Il funzionamento della caldaia a condensazione

04 Novembre 2021 - Redazione

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Le differenze tecniche e di funzionamento che sussistono tra una caldaia a condensazione e una caldaia tradizionale) si concretizzano in un rendimento maggiore del sistema di riscaldamento basato sulla condensazione rispetto a quello di vecchia concezione: ma quali sono queste specifiche tecniche? Come funziona una caldaia a condensazione?


I segreti sono:
  • lo scambiatore posto all’uscita dei fumi che, cedendo potenza termica all’acqua di alimento, si raffreddano fino appunto a condensarsi in modo da poter essere riutilizzati per generare calore
  • i materiali di realizzo delle caldaie a condensazione che, a differenza di quelli adoperati nelle caldaie tradizionali, resistenti ai pH acidi (4-5) che si generano durante il processo di condensazione
  • una superficie di scambio termico non soltanto liscia e senza alette, ma anche disposta in modo tale che la condensa defluisca al neutralizzatore o alle acque reflue di scarico
  • l’elettroventilatore che, oltre a prelevare aria dall’esterno, forza l’espulsione dei prodotti di combustione verso il “camino” perché vengano disperdersi.


Come funziona una caldaia a condensazione

Grazie a questi elementi, il funzionamento delle caldaie a condensazione permette un rendimento termico superiore al 90% del combustibile utilizzato grazie al recupero del calore latente, laddove, come anticipato, la temperatura dei fumi di uscita nelle caldaie a condensazione viene abbassata a circa 40 °C, livello molto vicino a quello di mandata dell’acqua, a differenza delle caldaie tradizionali nelle quali non scende al di sotto dei 200°C (o dei 140°C nelle caldaie ad alto rendimento).


Quindi, considerando che la quantità di metano generata nella combustione ammonta a 1,6 kg per metro cubo di gas, risulta evidente quanta energia termica venga recuperata, circa l’11%, rispetto ai modelli tradizionali, che invece la disperdono in atmosfera: in considerazione del fatto che questi ultimi forniscono prestazioni termiche che si attestano sul 90%-93%, risulta evidente che per il rendimento di una caldaia a condensazione si va dal 105% al 109% (si supera il 100% dal momento che per i sistemi tradizionali di convenzione si guarda al potere calorifico inferiore, cioè quello disponibile a prescindere dai fenomeni di condensazione, mentre per i sistemi odierni si valuta il potere calorifico superiore, recuperato appunto da processi di condensazione).


È quindi corretto affermare che la particolarità del funzionamento di una caldaia a condensazione consiste nelle temperature di esercizio, e in particolare nell’abbassamento delle stesse fino al “punto di rugiada” (circa a 56° C per i fumi prodotti dalla combustione di metano), che induce la condensazione dei vapori.


Proprio queste specificità tecniche giustificano prezzi delle caldaie a condensazione maggiori rispetto a quelle tradizionali: e tuttavia, ottenendosi risparmi in bolletta del 15-20% per la fornitura di acqua calda a 80°C, del 20-30% quando la temperatura dell’acqua calda scende a 60 °C, e del 40% (e oltre) in compresenza di impianti che funzionano a bassa temperatura (30-50°C), come quelli radianti (a soffitto, a pavimento o a parete), e alla luce del fatto che per l’installazione di una caldaia a condensazione è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali, allora si può sostenere che “l’impresa vale la spesa”!
Soprattutto se la spesa è ulteriormente contenuta grazie al nostro portale, dove tutti i professionisti presenti hanno sposato il progetto di rendere attuabile e concreto il binomio qualità-risparmio.

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