Avvocato previdenzialista: chi è, cosa fa e di che cosa si occupa. Tutte le informazioni utili per te

04 Ottobre 2021 - Redazione

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Avvocato previdenzialista: chi è e quali sono le tematiche di cui si occupa

Quando si parla di previdenza sociale si fa riferimento ad un complesso di attività ed istituti gestiti e garantiti direttamente dallo Stato (cosiddetta previdenza sociale obbligatoria) oppure, da organismi all’uopo predisposti (cosiddetta previdenza integrativa o complementare che dir si voglia.

Lo scopo di sottofondo della previdenza sociale è chiaro, ovvero, assicurare ai cittadini la possibilità di far fronte a particolari situazioni di necessità come ad esempio l’infortunio, malattia, disoccupazione involontaria ecc. Non finisce qua, la previdenza sociale, infatti, ha un’ulteriore ed importante finalità cioè garantire una vita dignitosa a chi si ritrova al termine della vita lavorativa grazie alle pensioni di anzianità.

Alla luce di quanto affermato, è chiaro che la previdenza sociale copre una pluralità di settori, si pensi ad esempio alle assicurazioni sociali (volte a tutelare da eventuali infortuni), il trattamento pensionistico, alcuni trattamenti di fine lavoro, si tratta di tutti settori finanziati direttamente dai contributi versati durante la vita lavorativa da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro.

È bene chiarie che, in ossequio ad una prospettiva storica, la previdenza sociale è stata concepita, almeno inizialmente, come una sorta di sistema sostitutivo dell’assistenza e beneficienza pubblica a sostegno dei lavoratori. Con il passare degli anni però, la previdenza si è evoluta e pian piano ha conosciuto diverse forme di assicurazione dei lavoratori: obbligatorie, volontaria, e nel senso di garantire, prima ai lavoratori e poi a tutti i cittadini, i mezzi adeguati per poter vivere in caso di necessità. Si tratta, in sostanza, dell’attuazione dei principi contenuti nell’articolo 38 della Carta Costituzionale il quale dispone:

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, disoccupazione involontaria”.

È possibile, dunque, affermare che la norma testé richiamata sia l’asse gravitazionale attorno a cui ruota l’intero sistema previdenziale il quale consiste nella formazione periodica di determinate quote di risparmio che, grazie ad appositi istituti, permettono di assicurare un’adeguata copertura finanziaria della situazione oggetto di protezione.

In parole semplici, nel caso in cui il lavoratore regolarmente assunto subisce un infortunio durante il lavoro, ha diritto ad ottenere una determinata somma che gli permetta di vivere dignitosamente durante tutto l’arco dell’infortunio, della malattia ecc.

È per questo quindi che le concrete modalità di copertura degli oneri di natura previdenziali variano in base all’oggetto della tutela; esse possono basarsi sulla collaborazione degli interessati, oppure, come nel caso degli infortuni sul lavoro, per malattie professionali ecc i cui contributi sono a carico del datore di lavoro stesso. Tuttavia, è bene precisare che con il passare degli anni e l’evoluzione dell’intero sistema di previdenza sociale ha portato lo Stato ad assumere una parte della quota dell’onere dei contributi (si tratta della fiscalizzazione degli oneri sociali). In questo modo, tutti i cittadini sono finanziati mediante la fiscalità generale.

Avvocato previdenzialista: di cosa si occupa questa figura

Ormai gli avvocati tendono ad operare in determinati settori in modo da poter assumere, grazie all’esperienza acquisita sul campo, una sorta di specializzazione in quel determinato ambito. Tuttavia, occorre precisare che oggi non è corretto, almeno da un punto di vista strettamente deontologico, discorrere di “avvocato specializzato”. Ad ogni modo, così come esistono avvocati civilisti, penalisti ecc esiste anche la figura dell’avvocato esperto nel settore del diritto della previdenza sociale. Si tratta, ovviamente, di un dottore laureato in giurisprudenza abilitato a svolere la professione di avvocato.

Molto spesso, si tratta di professionisti che hanno una notevole competenza in svariate branche del diritto, specie del diritto del lavoro, materia particolarmente connessa a quella del diritto previdenziale. Lo stesso vale anche per il diritto civile, visto che il diritto del lavoro, e di conseguenza quello previdenziale, rappresentano una “costola” del diritto che regolamenta i rapporti intersoggettivi tra privati.

Non finisce qua, l’avvocato che opera in questo particolare settore è tenuto anche ad interfacciarsi con gli enti di previdenza sociale, sia pubblici che privati, come ad esempio l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), le Casse di Previdenza dei Professionisti ecc. In parole povere, si tratta di una figura poliedrica che deve avere molteplici competenze per poter svolgere al meglio il proprio lavoro.

Una volta inquadrata la figura professionale da un punto di vista generale, occorre comprendere di cosa si occupa in concreto. L’avvocato previdenzialista si occupa di svariati aspetti, come ad esempio l’indennità di accompagnamento, l’assegno di invalidità, delle controversie in merito agli infortuni sul lavoro, oppure concernenti le indennità di frequenza, esposizione a sostanze tossiche (come amianto) e molto altro ancora. E non finisce qui, gli avvocati previdenzialisti hanno le competenze anche per risolvere eventuali problemi concernenti le pensioni di guerra, oppure le pensioni internazionali o quelle di reversibilità.

Ovviamente questo non significa che il ruolo dell’avvocato previdenzialista sia necessariamente tutelare i lavoratori, essi, infatti, offrono i propri servizi anche a favore delle imprese. Si pensi ad esempio alle controversie concernenti gli obblighi contributivi ed assistenziali, oppure, gli obblighi di comunicazione in caso di instaurazione o cessazione dei rapporti di lavoro.

avvocato previdenzialista

In quali casi bisogna rivolgersi ad un avvocato esperto in previdenza?

