La normativa attuale sul rinnovo del bollino blu della caldaia

27 Dicembre 2017 - Redazione

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Foto articolo normativa rinnovo bollino blu caldaie Foto articolo normativa rinnovo bollino blu caldaie Foto articolo normativa rinnovo bollino blu caldaie Il bollino blu, da non confondere con quello verde, viene assegnato ad un impianto di riscaldamento dopo essere stato sottoposto ad un controllo obbligatorio dell’efficienza energetica, consistente nel verificare i livelli di ossido di carbonio prodotti e immessi nell’atmosfera sotto forma di fumi di scarico.

Ad esso corrisponde un codice identificativo univoco, che facilita il tracciato dei dati della caldaia, il recupero di tali informazioni da parte del responsabile dell’impianto e classifica il dispositivo nel Catasto Regionale degli Impianti Termici.


Ma ogni quanti anni il bollino blu della caldaia va rinnovato?


Il regolamento oggi giorno in vigore in merito al rinnovo del bollino blu della caldaia (in ottemperanza a quanto stabilito dalla Direttiva Europea) prevede che l’aggiornamento vada effettuato obbligatoriamente e periodicamente.


A quanto ammonta la periodicità del rinnovo?


Il decreto stabilisce che il bollino blu va fatto alla prima accensione e aggiornato in base al tipo di caldaia, in particolare:
  • ogni 4 anni per caldaie esterne o a stagna con meno di 8 anni, con una potenza inferiore a 35 kw, e con alimentazione a gas, a metano o GPL
  • ogni 2 anni per caldaie più vecchie di 8 anni o installate all’interno dell’abitazione, o con alimentazione a combustibile liquido o solido
  • ogni anno per impianti centralizzati dei condomini e per caldaie con potenza superiore a 100Kw.


Anche il bollino blu, alla stessa stregua del verde, viene apposto sul Libretto di impianto, ma solo ad opera di ditte o tecnici abilitati.


La regione Lombardia, per rafforzare il suo impegno in merito alla questione, ha introdotto due importanti innovazioni al fine di minimizzare i consumi energetici dei privati e garantire la sicurezza e il buon funzionamento delle caldaie: il primo è la "Targa dell'Impianto", un codice di riconoscimento dell’impianto all’interno del Catasto Unico Regionale Impianti Termici (CURIT, sistema al quale deve essere iscritta obbligatoriamente anche l'impresa di manutenzione), che consente al cittadino di accedervi e verificare che il proprio impianto sia regolarmente registrato e monitorato; il secondo è un vademecum contenente tra gli altri l’obbligo di installazione di sistemi per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore in caso di impianti “multipli” (come quelli condominiali). 


Così in Lombardia è stabilito che il rinnovo del bollino blu avvenga:
  • per impianti alimentati a combustibile solido o liquido
  • con potenza tra 5 e 116,3 kW: ogni anno
  • con potenza superiore a 116,3 kW: ogni anno con il rilevamento del rendimento a metà stagione di riscaldamento
  • per impianti alimentati a gas, metano o GPL
  • con potenza tra 5 e 35 kW: ogni due anni
  • con potenza tra 35 e 350 kW: ogni anno
  • con potenza superiore a 350 kW: ogni anno con il rilevamento del rendimento a metà stagione di riscaldamento.


La normativa prevede inoltre il pagamento di un contributo per l'Ente Locale competente (provincia o comune se con popolazione superiore ai 40.000 abitanti) e di uno per la Regione Lombardia, da corrispondersi ogni due anni, anche se la frequenza di manutenzione è ogni anno: quello regionale va da 1 euro per potenze inferiori ai 35 kW fino a 18 euro se si superano i 350 kW; il contributo per l'Ente Locale va da 7 a 190 euro in base al medesimo principio. 


Bollino blu normativa caldaia

La Lombardia non rappresenta però un unicum: molte altre regioni italiane si sono adattate alla normativa, creando un database online in cui vengono raccolte tutte le informazioni relative alle verifiche e controlli delle caldaie


Così:
  • la regione Calabria ha lavorato all’apertura del Catasto regionale degli impianti CIT-CAL
  • in Emilia- Romagna è stato istituito il Criter
  • il Friuli Venezia Giulia ha provveduto alla creazione di Ucit
  • in Piemonte è attivo il Cit (Catasto impianti termici)
  • la Sicilia ha istituito il Catasto regionale degli impianti termici al servizio degli edifici, chiamato Cite Energia Sicilia
  • in Trentino Alto Adige, la regione ha provveduto alla costituzione del SIRE
  • in Umbria si è provveduto alla fondazione del Curit
  • la regione Valle d’Aosta ha provveduto alla costituzione di un catasto online per gli impianti termici, chiamato CiTVdA
  • il Veneto ha attivo il sistema telematico Circe.


Altre regioni si stanno attivando: in Basilicata solo una parte della regione ha iniziato ad adattarsi alla normativa (praticamente i comuni con più di 40.000 abitanti tra le province di Potenza e Matera); Toscana, Campania, Sardegna e Puglia hanno emanato una normativa interna regionale per il controllo degli impianti, ma non hanno ancora costituito un catasto online.


Anche la Regione Lazio non ha legiferato in merito quindi valgono le disposizioni nazionali.


Tutto questo impegno è chiaramente finalizzato all’abbattimento dei costi e alla salvaguardia ambientale, per cui “una caldaia che funziona bene è meglio!”, e affinché il funzionamento sia corretto sono necessari verifiche e controlli della caldaia.


Oppure la sostituzione, in caso di impianti molto obsoleti o difettosi, che può usufruire anche dell’incentivo per l’installazione di una caldaia a condensazione.


Tanto in caso di manutenzione della caldaia che di sostituzione, è necessario ricorrere a ditte certificate e riconosciute, come quelle che potrete contattare direttamente tramite il form che abbiamo messo a disposizione sul nostro portale.

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