La pulizia della caldaia obbligatoria: quando e come eseguirla

28 Dicembre 2017 - Redazione

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E’ il DPR 74/2013 a rappresentare il quadro normativo che regola l’ambito della pulizia obbligatoria della caldaia: in vigore da luglio del 2013, definisce quelli che sono i termini della manutenzione obbligatoria di una caldaia a condensazione in base a determinate scadenze periodiche, chiarendo quindi ogni quanto va effettuata la pulizia di una caldaia ad opera di un tecnico qualificato che, dopo aver mostrato in che modo va svolta la pulizia della caldaia obbligatoria, proceda all’intervento e rilasci la relativa documentazione (che va allegata al nuovo libretto di impianto, in vigore dallo scorso 15 ottobre 2014, contenente informazioni riguardanti i controlli vari e la pulizia della caldaia vincolante, e che è obbligatorio sia per i proprietari di immobili che per gli amministratori di condominio).


La pulizia obbligatoria della caldaia comprende una serie di procedure di manutenzione e revisione, che vanno al di là della semplice pulitura fai da te, dal momento che, come accennato, vanno eseguite da ditte specializzate in assistenza per caldaie, in grado di compiere un complesso di interventi che consentono di ottenere una maggiore funzionalità dell’impianto, prevenire alcuni guasti e preservare la sicurezza. 


Pulizia obbligatoria caldaia

Ma, entrando nello specifico, quali sono queste procedure di pulizia obbligatoria delle caldaie?


La presenza di sporco all’interno delle camere di combustione delle caldaie a condensazione, fino a qualche anno fa, veniva attribuito agli scambiatori in alluminio o alluminio silicio, mentre oggigiorno si è capito che tutte le tipologie di caldaie a condensazione ne sono soggette, quindi anche quelle con moduli in acciaio; tuttavia non se ne sono ancora comprese esattamente le dinamiche, per cui vi sono apparecchi che lavorano senza problemi per diversi anni e altri che anche entro un anno sono intasati di depositi.


In quest’ultimo caso la soluzione che consente di soddisfare i dettami della legge sulla pulizia della caldaia, consiste nello smontare il bruciatore dallo scambiatore primario e nello spruzzare sulla superficie (fredda) un prodotto alcalino che produce una reazione chimica di disgregazione del deposito in particelle, per cui, dopo 10 - 20 minuti, si procede alla rimozione con un getto d’acqua e una spazzola o lama (cioè con una pulizia meccanica, altrimenti difficoltosa o addirittura impossibile).
È bene poi lasciare che il bruciatore funzioni per alcune ore dopo l’applicazione dei prodotti, al fine di favorire il distacco dello sporco che precipiterà nella vasca delle condense.


È chiaro che l’efficacia dell’intervento di pulizia della caldaia obbligatoria dipende dalla natura e dalla compattezza dei depositi (il tempo di esposizione alla fiamma e altri fattori ne accrescono la complessità): quando la quantità di sporco è assai consistente, potranno rendersi necessarie più applicazioni dei prodotti, seguendo sempre la stessa procedura.


Tornando ad una delle domande di cui sopra, ogni quanto bisogna procedere alla pulizia della caldaia, la risposta è implicita nell’evidenza che, se l’applicazione dei prodotti di pulizia viene effettuata sistematicamente ogni anno, cioè prima di arrivare all’intasamento totale dello scambiatore, l’intervento risulta più semplice ed efficace.


Questo per quanto concerne la manutenzione ordinaria della caldaia a condensazione e la pulizia obbligatoria della caldaia… e se invece in casa avessimo un impianto a pellet?


Alcune stufe a pellet moderne hanno una funzione di pulizia automatica, che consiste in un particolare ventilatore che, girando ad un’alta velocità, ripulisce gli interni: tuttavia, ciò non basta, e sarà comunque necessario contattare una ditta specializzata, soprattutto nel momento in cui la vostra stufa dovesse essere connessa al sistema di riscaldamento (divenendo così un vero e proprio impianto) o la somma delle potenze al focolare di tutti gli elementi al servizio dell’edificio risultasse maggiore di 5 kW, nel qual caso vengono seguite le stesse tempistiche richieste dalla legge sulla pulizia dei sistemi a condensazione.


Stesso discorso anche per la pulizia della caldaia a biomassa: in particolare quelle alimentate a legna richiedono un’ordinaria pulizia molto più frequente.


Per quanto concerne invece la manutenzione obbligatoria e la manutenzione ordinaria della caldaia e l’intervento di pulizia sulla caldaia nel caso in cui la sua alimentazione sia a gas, andranno seguite le istruzioni del tecnico installatore o di un termoidraulico di fiducia, oppure le istruzioni del produttore o ancora le norme di UNI e CEI.


Chiudiamo ricordando gli interventi correlati alla pulizia della caldaia obbligatoria:
  • la certificazione della caldaia (che verifica la rispondenza a determinati standard di sicurezza e correttezza di funzionamento
  • la manutenzione ordinaria della caldaia: la legge a riguardo non è univoca, ma in linea di massima viene svolta annualmente ad opera di un tecnico 
  • il controllo dell’efficienza energetica (o verifica dei fumi), la cui cadenza è regolata dalla legge in base alla potenza dell’impianto termico e alla tipologia (in linea di massima ogni due-quattro anni).


Sia nel caso della pulizia della caldaia obbligatoria che della manutenzione e revisione dell’efficienza energetica, è sempre bene contattare ditte specializzate e abilitate, anche perché le normative riguardanti la pulizia della caldaia obbligatoria e della manutenzione prevedono multe per gli inadempienti o i contravventori. 


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