La depressione negli anziani: come combatterla?

02 Ottobre 2019 - Redazione

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Depressione senile: come aiutare i nostri cari

La depressione senile è un disturbo che non deve essere sottovalutato. Definita anche depressione negli anziani, si tratta di un disturbo dell’umore che porta il paziente a vivere uno stato depressivo e a sperimentare la sintomatologia correlata.

La depressione involutiva – altra espressione impiegata per riferirsi a questa patologia – è molto diffusa in Italia e nel mondo. L’aumento dell’incidenza e della prevalenza del disturbo è dovuta anche ad un progressivo invecchiamento della popolazione e dunque all’aumento dei pazienti a rischio.

Numeri della depressione nell’anziano

Il disturbo depressivo maggiore interessa una percentuale dell’1%-4% di pazienti over 65, ma l’incidenza del disturbo aumenta notevolmente se si considera una fascia d’età più avanzata. E’ stato stimato infatti che nei pazienti over 75 l’incidenza raddoppia.

Non si tratta ovviamente dell’unico disturbo dell’umore che può riguardare gli anziani. Se si prende in esame la distimia – forma depressiva molto più lieve, ma che ha alcuni sintomi identici alla depressione maggiore – si nota che la prevalenza sale al 4%-13% nella popolazione anziana.

L’età non è l’unico fattore che incide sulla prevalenza di questo disturbo dell’umore. Studi epidemiologici hanno messo in luce che l’incidenza della depressione nell’anziano aumenta in ambito sanitario: la percentuale di pazienti ricoverati che sperimentano un periodo depressivo sale infatti al 10%-12%, è del 12%-14% per i pazienti che si trovano in casa di riposo e sale infine addirittura al 35% per gli anziani che vivono situazioni di lungodegenza.

Depressione senile: quali sono i sintomi principali negli anziani

Per diagnosticare la depressione nell'anziano e capire di conseguenza qual è il percorso corretto  da intraprendere per offrirgli il supporto psicologico e farmacologico necessario, è essenziale conoscere i sintomi della depressione nell’anziano.

La sintomatologia depressiva nei pazienti di età avanzata non è differente da quella sperimentata dai pazienti più giovani colpiti da questo disturbo dell’umore. Accanto alla sintomatologia in comune, ci sono anche dei tratti caratteristici che consentono di fare diagnosi e di definire la presenza di uno stato depressivo nell’anziano.

E’ frequente che un paziente anziano depresso si lamenti di sintomi somatici: potrebbe avere dolori di varia natura – soprattutto di lieve intensità – e lamentare un malessere generalizzato. La somatizzazione può essere presente anche nel giovane, ma tendenzialmente i pazienti giovani sperimentano soprattutto disturbi della sfera psicologica.

La maggior parte degli anziani depressi tende ad isolarsi e diventa anche apatico, ovvero smette di provare interesse verso gli stimoli provenienti dal mondo circostante. E’ facile notare l’apatia osservando la mancanza di interesse per stimoli che prima del periodo depressivo venivano considerati piacevoli dal paziente.

Non mancano poi i casi in cui i pazienti presentano dei disturbi dell’attenzione e dei disturbi della memoria, cosa sicuramente frequente arrivati ad una certa età ma da tenere sempre sotto controllo.

La depressione maggiore può portare alla cosiddetta pseudo-demenza, una condizione nella quale i deficit della memoria sono sovrapponibili a quelli di una vera e propria demenza, ma spariscono dopo aver gestito il quadro psicologico ed aver trattato la fase depressiva del paziente.

L’anziano con la depressione può anche negare di sentirsi depresso perchè semplicemente si rifiuta di accettare la sua condizione di malessere in cui si è trovato ad essere. Spesso capita che il paziente si convinca di questo perché la sintomatologia che avverte è soprattutto fisica: la somatizzazione del disturbo può infatti diventare anche l’unico sintomo lamentato dal paziente.

Va ricordato inoltre che non tutte le forme di depressione sono eclatanti dal punto di vista della sintomatologia. Molti anziani soffrono di una depressione sotto soglia, che costituisce comunque uno stato patologico da riconoscere e trattare, ma che sicuramente è più difficile da individuare rispetto alle forme in cui la sintomatologia è marcata e ben evidente.

