I condizionatori sono detraibili?

20 Febbraio 2018 - Redazione

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La risposta è sì! È chiaro però che per poter detrarre le spese per l’acquisto dei condizionatori ci sono caratteristiche che devono essere rispettate e alternative che vanno vagliate, dal momento che è possibile accedere alle detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie, al bonus mobili che detrae anch’esso il 50%, alle detrazioni del 65% dell’ecobonus, al conto termico, e all'aliquota agevolata per i beni significativi.


Il 2017 ha inaugurato la riforma delle tariffe elettriche per gli utenti domestici, che sarà completata nel 2018, e che prevede:
  • l’abolizione graduale della progressività della tariffa, cioè il fatto che il costo del kWh aumenti con il crescere dei consumi, determinando così un certo risparmio in bolletta
  • un costo minore in caso di aumenti della potenza elettrica impegnata (cosa spesso necessaria per chi vuole dotarsi di una pompa di calore)
Detto questo, vediamo a quanto ammontano, in cosa consistono, e chi può richiedere le varie forme di detrazione a copertura delle spese di acquisto e installazione di un condizionatore.


Acquisto condizionatore

La detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficienza energetica si può applicare in caso di climatizzatori con pompa di calore che forniscono sia riscaldamento che raffrescamento, a condizione che siano ad alta efficienza e che sostituiscano un impianto di riscaldamento esistente: copre fino ad un massimo di 30mila euro (quindi una spesa di 46.154 euro), comprese spese di progetto e amministrative; non è cumulabile (per i medesimi interventi) con la detrazione del 50% per le ristrutturazioni o con altri incentivi come il conto termico; consiste in detrazioni dall'Irpef o dall'Ires suddivise in quote di pari importo per un periodo di 10 anni; possono richiederla sia persone fisiche che aziende, e per edifici di qualsiasi categoria catastale (purché esistenti).


La detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni ediliziepuò essere richiesta in caso di climatizzatori con pompa di calore anche non ad alta efficienza, purché il condizionatore produca anche riscaldamento, e sostituisca o integri un impianto già esistente: rimborsa un massimo di 96mila euro (quindi, una spesa complessiva di 192mila euro, comprendenti anche quelle di progetto e amministrazione) sotto forma di detrazione dall'Irpef su 10 anni; non è cumulabile (per i medesimi interventi) con gli altri incentivi; possono richiederla solo le persone fisiche (proprietari, inquilini o familiari, basta che abbiano sostenuto le spese) e solo per unità immobiliari residenziali o parti comuni di edifici residenziali.
La cattiva notizia è che dall’anno in corso (2018) la percentuale detraibile è scesa dal 50 al 36%.


Il bonus mobili è richiedibile solo nel caso in cui persone fisiche (proprietari, inquilini o familiari) ed edifici residenziali facciano installare condizionatori con etichetta energetica A+ o superiore, ma è necessario che l’installazione avvenga a seguito di una ristrutturazione edilizia, mentre non è un requisito in questo caso la preesistenza di un impianto di riscaldamento.
Come funziona questa detrazione dei condizionatori? Sempre come riduzione del carico Irpef su 10 anni del 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 10mila (per una spesa complessiva di 20mila euro), e anche in questo frangente non sono previsti cumuli con gli altri incentivi.


Il conto termico 2.0 è valido per climatizzatori a pompa di calore con determinate prestazioni energetiche, erogato in due anni per le macchine fino a 35 kW di potenza e in 5 per quelle più grandi fino a 2.000 kW, a patto che sostituiscano un impianto di riscaldamento preesistente; a richiederlo possono essere sia privati (persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario) che pubblica amministrazione.


L'Iva agevolata al 10% è una forma di detrazione sull’acquisto di sistemi di condizionamento che, a fronte di una spesa totale di 10.000 euro (4.000 per prestazione lavorativa e 6.000 per il costo dei condizionatori e dei materiali), permette di applicare l’Iva al 10% su 4.000 euro (10.000-6.000 che è il valore dei beni = 4.000 €).


In sostanza misure che consentano di ammortizzare le spese per l’acquisto e l’installazione dei condizionatori ce ne sono: questo permette di alleggerire un po’ il cuore quando si legge il preventivo di un professionista e a proposito, se ne avete bisogno, cliccate qui.

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