messa a norma non bisogna commettere errori con la modulistica. Per avere la certezza di non commettere errori ci si può affidare ad un professionista del settore con esperienza in queste pratiche edilizie.

Cila in sanatoria: tempistiche

I proprietari degli immobili che hanno bisogno di far approvare le modifiche effettuate senza autorizzazione si chiedono quanto tempo occorre per la Cila in sanatoria. Le tempistiche variano a seconda delle modifiche che sono state fatte sull’abitazione, in media sono sufficienti dieci giorni lavorativi.

Le tempistiche possono allungarsi per gli immobili con numerosi abusi edilizi minori e che richiedono una valutazione più attenta da parte del professionista che dovrà redigere il documento.

Cila in sanatoria: costi

Per quanto riguarda i costi della Cila in sanatoria, bisogna prendere in esame due voci di spesa.

La prima è quella relativa all’onorario del professionista che si occuperà di fare i rilievi e di analizzare lo stato dell’immobile, evidenziando gli abusi edilizi minori che necessitano di essere sanati. Non è possibile stabilire una cifra di riferimento per questa prima voce di spesa, dal momento che il costo finale dipenderà dal professionista al quale si deciderà di rivolgersi ed al tempo che gli sarà necessario per effettuare tutti i rilievi ed i dovuti controlli.

La seconda voce di spesa è invece quella relativa all’oblazione, ovvero alla multa che di fatto il cittadino dovrà pagare al Comune per sanare l’immobile. Al momento i Comuni chiedono il versamento di 1.000€, ma è bene informarsi presso il Comune in cui si trova l’immobile per avere informazioni sulla cifra esatta.

C’è un caso in cui si può evitare di pagare questa oblazione ed è quando è possibile applicare l’articolo 100 del Regolamento Urbano Edilizio. Secondo questo articolo, gli abusi edilizi minori vanno in prescrizione dopo cinque anni: servirà un atto di notorietà per dichiarare questa prescrizione e non sarà necessario pagare la multa al Comune per mettere a norma le modifiche della casa.

Alle voci di spesa descritte bisogna aggiungere anche una spesa che non riguarda direttamente la Cila in sanatoria, ma che è ad essa correlata. Dal momento che le modifiche per le quali si sta chiedendo la sanatoria sono state fatte senza autorizzazioni esse non compaiono sul documento catastale: il proprietario dell’immobile dovrà quindi chiedere che venga aggiornata la planimetria catastale attraverso le apposite pratiche DOCFA, per le quali è previsto un costo.

Cila in sanatoria: a chi rivolgersi

Per la Cila in sanatoria è necessario rivolgersi ad un tecnico professionista, che abbia le competenze necessarie per effettuare una corretta valutazione. Ci si può rivolgere ad un ingegnere, ad un architetto, oppure ad un geometra, figure professionali alle quali può essere affidato questo compito.

Al fine di trovare i migliori professionisti del proprio territorio, la piattaforma Quotalo mette a disposizione un valido database con i contatti delle migliori aziende e dei migliori professionisti con la possibilità di richiedere preventivi gratuiti e per informarsi sul loro onorario.

Si ricorda infatti che la spesa finale per questa pratica edilizia dipenderà non solo dalla multa applicata dal Comune, ma anche dalla tariffa oraria del professionista che si assumerà per effettuare la valutazione. Confrontando i preventivi si potrà risparmiare su questa voce di spesa e si potrà ridurre il costo finale per la messa in regola delle modifiche effettuate alla casa senza autorizzazione.

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