Il Documento di Valutazione dei Rischi, cos’è e a cosa serve?

09 Febbraio 2020 - Redazione

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Documento Valutazione Rischi (DVR): tutto quello che dobbiamo sapere sulla sicurezza dei lavoratori

La sicurezza in ambito lavorativo è un tema fondamentale per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Uno strumento indispensabile per la sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro è il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Il fondamento legale della sicurezza e della prevenzione in ambito lavorativo si trova nel D.Lgs. 81/2008, che stabilisce le norme da rispettare e le sanzioni per coloro che le infrangono. I numeri degli infortuni e delle morti sul lavoro in Italia sono ancora troppo alti, per questo motivo non bisogna sottovalutare la prevenzione.

Cos’è il Documento di valutazione dei Rischi (DVR) e a cosa serve?

Il Documento di Valutazione dei Rischi è un documento che ha lo scopo di prendere in esame tutti i possibili rischi che il lavoratore potrebbe riscontrare sul luogo di lavoro. Lo scopo di questo documento è rendere possibile la prevenzione, necessaria per ridurre il numero di infortuni e di morti correlati alla professione.

Tutte le attività professionali sono infatti correlate a dei rischi per i lavoratori. Attraverso il DVR si ha la possibilità di individuare questi rischi e di mettere così in atto una strategia per la prevenzione. L’obiettivo è aumentare la sicurezza per i dipendenti, nell’ottica di un’attività professionale che non debba mettere a repentaglio la salute dei lavoratori.

Interessante sottolineare che all’interno di questo documento si tratterà anche dei possibili danni da stress lavorativo e che ci si concentrerà anche sulle dipendenti in gravidanza. Il periodo della gravidanza è infatti una fase molto delicata, che deve essere trattata a parte al momento della valutazione dei rischi.

A chi spetta l’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi?

Il D.Lgs. 81/2008 spiega in modo chiaro a chi spetta l’elaborazione del DVR. E’ il datore di lavoro che ha la responsabilità di redigere questo documento e che risponde di un eventuale inadempimento. Allo stesso datore di lavoro non viene data la possibilità di delegare questa responsabilità e lo stesso accade anche per la scelta del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Sia la scelta di questa figura specializzata, sia l’elaborazione del DVR sono infatti compiti che spettano al datore di lavoro e dei quali quest’ultimo non può fare a meno di prendersi carico. Sono le uniche attività che i datori di lavoro non possono delegare.

Nonostante redigere il DVR sia un compito del datore di lavoro, egli può chiedere il supporto di altre figure professionali. Sono tre i professionisti che aiutano il datore di lavoro ad individuare i rischi da inserire nel Documento di Valutazione dei Rischi e a stabilire la strategia preventiva da mettere in atto.

Il primo professionista è il Medico del Lavoro, figura sanitaria specializzata in questo settore. Al Medico Competente viene affidato il compito di studiare il luogo di lavoro e di individuare i possibili rischi a cui potrebbero essere esposti i dipendenti. Al Medico del Lavoro viene inoltre chiesto di contribuire alla strategia di prevenzione e di protezione da infortuni e malattie professionali.

Importante anche il contributo dell’RSPP, ovvero del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Questa figura professionale viene scelta dal datore di lavoro e dà una mano nel valutare i rischi e a stabilire la strategia preventiva ottimale per la sicurezza dei lavoratori.

L’ultima figura da interpellare è il Rappresentante dei Lavoratori, il quale non svolge un ruolo nella valutazione dei rischi o nella scelta delle misure preventive, ma deve solo essere messo a conoscenza di quanto stabilito.

Ci si chiede spesso a chi si invia il Documento di Valutazione dei Rischi. La risposta è al Rappresentante dei Lavoratori, che dovrà ricevere una copia di questo documento per prendere visione di quanto svolto dal datore di lavoro e dalle figure professionali coinvolte.

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Quando è necessario il DVR?

Per capire quando è necessario il Documento di Valutazione dei Rischi bisogna fare riferimento ancora una volta al D.Lgs. 81/2008. Il Decreto Legislativo afferma che questo documento deve essere redatto da tutti i datori di lavoro che hanno assunto almeno un dipendente, ma anche per le società che hanno almeno un collaboratore.

Sono previsti solo due casi in cui il DVR non è necessario. Ad essere esenti dall’elaborazione di questo documento per la valutazione dei rischi professionali sono le imprese familiari ed i lavoratori autonomi. Secondo la normativa, sia le imprese familiari che i lavoratori autonomi dovranno fare riferimento all’art. 2222 del Codice Civile.

Scadenza DVR e quando elaborare un nuovo documento

Si ricorda che dopo essere stato redatto, il DVR non ha scadenza. Non c’è dunque l’obbligo di effettuare una nuova valutazione dei rischi professionali ad intervalli di tempo prestabiliti. Questo perché teoricamente i rischi lavorativi non dovrebbero modificarsi nel tempo, a meno che non cambino le condizioni di lavoro ed i processi produttivi.

Il datore di lavoro ha dunque l’obbligo di elaborare un nuovo DVR se cambiano le condizioni di lavoro, altrimenti si può far fede al documento già redatto. Sono previste delle scadenze periodiche solo per alcune tipologie di rischio, ad esempio lo stress lavorativo, le vibrazioni ed il rumore.

Documento di valutazione dei rischi: modello standard

Per capire come redigere questo importante documento, può essere utile avere un esempio di Documento di Valutazione dei Rischi. Per non commettere errori in fase di stesura, ci sono alcuni punti da rispettare ed alcune informazioni da non omettere.

Il DVR dovrebbe aprirsi innanzitutto con i dati dell’azienda e con delle informazioni sull’attività lavorativa della quale si stanno valutando i rischi. Bisogna indicare ad esempio il tipo di attività lavorativa, il numero di dipendenti, le mansioni che vengono loro richieste, l’ambiente professionale all’interno del quale operano.

E’ importante indicare anche quali sono i dispositivi di protezione individuale utilizzati per proteggere la salute dei lavoratori e se si sono già verificati in passato degli infortuni professionali. In questo documento devono infatti essere elencate anche le eventuali denunce inoltrate all’INAIL.

In rete si possono trovare dei fac simile DVR, va detto però che è bene adattare il documento alla specifica attività lavorativa.

I modelli standard possono essere sfruttati come punto di riferimento, ma il DVR deve poi essere personalizzato in base alle proprie esigenze altrimenti si può rischiare non solo una pena pecunaria che può andare dai 2.000€ ai 6.000€ ma anche l'arresto da 3 a 6 mesi per la mancata o non corretta compilazione del suddetto documento ed è per questo motivo che conviene sempre richiedere la consulenza di un esperto in materia.

Per approfondire ulteriormente l'argomento vi rimandiamo ad una risorsa dell'INPS al seguente link: "Documento di valutazione dei rischi".

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