DURC di congruità: cos’è, come ottenerlo e cosa fare in caso di irregolarità
16 Marzo 2026 - Daniele di Geronimo
DURC di congruità: cos'è, come ottenerlo e cosa fare in caso di irregolarità
L'obbligo di essere in regola con i versamenti dei contributi e quelli assicurativi da parte delle aziende e delle imprese viene monitorato (anche) attraverso il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
Un documento che mira a contrastare tutte le forme di lavoro nero e le irregolarità che spesso i datori di lavoro commettono in termini di pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali per i propri dipendenti.
Scopriamo più nel dettaglio cos'è il DURC di congruità, come funziona e quando (e come) richiederlo.
- Indice dei contenuti
- Che cos'è il DURC di congruità? Definizione e funzione
- Distinzione tra DURC classico e DURC di congruità
- Normativa di riferimento
- L'importanza del DURC di congruità per le imprese che partecipano a gare d'appalto
- Procedura dettagliata per la richiesta del DURC di congruità
- Valutazione della congruità
- Quando è richiesto il DURC di congruità
- Conseguenze della non presentazione o dell'incongruità
- Ruolo dei consulenti e dei servizi di supporto
Che cos'è il DURC di congruità? Definizione e funzione
Il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), è definito dall'INPS come il documento con il quale si attesta la regolarità contributiva nei confronti dell'INPS e dell'INAIL e, per le imprese interessate, delle Casse edili.
Il DURC di congruità, invece, noto anche come Certificato di Congruità, è il documento che riguarda l'attuazione della disciplina del contratto edile e prevede anche indicazioni sulla coerenza tra il costo della manodopera impiegata rispetto al lavoro eseguito.
Il DURC di congruità ha quindi lo scopo sia di contrastare il lavoro nero e di tutelare i lavoratori che operano presso quell'impresa, sia di promuovere una maggiore trasparenza e dare al committente dei lavori la garanzia di collaborare con un'azienda che opera nel rispetto delle normative vigenti.
Quest'ultimo aspetto è importante non solamente per una questione etica, ma anche perché riduce i costi (e le conseguenze) legati ai contenziosi legali e assicurativi.
Distinzione tra DURC classico e DURC di congruità
Il DURC "classico" è quel documento, ottenibile online in tempo reale, con il quale un'azienda ottiene il certificato che attesta che è in regola con il versamento dei contributi previdenziali, quelli assicurativi e nei confronti della relativa Cassa edile di appartenenza. Materialmente è un documento semplice che riporta: numero di protocollo, data richiesta, scadenza validità, denominazione/ragione sociale richiedente, codice fiscale, sede legale e soggetti nei confronti dei quali risulta in regola.
Il DURC di congruità, invece, viene rilasciato dalle Casse edili e non fa riferimento solamente alla regolarità contributiva dell'impresa richiedente, ma attesta anche la cosiddetta adeguatezza quantitativa della manodopera.
Come riportato dalla Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE), il DURC di congruità attesta che siano stati soddisfatti i requisiti minimi sull'utilizzo della manodopera in termini di percentuali minime di costo del lavoro da impiegare nelle diverse lavorazioni edilizie.
| Caratteristica | DURC classico | DURC di congruità |
|---|---|---|
| Rilasciato da | INPS / INAIL / Cassa edile | Cassa edile / Edilcassa |
| Cosa attesta | Regolarità contributiva e assicurativa | Adeguatezza quantitativa della manodopera rispetto al valore dell'opera |
| Disponibilità | Online in tempo reale | Tramite portale CNCE EdilConnect |
| Ambito di applicazione | Tutti i settori produttivi | Esclusivamente settore edile |
| Soglia privati | Nessuna soglia specifica | Lavori privati ≥ 70.000 € |
Normativa di riferimento
Il DURC di congruità è stato introdotto dal Decreto Legge 76/2020 (il cosiddetto Decreto Semplificazioni), dove all'articolo 8 comma 10-bis si prevede l'aggiunta al DURC classico di un documento unico di congruità dell'incidenza della manodopera relativa allo specifico intervento.
