Genitori separati? Il calendario delle visite che tutela i rapporti tra genitori e figli

28 Agosto 2019 - Redazione

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La nascita di un figlio è un evento lieto per ogni nucleo famigliare, e nonostante questo possa avvenire sia fuori che all’interno del matrimonio, porta con sé una serie di diritti e doveri imprescindibili.

Neanche la separazione può far venire meno gli stessi, nonostante un genitore possa non convivere con il figlio minore. Questo deriva dal rapporto di filiazione. Ogni genitore, infatti, ha il dovere di far crescer il proprio bambino in famiglia, mantenendo un significativo rapporto, così come è necessario che ogni figlio possa avere un equilibrio ed una continuità di visita con il proprio genitore, che potrà partecipare attivamente al processo educativo.

Quando ci si separa, le paure ed i dubbi sono molti. Dalla quantificazione dell’assegno di mantenimento, alla permanenza nella propria abitazione o l’obbligo di rinunciarci a favore dell’ex. Soprattutto l’incognita principale riguarda il futuro dei propri figli, chi tra i due coniugi avrà l’affidamento e a quanto corrisponderà l’eventuale mantenimento.

A partire dalle riforme sul diritto di famiglia, si è posto nell’ordinamento giuridico la regola generale dell’affidamento condiviso. Viene quindi riconosciuto l’esercizio comune della responsabilità genitoriale, in modo da garantire ai minori una serena crescita ed educazione.

A tal proposito, il giudice decide il genitore con il quale il minore potrà continuare a convivere, stabilendo, in concomitanza, anche le modalità di partecipazione dell’altro alla vita dei propri figli. Proprio per questo nasce il diritto di visita, regolato attraverso la creazione del calendario visite genitori separati. Esso rappresenta il giusto metodo per garantire al meglio lo sviluppo di rapporti significativi con i propri figli.

Questo, quindi, stabilisce sia i giorni, sia le ore, che i periodi di tempo prolungati che i minori potranno trascorrere con il genitore non collocatario. Più il calendario sarà chiaro, più è probabile che questi venga rispettato nella sua totalità.

cosa rappresenta il calendario delle visite

Cosa rappresenta il calendario delle visite

La legge attualmente non detta criteri precisi sulla determinazione delle modalità in cui esplicare il diritto di visita.

Quando in una coppia viene meno la voglia di stare insieme, a causa della fine dei sentimenti, spesso consegue la separazione, in modo da evitare qualunque forma di litigio, minando la serenità di tutti.

Sia che si tratti della fine di un matrimonio, che di una convivenza, il punto comune è l’allontanamento dei due coniugi che decidono di prendere due strade diverse, mantenendo, come unico legame, quello con il proprio figlio.

Generalmente dopo la chiusura di un rapporto, è difficile mantenere un rapporto con la propria ex. Il fatto di dover rinunciare alla quotidianità ed alla routine genitoriale sviluppata nei tempo con i propri figli, è sicuramente un motivo di forte stress, soprattutto a carico del non convivente.

Chiaro è che la scelta sul domicilio del bambino è volta a tutelare l’equilibrio fisico dello stesso, operando su una forte volontà di non intaccare in alcun modo la sua psiche.

Le conseguenze per il genitore non convivente: la responsabilità genitoriale

Nonostante la coppia si divida, i diritti ed i doveri non cambiano. Un genitore lo resta per sempre, e non c’è distanza o condizione che lo possa cambiare, anche dopo questa radicale rivoluzione dei ruoli.

É, quindi, corretto che un figlio abbia la possibilità di trascorrere il proprio tempo con entrambi i genitori, coltivando un rapporto sano. La responsabilità genitoriale rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’esercizio dei diritti di un padre od una madre sul proprio figlio. Questa prospettiva, infatti, pone al centro della famiglia proprio i figli, attraverso l’assunzione di un obbligo da parte dei genitori, anche se questi non dovessero più stare insieme.

Spesso possono avvenire contrasti tra madre e padre in merito a scelte importanti nella vita del minore, in relazione alle quali è possibile ricorrere all’autorità giudiziaria.

Può avvenire anche che un accordo tra gli stessi, in virtù della potestà genitoriale, sia però deleterio per il minore, quindi sarà necessario analizzare ed individuare quali comportamenti possano far decadere la potestà genitoriale.

L’interesse dei minori (o maggiorenni ma non indipendenti economicamente), deve essere tutelata in qualunque caso. Proprio per questo si tende a mantenere invariata la residenza in cui è sempre vissuto, con un genitore collocatario scelto. Ciò non esclude automaticamente l’affidamento in condivisione, permettendo, quindi, anche all’altro genitore di poter assumere decisioni importanti su di esso.

