Smaltimento pannelli fotovoltaici: come si procede correttamente e a quale prezzo

02 Marzo 2022 - Redazione

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Tutto quello che c’è da sapere (obblighi, procedure e costi) sullo smaltimento dei pannelli fotovoltaici

Quando si parla di impianti solari e pannelli fotovoltaici si pone quasi esclusivamente l’attenzione sulla loro convenienza, sul dimensionamento, sull’efficienza e la tecnologia con la quale sono realizzati. Eppure c’è tutto l’aspetto legato allo smaltimento dei pannelli fotovoltaici che è importante conoscere.

Questo perché i pannelli fotovoltaici non sono eterni e come tutti i dispositivi hanno una durata, soprattutto se non si procede negli anni ad una corretta manutenzione e pulizia. Inoltre può capitare che possano danneggiarsi o guastarsi e che sia necessario sostituirli così come si può decidere di cambiarli con modelli più efficienti. Come gestire i prodotti esausti e vecchi? Non sono certo rifiuti il cui smaltimento può essere paragonabile a quello dei normali scarti domestici. Anzi, esiste una precisa normativa che regolamenta lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici.

Facciamo quindi chiarezza su tutti quelli che sono gli aspetti tecnici, normativi ed economici legati allo smaltimento dei pannelli fotovoltaici.


 

Come funziona lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici?

C’è un iter preciso e codificato che regolamenta lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici. I pannelli fotovoltaici, infatti, rientrano tra i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e come tali devono essere trattati seguendo una precisa procedura.

Il primo step prevede di rivolgersi solo ed esclusivamente a dei soggetti qualificati, ovvero coloro che sono autorizzati a operare per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici. I tecnici autorizzati a farlo sono quelli iscritti al Centro di Coordinamento RAEE, ovvero il punto di riferimento di tutti i soggetti coinvolti nella filiera dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Sia per le tipologie di impianti residenziali che per quelli professionali è necessario, come detto, contattare i tecnici RAEE che provvederanno a ritirare e raccogliere il materiale per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici. Tra gli step della procedura bisogna considerare la messa in sicurezza per il trasporto dei materiali e dei componenti di un impianto fotovoltaico, il trattamento e, infine, il loro riciclaggio.

Alla fine del processo chi ha eseguito il lavoro deve compilare, firmare e rilasciare una Dichiarazione di Avvenuta Consegna.

Impianto fotovoltaico


 

Quanto costa lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici?

Il costo dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici domestici, ovvero quelli con potenza inferiore ai 10kW, è a carico del produttore e non del proprietario. Quest’ultimo non deve pagare alcuna cifra per questo tipo di operazioni. Discorso leggermente diverso per i pannelli acquistati tramite agevolazione fiscale GSE. Il gestore, infatti, al momento di erogazione del contributo si trattiene una somma pari a 12€ a pannello per quelli domestici e 10€ per quelli professionali come cauzione per lo smaltimento; cauzione che verrà poi restituita quando lo smaltimento avverrà secondo le procedure prestabilite.

Bisogna invece pagare per tutti gli impianti installati prima del 2014 (definiti RAEE storici) solo se questi non vengono sostituiti con pannelli nuovi. In questi casi, infatti, è sempre il produttore a sostenere i costi per lo smaltimento; in caso contrario è il proprietario dell’impianto che dovrà sostenere il costo dello smaltimento.

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Smaltimento pannelli fotovoltaici: chi paga?

La Dichiarazione di Avvenuta Consegna rilasciata al momento del completamento dell’iter di smaltimento dei pannelli fotovoltaici è lo strumento con il quale il proprietario dell’impianto rientra dei costi sostenuti per lo smaltimento.

Questo perché di per sé lo smaltimento è a carico del produttore, non del proprietario dell’impianto. La dichiarazione, infatti, deve essere consegnata al proprietario dell’impianto che, nel caso si tratti di impianto installato tramite incentivo fiscale, ha l’obbligo di presentarlo al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) in modo da recuperare quanto versato al momento dell’erogazione dell’incentivo.

Questo perché al momento dell’erogazione dell’incentivo il GSE si trattiene una quota (in base a tariffe prestabilite) a garanzia dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici. Tale somma viene poi restituita quando il proprietario fornisce la documentazione attestante il corretto smaltimento.

Discorso diverso per gli impianti che rientrano nel IV e V Conto Energia che sono esclusi da questa procedura in quanto lo smaltimento è gratuito grazie alla convenzione con i consorzi che si occupano di questo tipo di attività.

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Smaltimento pannelli fotovoltaici: qual è la normativa di riferimento?

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici è, come abbiamo visto, regolamentato da precisa procedura per due fondamentali ragioni. La prima è legata all’importanza dei metalli e dei materiali, specialmente il silicio, con cui i pannelli sono realizzati e che riciclandoli non vanno sprecati. Parallelamente c’è anche una motivazione ecologica legata al rischio di smaltimenti non autorizzati e pertanto non corretti che rischiano di inquinare disperdendo nell’ambiente i materiali e i componenti di cui sono composti i pannelli fotovoltaici.

Per questo motivo l’Unione Europea ha approvato la Direttiva 2012/19/EU che nel nostro Paese è stata recepita e convertita nel Decreto Legislativo 49 del 14 marzo 2014. A questa legge fa poi riferimento la normativa RAEE/2014 specifica per gli impianti professionali.

Come avviene il riciclaggio dei materiali presenti nei pannelli fotovoltaici? Il processo di smaltimento dei pannelli solari, che può essere applicato su scala industriale, prevede l’impiego di reattori a letto fluidizzato, all’interno dei quali una particolare sabbia finissima viene liquefatta per mezzo di altissime temperature per poterci immergere i pannelli per 45 minuti a una temperatura di 450 °C.

La struttura a sandwich della cella solare inizia a perdere il film EVA (uno strato di acetato di vinile etilene che “impellicola” il wafer di silicio), che evapora, mentre la struttura restante va isolata e rigenerata mediante una sequenza di processi chimici, al termine dei quali è si ottiene un recupero ottimale dei materiali impiegati nella costruzione della cella solare.


 

A chi bisogna rivolgersi per lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici

Come abbiamo visto è fondamentale e obbligatorio rivolgersi solamente ad aziende autorizzate nello smaltimento dei pannelli fotovoltaici. Nel caso in cui lo smaltimento coincide con l’installazione di pannelli fotovoltaici nuovi è utile contattare aziende che si occupino sia dello smaltimento che dell’installazione dei nuovi moduli. Con il servizio di Quotalo puoi trovare i migliori professionisti della tua zona ai quali affidare tutta la gestione della sostituzione e smaltimento dei pannelli fotovoltaici della tua casa.

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