Coperture per tetti: ecco le migliori

23 Ottobre 2018 - Redazione

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immagine di copertura di un tetto immagine di copertura di un tetto immagine di copertura di un tetto

La copertura di un tetto deve essere in grado di rifrangere i raggi solari in estate, trattenere il calore d’inverno, garantire traspirabilità e ventilazione, e non necessitare di una manutenzione continua.
Affinché ciò accada è necessario:
  • scegliere materiali di prima qualità;
  • affidarsi a dei validi professionisti;
  • procedere ad un adeguato isolamento sotto copertura.
La coibentazione e l’isolamento del tetto possono essere realizzate con rotoli di asfalto bituminoso, che vanno tagliati a misura e applicati su tutta la superficie con l’ausilio di una fiamma ossidrica, che ammorbidisce il materiale e garantisce l’aderenza.
Dopo la posa, per accrescere ulteriormente il potere isolante, si possono passare vernici specifiche, che trattengono pioggia e umidità e rendono più duratura la copertura in bitume.
Dopo l’impermeabilizzazione si passa alla copertura.
Qualora si scelga una copertura in legno l’isolante migliore è il polietilene, sopra al quale prevedere una copertura ad onde, che servirà da ventilazione, e sulla quale andrà posata la copertura in legno leggero, un foglio di asfalto e infine le tegole.
Copertura di un tetto tipologie di tegole

Le tegole canadesi rappresentano una copertura per tetti poco dispendiosa ma al contempo leggera e facile da trasportare, dal perfetto potere isolante (rispetto a freddo e acqua) e dalla lunga tenuta (superiore ai cinque anni).
Si compongono di fogli già tagliati e si applicano simmetricamente sul tetto seguendo un disegno lineare, assicurandole con chiodi e collante.
In commercio sono reperibili pure tipologie più costose e spesse, pressoché eterne, con una garanzia d’isolamento anche di venti anni.
Ovviamente questi tetti non sono calpestabili: la tegola in bitume si riscalda molto d’estate e non ha uno spessore adatto al passaggio continuo.
La tegola portoghese, la cui particolare forma la rende adatta sia per tetti spioventi che piani, presenta invece il vantaggio di posarsi ad incastro, escludendo quindi la possibilità di tagli.
Per un lavoro ben fatto bisognerà prima stendere le coperture, il materiale bitumato e poi successivamente posare le tegole con il cemento.
Le lamiere coibentate sono pannelli composti di diversi materiali con più strati e rivestiti, all’interno, da elementi fonoassorbenti e isolanti, che vengono adoperati non solo come coperture per tetti ma anche come protezione delle pareti esterne della casa.
In genere si tratta di un tipo di copertura adattata soprattutto in case di montagna o comunque di zone particolarmente fredde.
Dopo la posa possono essere rivestire con qualsiasi tipo di tegola, oppure essere lasciate “nude”, visto che si caratterizzano per geometrie e forme particolari.
La copertura in policarbonato è malleabile, flessibile e resistente, e presenta una notevole capacità di carico.
E’ molto usata per tettoie esterne e gazebi, perché può avere la stessa trasparenza del vetro, box auto e lucernai.
Le tegole in PVC sono identiche a quelle in laterizio e cemento, ma hanno il pregio di essere leggere, straordinariamente durature, resistenti, isolanti, molto convenienti dal punto di vista del rapporto qualità-prezzo.
Un’accortezza e un limite: le tegole in PVC andrebbero applicate in condizioni climatiche non eccessivamente rigide, e bisogna considerare che scoloriscono facilmente.
Motivo per cui, prima di propendere per questa o altre tipologie, vi suggeriamo di consultare un professionista, sia per chiedere consigli tecnici che per farvi approntare un preventivo per le spese necessarie alla ristrutturazione del vostro tetto.

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