La normativa di riferimento, oltre al decreto già menzionato, può essere riassunta nell'Accordo delle parti sociali dell'edilizia del 10 settembre 2020, nell'Accordo delle parti sociali nazionali del 9 maggio 2024 e nel Decreto Ministeriale 143/2021 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Quest'ultimo documento indica 17 diverse categorie di lavoro edilizio con la relativa percentuale di incidenza minima della manodopera sul valore dell'opera.
Questo documento si è reso necessario a fronte delle significative discrepanze che spesso si sono riscontrate tra il costo dichiarato per il personale e il valore dei lavori eseguiti, soprattutto nel contesto dei lavori di ristrutturazione eseguiti nell'alveo delle agevolazioni fiscali.
Dal 1° marzo 2023, a seguito dell'accordo del 7 dicembre 2022 sottoscritto da tutte le parti sociali del settore edilizio, è stata inoltre introdotta la procedura di avviso (alert), svolta tramite il sistema CNCE_EdilConnect. Obiettivo è quello di aumentare l'attenzione sugli adempimenti normativi: tutti i cantieri, sia pubblici che privati, sono sottoposti a questa procedura.
La procedura prevede che dopo una denuncia di inizio lavoro alla Cassa Edile competente, il sistema generi una comunicazione (email/PEC) all'impresa affidataria e al committente (per appalti pubblici) o alla sola impresa affidataria (per appalti privati), informandola che l'opera è soggetta a verifica di congruità e che questa deve essere dimostrata prima dell'erogazione del saldo finale.
L'importanza del DURC di congruità per le imprese che partecipano a gare d'appalto
La normativa prevede che il DURC di congruità venga richiesto per tutti i lavori edili iniziati dopo il 01/11/2021, sia nell'ambito dei lavori pubblici che di quelli privati (in questo caso per un importo pari o superiore a 70.000 €).
Tramite le verifiche di congruità si ha la possibilità di identificare situazioni in cui i costi per il personale non sono coerenti con quelli previsti per i lavori eseguiti e di verificare che le imprese rispettino i minimi salariali e le condizioni contrattuali previste dai contratti collettivi nazionali.
Tutto questo si traduce in maggiore trasparenza sui lavori edilizi, un accesso consapevole per i committenti alle informazioni sui costi del lavoro e sulla regolarità contributiva delle imprese, e una riduzione delle pratiche illecite. Si contrasta così il fenomeno della concorrenza sleale (Dumping Sociale) e si valorizzano le aziende che operano nella legalità.
Procedura dettagliata per la richiesta del DURC di congruità
Dal 1° marzo 2023, per tutti i cantieri avviati, il committente riceve dalla Cassa Edile competente la PEC che informa che l'opera è soggetta alla verifica di congruità. In questi casi il DURC di congruità non va richiesto in quanto è la Cassa Edile a inviare i risultati delle verifiche direttamente al committente.
Per ottenere l'attestazione è sufficiente collegarsi al portale CNCE EdilConnect, inserire il codice univoco di congruità di 15 caratteri relativo al cantiere e il codice di autorizzazione di 14 caratteri.
Questi codici possono essere richiesti all'impresa principale che si occupa del cantiere, oppure direttamente alla Cassa Edile/Edilcassa competente.
Valutazione della congruità
La congruità viene stabilita utilizzando diversi criteri:
- Percentuale del costo del lavoro sul valore dell'opera — il valore complessivo è sempre al netto dell'IVA e fa riferimento, negli appalti pubblici, a quello indicato al momento di aggiudicazione. La legge prevede una percentuale minima che varia in base alla tipologia di intervento.
- Ore lavorative dichiarate — devono essere congrue con la natura e il volume dei lavori eseguiti.
