Quali sono i permessi e le autorizzazioni da ottenere per poter installare una piscina interrata nel proprio giardino? Scopriamo la normativa

02 Novembre 2023 - Redazione

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Guida alla normativa vigente per ottenere le autorizzazioni per realizzare una piscina in giardino

Avere la propria piscina è il sogno di tanti che spesso si scontra contro leggi e normative che ne impediscono la realizzazione: cosa bisogna fare, infatti, per costruire una piscina in giardino? Quali permessi e quale tipo di autorizzazione bisogna richiedere per regalarsi questo spettacolare piacere domestico? E ancora, quali aspetti tecnici valutare prima di procedere con la costruzione di una piscina? Facciamo chiarezza andando a individuare gli elementi principali di cui tenere conto per installare o costruire una piscina nel proprio giardino.

Le tipologie di piscina da poter considerare

Quando si valuta di realizzare una piscina in giardino bisogna considerare diversi elementi. Dalla forma alle dimensioni passando per il posizionamento, gli accessori ed il sistema di ricircolo dell’acqua. Il primo aspetto riguarda la tipologia, che si può infatti distinguere in:

  1. Piscina interrata
  2. Piscina seminterrata
  3. Piscina fuori terra
  4. Piscina a sfioro

La forma, oltre a un elemento prettamente estetico, è essenziale per definire lo scopo della piscina, ossia se è previsto di utilizzarla per scopo di relax o per fini sportivi; inoltre la forma incide sulla dimensione e sul posizionamento della stessa.

Una piscina infatti può essere più o meno grande e la scelta dipende dalla superficie a disposizione, dal numero di persone che prevede di utilizzarla regolarmente, ma anche dal tipo di impianto che si vuole realizzare e dalla quantità di acqua che verrà coinvolta.

Similmente bisogna valutare la profondità, poichè una piscina ad uso familiare dovrà avere almeno 120cm di altezza nella parte bassa e 180cm in quella più profonda.

I colori, ovviamente, dipendono dalle preferenze e dallo stile dell’abitazione in cui è inserita così come gli accessori, ossia scale d’ingresso, docce a bordo vasca, eccetera, che rispondono alle esigenze di chi utilizzerà quella piscina.

Infine, è fondamentale valutare il sistema di ricircolo con il quale recuperare l’acqua e poi inviarla al filtro per ripulirla ed essere immessa nuovamente in circolo.

Il sistema più impiegato è quello stile skimmer, che prevede delle aperture sul bordo della piscina che raccolgono l’acqua e la inviano al filtro tramite un apposito impianto di raccolta per eliminare batteri, foglie, insetti e particelle.

Normative edili che regolamentano la costruzione di una piscina: permessi e documenti necessari

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La principale differenza tra le piscine che incide sul tipo di permessi e autorizzazioni da richiede è quella tra piscina fuori terra e piscina interrata. Nel primo caso generalmente non è necessario alcun permesso in quanto non vi è la necessità di ricorso a opere murarie.

La normativa prevede che nel caso in cui, invece, la piscina superi del 20% il volume dell’edificio di pertinenza o la sua costruzione rientri tra gli “interventi di nuova costruzione” del piano regolatore del comune, allora bisognerà richiedere i relativi titoli edilizi, o il Permesso di Costruire o la Denuncia di Inizio Attività (DIA).

Quando è necessario il permesso per iniziare a costruire

Il permesso di costruire si rivela necessario nel caso in cui il volume che si intende realizzare fosse superiore al 20% del volume dell’edificio principale, e anche quando il piano regolatore del comune prevede che gli interventi pertinenziali siano interventi di nuova costruzione per la particolare importanza ambientale di quella zona.

Quando è necessaria la Denuncia di Inizio Attività

La DIA, la Denuncia di Inizio Attività, si presenta solo quando la costruzione della piscina non sia considerata “intervento di nuova costruzione” da parte del piano regolatore del comune di riferimento o nel caso in cui il suo volume sia pari o inferiore al 20% di quello dell’edificio di pertinenza.

La Denuncia di Inizio Attività, una volta trascorsi 30 giorni dal momento in cui è stata presentata, acquisisce automaticamente effetto giuridico e diventa un titolo abitativo a tutti gli effetti.

A chi rivolgersi e a quali uffici per ottenere i permessi

Per la costruzione di una piscina in giardino è utile rivolgersi all’ufficio tecnico del proprio Comune; in questo modo si ottengono tutte le informazioni sui regolamenti esistenti e sulla presenza di eventuali vincoli urbanistici, paesaggistici e ambientali che potrebbero condizionare la possibilità di realizzare la struttura.