Depressione negli anziani come combatterla

Come essere d’aiuto ai nostri cari per combattere la depressione

Il primo passo per essere d’aiuto ai nostri cari e per aiutarli a combattere la depressione senile è imparare a conoscere questo disturbo. La depressione non è l'essere semplicemente triste, come pensano alcuni ma è qualcosa di molto più complesso e difficile da guarire.

Si tratta invece di una malattia che può avere ripercussioni non solo sul benessere psicologico, ma anche sul benessere fisico e che può portare ad una riduzione della qualità di vita. Avere ben chiara l’importanza di identificare la patologia e di intervenire per trattarla è il primo passo per combatterla.

I famigliari devono essere consapevoli dell’elevata frequenza di questo disturbo tra la popolazione più anziana e dunque della probabilità che un proprio caro ne sia affetto, anche se non per forza manifesta tutti i sintomi. La probabilità aumenta con l’età e diventa elevata nei pazienti over 75, ancor di più se vivono in contesti sanitari.

Diagnostico il problema, il supporto della famiglia è veramente di grande aiuto per quei pazienti che stanno attraversando una fase depressiva e che si trovano a dover lottare contro questi sintomi. Bisogna imparare ad essere di supporto e bisogna impegnarsi per aiutare il proprio caro nel momento del bisogno, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

I familiari dovrebbero anche tentare di spiegare al loro caro l’importanza di seguire le indicazioni date dal medico per il trattamento del disturbo. Capita di frequente che il paziente depresso neghi il suo stato e si rifiuti di seguire la cura: il ruolo dei familiari deve essere quello di supporto e di aiuto nella gestione del trattamento, per il percorso di miglioramento del paziente.

Prendersi cura dei propri cari significa anche comprendere quali sono i loro limiti ed imparare a convivere con essi. E’ normale che con il trascorrere degli anni il corpo non risponda più nella stessa maniera e che anche le prestazioni cognitive si riducano. Per tanto non bisogna mai far sentire l'anziano come un peso perchè questo andrebbe ad aumentare lo stato di malessere e lo stato depressivo del paziente.

Capita talvolta che i familiari perdano la pazienza e non riescano più a sopportare il comportamento dell’anziano ma è di vitale importanza non perdere la pazienza. L’anziano infatti risentirebbe dell’atteggiamento negativo nei suoi confronti e questo non aiuterebbe a risolvere il disturbo dell’umore e le sue ripercussioni fisiche.

Quali sono le cure naturali a disposizione per combattere la depressione senile?               

Non tutte le forme di depressione hanno bisogno di un trattamento farmacologico. Ci sono delle condizioni – in particolare i periodi in cui il paziente non è in una fase acuta del disturbo – durante le quali è possibile trarre beneficio dalle cure naturali per la depressione senile.

Il principale consiglio che si può dare è di seguire un’alimentazione corretta. La dieta alimentare è la prima prevenzione in assoluto ed è anche una cura naturale che aiuta a combattere diverse patologie, tra cui appunto gli stati depressivi nei pazienti di età avanzata.

Tra i diversi nutrienti e micronutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno, per la depressione si consiglia di assumere degli alimenti ricchi di vitamine B:

  • Vitamina B1: si trova in frumento, avena, fave, nocciole, noci e mais. Contribuisce a mantenere in salute le cellule del sistema nervoso e a preservare il loro corretto funzionamento.
  • Vitamina B3: si trova in frumento, arachidi, salmone, fegato di suino e di equino, pollo, tacchino e faraona. Viene spesso impiegata come rimedio naturale per il trattamento di diverse patologie psichiatriche, tra cui la depressione.
  • Vitamina B6: si trova in cereali, carne, latte, semi di girasole e frutta. Anche questa vitamina si può annoverare tra i rimedi naturali per il benessere del sistema nervoso e contribuendo perciò a prevenire e a trattare gli stati depressivi.

Tra gli approcci naturali per il trattamento di questo disturbo dell’umore va ricordata anche la fitoterapia. Tra le erbe officinali più impiegate c’è l’iperico – nome scientifico Hypericum perforatum, ma definito spesso erba di San Giovanni – che sembra essere molto efficace per il trattamento delle sindromi depressive e che può essere utilizzato anche come tintura madre.

