Dichiarazione rispondenza impianto elettrico: cose'è e come procedere

23 Gennaio 2018 - Redazione

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Oggigiorno tutti gli impianti domestici, e tra questi quello elettrico, hanno l’obbligo di sottostare a specifiche norme di riferimento che ne dettano caratteristiche e funzionalità: è in questo contesto che si inseriscono il certificato di conformità dell'impianto elettrico e la dichiarazione di rispondenza dell’impianto elettrico, dei quali abbiamo deciso di chiarire i tratti salienti e le differenze, sottolineando pure come fare per ottenere il certificato di conformità dell'impianto elettrico o in sua vece la dichiarazione di rispondenza dell’impianto e quando è necessario esibire l’uno o l’altro.


È già dal 2008 che un decreto ministeriale ha disciplinato ogni installazione, a partire dalla fase progettuale dell’impianto elettrico fino ad arrivare alla sua manutenzione: fatto salvo l’obbligo che ogni impianto possieda il relativo certificato di conformità dell'impianto elettrico, qualora questo manchi è possibile richiedere il rilascio di una dichiarazione di rispondenza.


Ma si faccia attenzione ai seguenti punti:
  • gli unici di cui è possibile avvalersi per il rilascio della dichiarazione di rispondenza dell'impianto elettrico sono gli elettricisti professionisti abilitati che abbiano maturato almeno 5 anni di esperienza nel settore (in caso contrario, la concessione del documento non è consentita)
  • la dichiarazione di rispondenza, a cui è possibile ricorrere in caso di mancanza del certificato di conformità, altro non è se non una relazione tecnica dell'impianto elettrico da consegnarsi obbligatoriamente dopo il collaudo dell’impianto in questione, cioè dopo lo svolgimento di una serie di test di controllo, che assicurano che l’impianto elettrico sia a norma, e che consistono sia in verifiche visive (utili ad accertare la presenza dei dispositivi salvavita e di protezione generale) che strumentali (che testano la messa a terra, il corretto funzionamento degli interruttori differenziali, la capacità di isolamento dei cavi, etc.) effettuate attraverso l’utilizzo di attrezzature adeguate.


Ma, a cosa serve il certificato di conformità dell'impianto elettrico?


Innanzitutto a garantire la sicurezza, perché malfunzionamenti potrebbero provocare incidenti domestici seri (non da ultimo corto circuiti e incendi), la rispondenza ai requisiti stabiliti, la garanzia di ottime prestazioni (che in ultima istanza evitano dispersioni di energia e ci permettono anche di risparmiare in bolletta).


In secondo luogo il certificato di conformità dell'impianto elettrico, o in sua assenza la dichiarazione di rispondenza dell’impianto elettrico, risultano indispensabili per una serie di attività burocratiche, quali:
  • vendere un immobile
  • locare una qualsiasi tipologia di immobile
  • ottenere la certificazione di agibilità di un locale commerciale
  • allacciare una nuova utenza.


In mancanza di uno dei due documenti nessuna di queste operazioni potrà essere regolarmente conclusa.


Come si compone la relazione di conformità tecnica di un impianto elettrico? 


Essa consta di una serie di allegati che descrivono l'ubicazione, le diramazioni, le deviazioni e la potenza impegnata, il risultato dei vari test effettuati e la relativa certificazione firmata e timbrata, oltre chiaramente ai dati del professionista e/o della ditta che hanno svolto le prove e prodotto la documentazione, accompagnati da altri test aggiuntivi nel caso in cui le planimetrie originarie del progetto dell’impianto elettrico non fossero disponibili o non risultassero aggiornate, dal momento che anche interventi di modifica o adeguamento all'impianto della corrente elettrica richiedono che ne venga certificata la conformità.


Ma cosa accade nel caso in cui non si abbia a disposizione il certificato di conformità dell'impianto elettrico e il professionista interpellato non possa rilasciare la dichiarazione di rispondenza dell’impianto perché risultante, in tutto o in parte, non conforme?


Qualora, durante i test dovessero emergere elementi non conformi, l'elettricista si impegnerà a creare un progetto d’impianto elettrico comprendente tutti gli interventi utili ad assicurarne l’idoneità, il relativo computo metrico e qualunque elemento presente o da aggiungere: si tratta di un’evenienza piuttosto frequente in caso di edifici di vecchia data, anche se, in base alla normativa, tutti gli impianti elettrici installati prima del 13 Marzo 1990 sono da considerarsi a norma, a patto che siano rispettati almeno i requisiti minimi, vale a dire che vengano muniti di un adeguato sistema di protezione e sezionamento, provvisti dell’interruttore differenziale e della certificazione di conformità o della dichiarazione di rispondenza dell’impianto elettrico.


E quanto costa il rilascio della dichiarazione di rispondenza dell’impianto elettrico?


Dipende da diversi parametri, come la metratura dell'immobile, il computo metrico dell'impianto elettrico, il numero e la tipologia di diramazioni presenti, etc.


Il comportamento più opportuno resta sempre quello di chiedere diversi preventivi di spesa, stando però attenti a comparare esclusivamente quelli forniti da elettricisti professionisti abilitati, gli unici legittimati al rilascio della dichiarazione di rispondenza dell’impianto elettrico: se dunque state cercando un esperto in materia di impiantistica elettrica sottolineate chiaramente la vostra necessità quando compilate il nostro form di contatto

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