Eventuali problematiche nell'ottenere i permessi

Possono esserci diversi motivi per cui il Comune potrebbe negare l’autorizzazione a costruire una piscina in giardino.

Oltre ai vincoli paesaggistici, ambientali e urbanistici che possono costituire un ostacolo, ci sono anche quelli legati alle distanze dal vicino. Per il Codice Civile, infatti, la piscina deve distare dal confino almeno 3 metri.

Stima dei prezzi per la costruzione di una piscina interrata o fuori terra nel proprio giardino

La costruzione di una piscina, specie se interrata o seminterrata, che richiede quindi interventi di muratura, ha costi indubbiamente alti. Non si tratta infatti del semplice acquisto della struttura da posizionare in giardino, ma di un lavoro complesso che richiede di scavare, realizzare un apposito impianto idrico e sviluppare l’intera struttura.

Oltre a questo bisogna considerare i costi dei materiali utilizzati, dei rivestimenti, delle finiture e degli accessori scelti per ogni piscina. Mediamente, quindi, esclusi i costi legati alle pratiche burocratiche ed al lavoro del progettista, una piscina interrata in PVC e cemento armato, senza troppi orpelli, ha un costo che va dai 10.000€ ai 17.000€.

La costruzione di una piscina comporta tasse aggiuntive o no?

Di per sé no.

L’aumento delle tasse e la perdita di alcune agevolazioni, come l’esenzione sull’IMU e sulla TASI o quella per la prima casa, è destinata alle case accatastate come abitazioni di lusso, ovvero quelle A1, A/8 e A/9.

Non è la semplice piscina interrata ad aumentare il valore catastale dell’immobile, infatti per far scattare l’aumento, oltre alla presenza della piscina che dovrebbe essere di una grandezza superiore agli 80 metri quadri di superficie, dovrebbe esserci un edificio di almeno 160 metri quadri dotato di rivestimenti pregiati più un’altra serie di elementi che ne attestano il valore.

Installazione piscine interrate

La costruzione di una piscina aumenta il valore dell'immobile?

La piscina è un bene di grande valore, sia economico che a livello di comfort. Una casa dotata di questo benefit, quindi, ha un valore evidentemente maggiore rispetto ad una che ne è sprovvista.

Mediamente, secondo diverse ricerche effettuate dagli esperti del settore immobiliare, una casa con una piscina interrata ha un valore di circa il 10-20% in più rispetto ad una senza piscina.

Esistono bonus, incentivi o detrazioni fiscali per la costruzione di una piscina?

Fino a tutto il 2023 è accessibile un Bonus piscine che consente di effettuare lavori di ristrutturazione, ma non di costruzione, per una piscina già esistente. L’agevolazione, che consiste in una detrazione del 50% dall’IRPEF per un tetto massimo di 96.000€, fa riferimento ai costi per:

  1. I lavori di ristrutturazione
  2. Le imposte sulle concessioni
  3. Le spese per la regolazione degli impianti d’illuminazione e quelli elettrici
  4. Le spese per la progettazione dell’impianto
  5. I costi legati alle perizie e ai sopralluoghi effettuati dai professionisti

Tra i principali lavori oggetto dell’incentivo sono quelli per il rifacimento degli impianti di circolazione dell’acqua e di filtrazione, la sostituzione del bordo, il rialzo del fondo, la riparazione e il rinforzo della struttura, il rifacimento del rivestimento interno, la realizzazione dell’impianto di illuminazione, l’installazione di un impianto di riscaldamento, il rinnovamento del solarium e l’installazione di alcuni accessori.

Quanto tempo serve perché si venga autorizzati ad iniziare i lavori?

Una volta che si è presentato il relativo documento al proprio Comune, questi ha 30 giorni di tempo massimo per contestarne l’esecuzione o sollevare dubbi in merito al progetto.

Questo per quanto riguarda la DIA, mentre per quanto riguarda il permesso di costruire il Comune può prendersi dai 60 ai 120 giorni.

Le tempistiche variano in base alla complessità del progetto, tanto che in alcuni casi possono rendersi necessari tempi ancora più lunghi.

A chi rivolgersi

Per la costruzione di una piscina in giardino è fondamentale rivolgersi a un’impresa edile e di costruzione specializzata.

Richiedendo un preventivo su Quotalo.it, oltre a ricevere un preventivo di spesa personalizzato e senza impegno, si avrà la possibilità di ricevere consigli e assistenza tecnica professionale per individuare la tipologia di piscina migliore per il proprio giardino.

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