Il calendario di visite si pone, quindi, l’obiettivo di non intaccare il rapporto padre-madre-figlio , aiutandolo in termini qualitativi. Il tempo, quindi, si tramuta in un bene prezioso, da sfruttare al meglio.

Durante la convivenza, la quotidianità pare quasi scontata, e ciò rende le ore a disposizione del genitore non affidatario importantissime. È ingiusto, infatti, che si debba rinunciare a tutti i costi alle piccole cose quotidiane ed agli equilibri trovati con il tempo.

Il diritto di visita permette di regolare i modi in cui il genitore può stare con il proprio figlio, attraverso l’organizzazione di giorni prestabiliti per poter trascorrere periodi in maniera esclusiva assieme, solitamente in luoghi diversi dalla propria residenza abituale.

Come è strutturato il calendario delle visite ai figli

Il calendario può essere definito come il modo ottimale per permettere ad un genitore di esercitare il diritto e dovere di mantenere un rapporto con il proprio figlio, a partire dall’analisi delle esigenze del bambino.

Quindi sono i genitori ed i giudici che dovranno giungere ad un accordo, che possa garantire al minore di tutelarne gli interessi, senza limitare le sue attività, come lo sport, lezioni, momenti di svago ed i propri spazi.

Il tutto dovrà, infatti, essere compatibile con i momenti di riposo ed istruzione.

Non esiste un calendario standard per genitori e figli, e deve essere organizzato in maniera tale da offrire delle possibilità concrete nell’attuazione degli incontri.

Ogni calendario, quindi, dovrà essere redatto in base ad alcune esigenze fondamentali , come ad esempio:

  • età dei figli;
  • Impegni scolastici ed extrascolastici;
  • La residenza dei figli nella stessa città dei propri genitori;
  • Gli impegni lavorativi del genitore.

Un calendario di visite dovrà adeguarsi, quindi, ad ogni caso di specie, permettendo ad entrambi di ottimizzare il tempo a disposizione e mantenere un rapporto continuativo e sereno, in grado di svilupparsi giorno dopo giorno.

Solitamente, però, ci sono alcuni punti che si tende a rispettare nello stilare il calendario delle visite. Si cerca, infatti, di permettere al figlio di restare a vivere nella residenza del genitore non convivente nei fine settimana, alternandoli volta per volta, oppure pernottando durante la settimana.

Per quanto riguarda invece i giorni di festività, come il Natale, la Pasqua e le vacanze scolastiche, si cerca di dividere in maniera equa e coerentemente il tempo a disposizione per ogni genitore.

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Come organizzare i tempi per le visite

In seguito alla frammentazione del nucleo famigliare e la conseguente fine della convivenza con i figli, i periodi di tempo a disposizione del genitore allontanato diventano sempre più preziosi e di qualità, in virtù del fatto che non sempre la distribuzione dei giorni in cui si potrà fare visita ai propri figli è equa e nettamente divisa.

Non esiste, quindi, una regola ben definita sulle tempistiche che verranno decise per la realizzazione del calendario, anche perchè il diritto di visita è un dovere che necessita collaborazione da entrambe le parti, indipendentemente dagli impegni quotidiani.

Questo perchè si cerca di rendere quanto più snello ed efficiente possibile il calendario stesso. La tutela maggiore deve essere, infatti, verso il minore, che deve essere protetto.

Si cerca, quindi, di permettere ad entrambi i genitori di esercitare il buon senso soprattutto nei lunghi periodi, garantendo almeno una permanenza del figlio per almeno quindici giorni presso il non affidatario.

Come organizzare il pernottamento senza stravolgere la quotidianità.

Non sempre il periodo di pernottamento presso il genitore non collocatario può rappresentare uno sconvolgimento della normale quotidianità del minore. Il fatto di poter cambiare residenza a periodi alterni, può anche trasformarsi in una divertente abitudine. In seguito alla separazione, molte routine si tramutano, aiutando, altresì, il rapporto genitore-figlio a salire di livello, creando nuovi rituali tra i due. Cenare insieme, uscire, andare a dormire e vivere la giornata insieme: questo agglomerato di attività, che non rappresenta più la quotidianità., ma un appuntamento speciale, diventa quindi un nuovo modo per ripristinare le vecchie abitudini e crearne di nuove ed uniche, superando, dunque, i disagi portati dalla rottura.

Sicuramente esiste una età giusta per poter iniziare i periodi di pernottamento presso il genitore non affidatario, poiché è necessario che il bambino sia quantomeno autonomo. Non è possibile ragionare in questo senso quando si tratta di un neonato che necessita di cure che solo la madre possa dare, quali ad esempio l’allattamento o la cura della propria igiene.

Anche queste decisioni devono essere prese con le dovute accortezze e in un principio di buon senso e ragionevolezza mirata a garantire il benessere e la stabilità dovuta ai propri figli.