- Condizioni salariali e contributive — valutate sulla base dei CCNL di riferimento, tenendo conto delle diverse categorie di lavoratori impiegati.
Esempio 1 — Nuova costruzione: valore complessivo 1.000.000 €, percentuale minima richiesta 15% = 150.000 €. Se la somma dei salari e dei contributi versati supera 150.000 €, l'impresa soddisfa il criterio di congruità.
Esempio 2 — Ristrutturazione: valore complessivo 500.000 €, percentuale minima 20% = 100.000 €. Se l'azienda dichiara 85.000 €, si trova in una situazione di irregolarità e dovrà fornire ulteriori documenti giustificativi o adeguare i costi del lavoro.
Quando è richiesto il DURC di congruità
Il DURC di congruità può essere necessario in diversi contesti:
- Gare d'appalto — per partecipare alle gare d'appalto, sia pubbliche che private, è obbligatorio essere in possesso di un DURC valido.
- Contratti con la PA — quando si sottoscrivono accordi e contratti con gli enti della Pubblica Amministrazione viene richiesto il DURC.
- Richieste del committente — il committente può, prima di affidare un lavoro, richiedere il DURC per verificare la regolarità dell'operato dell'azienda.
- Banche e società di revisione contabile — alcuni istituti di credito e le società di revisione contabile possono richiedere copia del DURC per le loro verifiche.
- Bonus edilizi — per usufruire delle agevolazioni previste dagli Ecobonus è necessario allegare alla documentazione richiesta anche il DURC di congruità.
La principale differenza tra settore pubblico e privato è che nel pubblico il DURC di congruità è obbligatorio e associato a controlli stringenti, mentre nel privato è a discrezione del committente, che può utilizzarlo come garanzia per evitare rischi legali e assicurativi.
Conseguenze della non presentazione o dell'incongruità
Cosa succede se l'impresa non è in regola e non ottiene il DURC di congruità? Le ipotesi sono diverse.
La prima possibilità prevede l'invio da parte della Cassa Edile/Edilcassa delle difformità riscontrate con indicazione dell'importo corrispondente alla differenza necessaria per raggiungere la percentuale stabilita. In questo caso, saldato il pagamento, si riesce a ottenere il DURC di congruità.
Nel caso in cui questo non avvenisse, o quando si superano i termini previsti, la Cassa Edile/Edilcassa procede con l'iscrizione dell'impresa nell'elenco della Banca Nazionale delle Imprese Irregolari (BNI). Questo comporta l'impossibilità per il committente di procedere con il saldo dei lavori.
Per i lavori eseguiti verso un committente privato, così come chiarito dall'Interpello 1/2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, viene sospeso il titolo abitativo sull'immobile e i lavori non possono proseguire.
Se il DURC risulta irregolare durante una gara d'appalto, questo determina l'esclusione dalla stessa (senza possibilità di regolarizzazione postuma); se avviene a gara ultimata, comporta l'impossibilità di stipulare il contratto.
Se invece il DURC irregolare si manifesta durante i lavori, si attiva il cosiddetto intervento sostitutivo: il committente calcola la differenza tra quanto dovuto per il lavoro e gli importi che l'ente deve riscuotere dall'impresa (al netto dell'IVA), comunica tramite PEC agli enti di riferimento il calcolo e procede solo dopo aver ricevuto conferma dei conteggi.
Ruolo dei consulenti e dei servizi di supporto
Se la procedura per la richiesta del DURC di congruità è piuttosto semplice, è invece molto complessa la disciplina sottostante, specialmente in caso di mancata congruità e per i privati che devono indire gare d'appalto o trovare un'impresa cui affidare un lavoro.
Per questo tipo di attività il lavoro svolto da un consulente specializzato si rivela estremamente prezioso anche in termini di risparmio di tempo e di denaro. Tutte le imprese, prima di procedere, dovrebbero confrontarsi con un professionista per avere la garanzia di affrontare i lavori con tutte le tutele previste dalla legge.