Notaio per affitto ramo d'azienda: tutto quello che c'è da sapere e come fare per richiedere una consulenza

03 Novembre 2022 - Redazione

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Notaio per affitto ramo d'azienda: tutto quello che c'è da sapere

Nel mondo dei traffici giuridici il notaio svolge sicuramente un ruolo di cruciale importanza. Il suo ministero, infatti, è quello di garantire la massima certezza nei traffici ed il suo ruolo primario è quello di ridurre al minimo i possibili conflitti che possono scaturire da un determinato atto giuridico. Non a caso, il legislatore ha deciso che per stipulare determinati contratti è necessario, a pena di nullità, ricorrere ad un Notaio. Tra di essi rientra anche il cosiddetto contratto di affitto d’azienda. Prima di analizzare le caratteristiche di questo peculiare contratto è necessario definire il concetto di azienda. La definizione è racchiusa nell’art. 2555 del codice civile, il quale la definisce come "l’insieme dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’attività economica". Comprende, dunque, le attrezzature, le scorte, le merci, le materie prime eccetera.

È poi doveroso precisare che l'imprenditore può alienare a terzi i beni che compongono l’azienda, l’intera azienda oppure un ramo d’azienda se presente. Si tratta, in estrema sintesi, dell’insieme di beni e rapporti giuridici che, pur entrando a far parte della medesima azienda, sono organizzati per l’esercizio di un’attività “sperata”.  Si pensi ad un’azienda specializzata nella produzione di un particolare bene che successivamente si specializza anche nel settore delle spedizioni. Ebbene, in questi casi l’imprenditore può alienare anche il singolo ramo dell’azienda.

                                         

Quanto costa un atto notarile per un affitto d'azienda

Il compenso del Notaio per un atto notarile potrebbe variare da zona a zona, tuttavia, l’aliquota da pagare su questo particolare rogito è pari al 3% sul canone pattuito; se l’azienda è di proprietà di una società o di un imprenditore che possiede altre aziende, però, le cose cambiano. In questi casi infatti si applica l’Iva con l’aliquota ordinaria e l’imposta di registro dovuta sarà pari a 200 €.

	lettera recesso contratto affitto ramo d'azienda    

Come funziona l'affitto di ramo d'azienda

L’affitto di ramo d’azienda è il contratto in forza del quale l’imprenditore, che può essere anche una persona giuridica, concede ad un soggetto la gestione temporanea del ramo d’azienda a fronte del pagamento di una somma mensile, il cosiddetto canone. Si tratta di uno strumento piuttosto utile sia per l’affittuario che per l’imprenditore considerando che quest ultimo riduce il suo rischio economico e riceve una somma mensile fissa. Viceversa, l’affittuario sfrutta tutte le conoscenze esistenti, il cosiddetto know how, e potrà servirsi di tutte quelle competenze acquisite dall’imprenditore nel settore di riferimento.

Per quanto riguarda il funzionamento nel dettaglio, l’affittuario subentra in tutti i contratti in corso, salvo quelli intuitu personae, e deve mantenere l’efficienza dell’azienda, ad esempio gli standard di produzione, non deve modificare la destinazione economica ed il concedente non può fare concorrenza all’affittuario per tutta la durata del contratto.

 

Iscrizione del contratto di affitto d’azienda nel Registro delle Imprese

I contratti d’affitto di azienda, o di ramo d’azienda che dir si voglia, devono quindi essere stipulati con atto pubblico ed il Pubblico Ufficiale, ovvero il Notaio, deve depositarli presso il registro delle imprese in cui è iscritto il concedente. In questo modo è possibile rendere edotti i terzi dell’avvenuta stipula. Viceversa, nel caso non dovesse procedervi il Notaio, sarà l’affittuario ad essere tenuto ad adempiervi ai sensi della L. 310/1993.

come affittare un ramo d'azienda   

Come si calcola il canone di affitto d'azienda

La dottrina ha individuato diverse modalità per determinare il canone di affitto dell’azienda, applicabili anche all’affitto del ramo d’azienda.

Secondo una prima modalità di calcolo, il canone dovrebbe essere il risultato del prodotto tra il valore del capitale economico ed un tasso di remunerazione del capitale investito nell’azienda. 

Secondo un’altra metodologia, invece, il canone congruo, in caso di affitto deciso nell’ambito di una procedura fallimentare, potrebbe essere calcolato con il metodo patrimoniale e una percentuale inversamente proporzionale alla deperibilità delle componenti immateriali d’azienda.

Il tutto dovrebbe essere determinato in un intervallo compreso tra zero e la redditività normale di settore. Infine, secondo l’ultimo metodo, il canone congruo dovrebbe essere calcolato come prodotto tra il valore d’uso del patrimonio locato ed un tasso di congrua remunerazione dell’investimento effettuato.

 

Notaio per affitto ramo d'azienda

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