Nel momento in cui dovesse venire meno tale principio, il giudice opererà una decisone legata all’età del bambino, limitando il pernottamento a figli con età minima di 3 anni, equivalente all’età materna.

Il diritto alla visita per un genitore che vive lontano

Il trasferimento di uno dei genitori in un luogo diverso da quello di residenza del figlio, non implica la soppressione del diritto di visita. Incide, però, negativamente sulla frequenza delle stesse, riducendo le possibilità di vivere la quotidianità e di instaurare una complicità.

Infatti, costringere il bambino a tortuose trasferte periodiche potrebbe essere molto lenitivo sia per il suo equilibrio psicologico, sia per il suo rendimento negli impegni della vita. La crescita del ragazzo, da quella scolastica a quella sportiva, ha la precedenza su tutto, e garantire quanto più equilibrio possibile alla sua vita è fondamentale.

Nel caso specifico, quindi, un genitore che dovesse vivere in un paese diverso rispetto al figlio dovrà cercare di rivedere il calendario delle visite. Infatti, diventerà impossibile far pernottare il minore a settimane alterne, decidendo di aumentare la durata della permanenza in altre occasioni, come vacanze e periodi festivi o, cercando di prolungare la durata della visita nel fine settimana.

Sicuramente, internet in questo senso aiuta molto, grazie agli strumenti tecnologici in grado di ridurre le distanze, magari approfittando di software in grado di videochiamare o tramite lo scambio di fotografie.

Normativa in merito all'affidamento in caso di condanna di un genitore

Infine, è utile evidenziare come una delle più popolari credenze sull'affidamento genitoriale sia, in realtà, un mito.

Una condanna penale ricevuta tempo addietro, infatti, non è assolutamente motivo di impedimento nell'affidamento condiviso. Una sentenza del 2010 della Suprema Corte in un intricato caso a Bari.

Questo significa che il principale criterio per il quale il giudice dovrà pronunciarsi in merito all'affido, oltre agli interessi del minore, è la capacità, da parte del genitore, di adempire con maturità al proprio ruolo di guida e modello per la prole.

Quindi, a partire dalla riforma del 2006 sul diritto di famiglia, l’ordinamento ha finalmente portato una soluzione a regolamentare il diritto di visita tramite l’istituto dell’affidamento condiviso, che riconosce la bigenitorialità dei figli, garantendo l’equilibrio nel legame con i propri genitori.

La legge, in questo caso specifico, mira allo sviluppo dei principi di coerenza e di buon senso dei due coniugi che si separano, in modo tale da non costringere il figlio a continui spostamenti, soprattutto nel corso dell’anno scolastico.

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Un caso raro ma possibile in caso di residenza nella medesima città

È una fattispecie rara, ma possibile soprattutto in casi in cui i due genitori abbiano la residenza nella stessa città, è quella dell’affidamento alternato, che prevede la presenza del minore in periodi più lunghi in successione presso il padre e poi la madre.

Ovviamente, nonostante le innumerevoli soluzioni offerte dal nostro ordinamento, è possibile che un genitore non approfitti della possibilità di trascorrere del tempo con il proprio figlio e che scelga, per diversi motivi, di non esercitare il diritto di visita per più appuntamenti.

Questo, essendo un diritto, ma non passibile di coercità, non esime da alcune conseguenze. Infatti, il mancato esercizio del diritto porta all’applicazione dell’affidamento esclusivo nei confronti del genitore collocatario ed, inoltre, incorrerebbe alla decadenza della responsabilità genitoriale.

Secondo il diritto penale all’articolo 570 del codice di procedura penale, la responsabilità nei confronti dei figli e dell’altro genitore, è punibile con l’obbligo di risarcimento del danno.

La bigenitorialità deve essere, infatti, garantita anche in caso di conflittualità tra genitore e figlio. Questa circostanza non legittima quindi il genitore a non esercitare l’esercizio del diritto di visita.

Uno psicologo potrebbe intervenire eventualmente in ausilio, in modo da provare a risolvere le gestioni della dinamica famigliare, nel momento in cui questa dovesse essere ritenuta gravemente compromessa.

Il diritto dei nonni rispetto ai nipoti

Non è paragonata sicuramente ai diritti e doveri di un genitore nei confronti del proprio figlio, ma riveste un ruolo importante anche la presenza dei nonni che, secondo il nostro ordinamento, è tutelata a partire dall’entrata in vigore del decreto legislativo 154/2013. Questo regolamenta i rapporti dei nipoti con i nonni, sancendo la necessità di permettere lo sviluppo di rapporti significativi, nell’interesse del minore.

Una evoluzione interessante della giurisprudenza, che cambia radicalmente il ruolo degli ascendenti attribuendo loro una possibilità di intervento nel giudizio di separazione, poiché figure importanti nel processo di crescita ed educativo dei minori.

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