Un altro trattamento fitoterapico consigliato è l’assunzione di un infuso di viola mammola, che sembra essere utile per i pazienti che stanno attraversando una fase di depressione dell’umore.

I trattamenti naturali possono essere un valido supporto in alcune condizioni patologiche, ma non bisogna commettere l’errore di pensare che i soli trattamenti naturali possano portare alla completa risoluzione del problema. La depressione spesso necessita di uno specifico trattamento farmacologico, senza il quale il quadro sintomatologico sarebbe destinato a peggiorare e la qualità di vita del paziente sarebbe destinata a ridursi settimana dopo settimana.

Terapia farmacologica della depressione negli anziani

La valutazione del medico è importante non solo per avere la diagnosi di certezza che si tratti di depressione senile, ma anche per capire qual è il percorso terapeutico da seguire. Si è visto che esistono delle cure naturali che possono essere di aiuto, ma sarebbe un errore credere che con i semplici rimedi naturali sia possibile risolvere del tutto il problema.

La sindrome depressiva è una patologia che non deve essere presa sotto gamba e per la quale è necessaria una terapia farmacologica scelta con cura e personalizzata per il singolo paziente. Sono diversi i farmaci attualmente in uso in Italia per il trattamento della depressione e tutti sono correlati ad alcuni possibili effetti collaterali. Questo spiega perché sia importante individuare il farmaco corretto, che sia in grado di offrire la maggior efficacia terapeutica senza effetti collaterali eccessivamente marcati.

Le classi farmacologiche più utilizzate sono quelle degli antidepressivi, ai quali talvolta sono associati anche altri farmaci per il trattamento dei sintomi indotti dalla depressione.

Ci sono alcune linee guida da rispettare nell’impostare e nello gestire la terapia farmacologica per la depressione nel paziente anziano. Innanzitutto è consigliabile iniziare con dosaggi ridotti ed eventualmente incrementare le dosi in caso di risposta non soddisfacente al trattamento. E’ importante somministrare l’antidepressivo in dosi crescenti per evitare che il paziente sia sovrastato dagli effetti indesiderati correlati all’assunzione di questi farmaci.

Nella terapia dell’anziano – questo vale non solo per il trattamento degli episodi depressivi, ma in generale per qualunque disturbo – bisogna tenere a mente che ci possono essere delle interazioni farmacologiche perchè con l’avanzare dell’età è sempre più probabile che i pazienti abbiano una terapia polifarmacologica, con incrementato rischio di interazioni spiacevoli.

A chi rivolgersi quando l’anziano è depresso

Se ci si accorge che un proprio caro durante l’anno sperimenta più volte delle fasi depressive è bene rivolgersi al medico curante. Tutti possiamo attraversare una fase negativa nella vita in cui l’umore è a terra e non per forza deve trattarsi di depressione maggiore. Se però la sintomatologia è di intensità elevata ed il disturbo si ripresenta più volte nell’arco dell’anno è bene approfondire la questione, perché potrebbe trattarsi davvero di un disturbo depressivo maggiore.

Il medico di medicina generale potrebbe indirizzare verso una visita specialistica fatta dal geriatra. E’ il geriatra lo specialista che si occupa dell’età avanzata e che ha le conoscenze e le capacità per prendere in carico il paziente e tutti i suoi problemi di salute. Questo specialista lavorerà in concerto con il medico di medicina generale, il quale si occuperà della gestione della terapia del paziente su indicazione del geriatra e dell’individuazione di eventuali altri problemi e/o complicanze che si possono presentare.

Oltre al supporto del medico e dei familiari, l’anziano potrebbe avere anche bisogno di un altro supporto durante le ore trascorse a casa, soprattutto se i familiari lavorano e sono chiamati a portare a termine diversi impegni nel corso della giornata. Si potrebbe ad esempio optare per un badante, che faccia compagnia all’anziano e che lo aiuti a superare il momento di depressione. Su Quotalo.it è possibile trovare in pochi minuti la figura professionale di cui si è alla ricerca.

 

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