Pignoramento presso terzi: come tutelarti legalmente grazie ad avvocati specializzati

05 Marzo 2020 - Redazione

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Avvocati per pignoramento presso terzi: informazioni e novità

Il pignoramento è una delle procedure più utilizzate quando il debitore non rispetta i doveri economici che ha nei confronti del creditore. Il pignoramento presso terzi rappresenta una delle opportunità per il creditore di recuperare quanto gli spetta, intervenendo sui beni del debitore.

Cos’è il pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi è una tipologia particolare di pignoramento, grazie alla quale il creditore può intaccare i beni del debitore senza che questi debbano per forza essere in suo possesso. In questo caso infatti al creditore viene data la possibilità di rivalersi su beni in possesso di terzi, ma che comunque fanno parte del patrimonio del debitore.

Per comprendere meglio di cosa si tratti, è utile fare un esempio di pignoramento presso terzi. Un caso frequente si ha quando il debitore ha un lavoro subordinato e riceve uno stipendio: in questa circostanza il creditore può decidere di pignorare il quinto dello stipendio del debitore insolvente.

Ciò che accade in questa forma di pignoramento è che il creditore chiede a colui che ha un debito nei confronti del debitore – nell’esempio che abbiamo fatto il datore di lavoro ha un debito nei confronti del dipendente – di estinguere questo debito facendo riferimento direttamente al creditore.

Pignoramento presso terzi: quando avviene

E’ utile sapere quando avviene il pignoramento presso terzi per capire se la procedura sia stata eseguita correttamente o se ci siano delle incongruenze tali da renderla non legalmente valida.

Secondo il diritto italiano il pignoramento può avvenire nel momento in cui l’ufficiale giudiziario stabilisce che il creditore per estinguere il debito può sottrarre beni al debitore. Si ricorda che mentre per il pignoramento bisogna fare riferimento agli articoli 491-497 del Codice di Procedura Civile, nel caso specifico del pignoramento presso terzi va fatto riferimento agli articoli 543-551.

Procedura del pignoramento di beni presso terzi

E’ stata stabilita una procedura precisa da rispettare per poter legalmente utilizzare questa forma di pignoramento. Il debitore riceve innanzitutto la notifica di un atto di precetto da parte del creditore. Trascorsi almeno dieci giorni da questa prima notifica, il creditore può notificare anche l’atto di pignoramento.

Quest’ultimo sarà notificato sia al debitore che al terzo pignorato e dovrà essere notificato entro un massimo di novanta giorni dall’atto di precetto, altrimenti si dovrà ricominciare da zero notificando nuovamente un atto di precetto.

A questo punto spetta al terzo pignorato spiegare quali sono i rapporti che intercorrono tra lui ed il debitore. Nel caso in cui il terzo pignorato non dovesse fornire le dovute spiegazioni, il giudice fisserà un’udienza convocando il terzo pignorato. Quest’ultimo però potrebbe decidere di non rispondere alla chiamata del giudice e di non comparire all’udienza: in questo caso il giudice emetterà un ordine di pagamento, che obbligherà il terzo pignorato a pagare quanto stabilito.

 

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Pignoramento presso terzi: novità in materia

Le novità in materia di pignoramenti sono state introdotte con la Legge di Bilancio 2020 e sono entrate in vigore a partire dall’1 gennaio 2020. Con questa Legge di Bilancio l’iter da seguire per portare il pignoramento a compimento è stato notevolmente semplificato.

I Comuni hanno infatti la possibilità di chiedere il pignoramento subito dopo la mancata risposta da parte del debitore, garantendo una riscossione più semplice ed efficace dei crediti non correttamente versati dai cittadini.

Pignoramento presso terzi: quali sono i beni non pignorabili

Con il pignoramento presso terzi il creditore ha uno strumento in più per recuperare il denaro che il debitore non sembra essere intenzionato a restituire. Nonostante questa forma di pignoramento sia efficace, ci sono anche dei beni non pignorabili che non potranno essere sfruttati per estinguere il debito.

I beni non pignorabili sono ben descritti nell’art. 514 del Codice di Procedura Civile, al quale invitiamo a fare riferimento. Tra questi beni si trovano, ad esempio, tutti gli oggetti necessari per l’esercizio del culto, la fede, i beni alimentari ed i combustibili necessari per un mese di sostentamento della famiglia, gli elettrodomestici necessari per il normale svolgimento della vita domestica, tutto ciò che è necessario al debitore per continuare ad esercitare la sua professione.

Questi sono solo alcuni esempi dei beni che non possono essere pignorati. La lista è lunga, per questo motivo si consiglia nuovamente di leggere l’articolo 514 del Codice di Procedura Civile.

Quali sono i beni sempre pignorabili?

Così come esistono dei beni non pignorabili, ci sono anche dei beni sempre pignorabili. Per quanto riguarda il pignoramento di beni mobiliari, l’ufficiale giudiziario ha il potere di pignorare qualunque cosa trovi nell’abitazione – a meno che gli oggetti rientrino nell’elenco dei beni impignorabili – dal denaro in contanti ai complementi d’arredo. L’ufficiale giudiziario non ha però il diritto di aprire serrature e casseforti e potrà farlo solo se sarà stato autorizzato dal Tribunale.

Oltre al pignoramento dei beni mobiliari, esiste anche il pignoramento immobiliare. Il pignoramento degli immobili è vantaggioso per il creditore, perché la somma di denaro che si riesce a recuperare con gli immobili è elevata, a differenza di quanto accade nella maggior parte dei casi con il pignoramento mobiliare.

Secondo quanto stabilito delle più recenti novità in materia, l’immobile può essere pignoramento solo se il debitore ha un debito maggiore di 120.000 euro, oppure se sono trascorsi almeno sei mesi dall’avvenuta iscrizione di ipoteca.

Si ricorda inoltre che nel pignoramento presso terzi può avvenire il pignoramento di stipendio e pensione. La quota pignorata sarà stabilità sulla base dell’entità dello stipendio o della pensione e andrà da un minimo di un decimo ad un massimo di un quinto di quanto percepito mensilmente.

Perché rinunciare al pignoramento presso terzi

Può capitare che, dopo aver avviato la procedura di pignoramento, creditore e debitore riescano a trovare un accordo. In questo caso si dovrà rinunciare al pignoramento presso terzi, dal momento che non sussistono più le ragioni per andare avanti con la procedura.

Nel caso in cui la rinuncia dovesse avvenire prima che il pignoramento sia stato regolarmente iscritto, per rinunciare sarà sufficiente far pervenire al terzo pignorato un atto di rinuncia. Se invece il pignoramento è già stato iscritto, significa che è stato già creato un fascicolo di esecuzione ed in questo caso per la rinuncia sarà necessario depositare l’atto di rinuncia prima ancora di notificarlo al terzo pignorato.

Avvocato per pignoramento presso terzi: a chi rivolgersi

Sia che ci si trovi nel ruolo del creditore che nel ruolo del debitore, il pignoramento è una procedura delicata. Per questo motivo è utile affidarsi ad un avvocato specializzato, che possa dare il supporto legale professionale di cui si ha bisogno. Per trovare i migliori avvocati della propria zona basta effettuare una ricerca con Quotalo.

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