Un po’ di chiarezza in merito alle strutture che forniscono assistenza agli anziani

31 Marzo 2017 - Redazione

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Foto articolo chiarezza sulle strutture di accoglienza anziani Foto articolo chiarezza sulle strutture di accoglienza anziani Foto articolo chiarezza sulle strutture di accoglienza anziani Non sempre è facile orientarsi nel mondo dell’offerta assistenziale per gli anziani, eppure, per scegliere con scrupolo ed efficacia il tipo di soluzione più adatto alle esigenze del nostro caro, è bene fare chiarezza tra le differenze che intercorrono tra Residenze Sanitarie Assistenziali, Residenze protette, case di riposo, comunità alloggio, case albergo, case soggiorno per anziani e case vacanze per anziani. 


Per cominciare a districarsi, è utile accorpare tra loro casa di riposo, casa albergo per anziani, casa soggiorno o casa vacanza, che presentano caratteristiche simili, trattandosi di strutture socio-assistenziali residenziali aperte ad anziani che conservano la loro indipendenza fisica e psichica in misura residuale, e che in questo genere di organizzazioni trovano non solo la possibilità di delegare impegni della vita quotidiana ormai diventati gravosi, comprese le attività di igiene della persona e degli ambienti di vita, ma soprattutto spazi condivisi e opportunità di esistenza collettiva, rese ancor più stimolanti dall’impegno in momenti ricreativi e formativi.
La sostanziale differenza che intercorre tra le strutture ricomprese in questo primo gruppo è rappresentata dalla capacità ricettiva: mentre, ad esempio, una casa di riposo può ospitare fino a 120 anziani, i posti letto disponibili in una comunità alloggio generalmente non superano i 12. 
Per cui, in una casa di riposo il paziente troverà assistenza tutelare, somministrazione dei pasti, attività ricreative, assistenza nelle funzioni quotidiane, e assistenza infermieristica; il rapporto personale-paziente è di 1 a 10 ospiti.

Al secondo blocco appartengono le RSA e le case protette per anziani, entrambe strutture socio-sanitarie residenziali, che differiscono dalle altre proprio perché garantiscono prestazioni di tipo sanitario (sebbene di natura generica) e riabilitativo: si tratta dunque di soluzioni idonee per anziani i cui livelli di autosufficienza residui sono piuttosto bassi, ma che non abbisognano di servizi medici specifici. 
Per quanto concerne la capienza, il numero massimo di ospiti è 120, diviso per nuclei da circa 20-30 anziani ciascuno, mentre il rapporto personale-paziente è di 1 a 3,5 nelle case protette e di 1 a 2,2 nelle RSA
Nello specifico dello staff: è presente un medico per 6 ore settimanali ogni 30 anziani nelle case protette, e per 10 ore ogni 20 ospiti nelle RSA; il terapista ha un rapporto di 1 a 60 nelle case protette e 1 a 40 nelle RSA; infine è previsto 1 infermiere ogni 12 anziani nelle prime, e 1 ogni 5 nelle seconde.

Categoria a sé stante quella dei centri diurni assistenziali, dal momento che non presentano, a differenza dei primi due analizzati, carattere residenziale: tant’è che i servizi vengono prestati solo di giorno, allo scopo di alleviare il peso delle famiglie che svolgono il ruolo di caregiver nei confronti dell’anziano. 

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