È possibile rivolgersi ad un avvocato esperto in previdenza in tutti i casi in cui si ha la necessità di far valere un proprio diritto in questo particolare settore. Ad esempio, è possibile rivolgersi ad un avvocato nel caso in cui si ha intenzione di richiedere l’invalidità civile, oppure l’indennità di accompagnamento, oppure ancora la pensione di invalidità, assegno di invalidità ecc. Tutto ciò che occorre fare è mettersi in contatto con l’esperto il quale saprà come indirizzare il cliente e presenterà apposita domanda di invalidità presso le istituzioni preposte.

Lo stesso ragionamento può essere fatto nel caso di infortunio sul lavoro, ovvero, di un evento di natura traumatica che si realizza nel contesto lavorativo. In questi casi il lavoratore, normalmente, viene assalito da tantissimi dubbi ovvero: come faccio ad ottenere l’indennità, come funziona il controllo sanitario ecc. Per evitare tutto ciò, è sempre consigliato rivolgersi direttamente ad un avvocato con esperienza il quale valuterà la reale situazione del lavoratore in modo da capire se ha diritto ad un indennizzo oppure al risarcimento del danno derivante dall’infortunio stesso.

Un altro motivo, piuttosto frequente, che spinge a rivolgersi ad un avvocato previdenzialista è la cosiddetta pensione di reversibilità. Si tratta, in parole povere, di un trattamento previdenziale che spetta al coniuge superstite in caso di morte del coniuge pensionato iscritto ad una delle gestioni assicurative dell’INPS. Anche in questa circostanza è utile rivolgersi ad un avvocato, il quale potrà immediatamente indirizzare il soggetto richiedente in merito alla procedura da porre in essere per poter ottenere questo particolare trattamento pensionistico.

Ovviamente questi sono solo alcuni dei casi che possono indurre una persona a rivolgersi ad un avvocato previdenzialista, tuttavia, è possibile farlo per tantissimi altri motivi: collocamento mirato, assegni sociali, assegni familiari, riscatto per gli anni di servizio, rendite, aggravamenti, cumulo dei trattamenti previdenziali, cecità assoluta o parziale e molti altri ancora.

Il rito delle cause di natura previdenziale

Quando si instaura un processo che ha per oggetto diritti di natura previdenziale si applica la disciplina del processo del lavoro, puntualmente disciplinata dagli articoli 409 e seguenti del Codice di Procedura Civile. Si tratta di un rito più snello rispetto a quello ordinario, ispirato ai principi di immediatezza oralità ed effettività. Il rito in questione si applica a tutte le cause che hanno per oggetto: assegni familiari, malattie professionali, infortuni sul lavoro, assicurazioni sociali, inosservanza di obblighi e di previdenza derivanti dai contratti e da accordi collettiva nonché in tutti i casi di previdenza e di assistenza obbligatoria.

Tuttavia, occorre precisare che la domanda in materia di previdenza e assistenza obbligatoria diviene effettivamente procedibile solamente dopo che siano esauriti i procedimenti previsti in sede amministrativa, siano decorsi i termini fissati dalla legge per il loro compimento, oppure, siano trascorsi 180 giorni dalla conclusione del ricorso amministrativo.

Inoltre, in alcuni casi specifici è necessario rispettare un’ulteriore condizione di procedibilità per proporre la domanda giudiziale. Si tratta della cosiddetta istanza di accertamento tecnico preventivo delle condizioni di salute del soggetto istante. Tale accertamento deve essere proposto da chi ha intenzione di far valere il riconoscimento dei propri diritti in caso di: invalidità civile, assegno di invalidità, pensione di inabilità, sordità civile, handicap e disabilità e cecità civile.

Nel caso in cui l’accertamento non venga effettuato, sia il giudice, sia la controparte possono eccepire l’improcedibilità del procedimento. In tale circostanza, il giudice riconosce alla parte un termine di 15 giorni per presentare la relativa istanza oppure per completare l’accertamento iniziato ma non concluso. Una volta concluse le operazioni di consulenza, il giudice fissa un ulteriore termine perentorio (non superiore a 30 giorni) entro il quale le parti possono opporsi alle conclusioni del consulente tecnico d’ufficio.

In questa fase del processo si aprono due possibili scenari, se non c’è alcuna contestazione, il giudice omologa l’accertamento con decreto non impugnabile o modificabile, da notificare agli enti competenti. Viceversa, se non si raggiunge alcun accordo, la parte che ha intenzione di contestare le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio è tenuta a depositare, non otre 30 giorni dalla dichiarazione di dissenso, un ricorso introduttivo del giudizio.

Chi è il giudice competente

Il giudice competente in materia di previdenza ed assistenza obbligatoria è il tribunale in funzione del giudice del lavoro della circoscrizione in cui risiede il ricorrente. Se questa è la regola generale, è bene precisare che esistono anche alcune deroghe in casi particolari, più precisamente l’articolo 444 c.p.c. dispone che se l’attore risiede all’estero, la competenza è determinata in ragione dell’ultima residenza del soggetto prima del trasferimento all’estero, se la prestazione viene richiesta dagli eredi del defunto allora occorre considerare l’ultima residenza del defunto.

Se la causa riguarda il diritto sul lavoro o la malattia professionale di un soggetto che opera nel settore della navigazione o della pesca, la competenza viene determinata in base al luogo in cui ha sede l’ufficio del porto di iscrizione della nave. Infine, se la controversia concerne gli obblighi dei datori di lavoro e l’applicazione delle sanzioni civili per le loro inadempienze, la competenza viene determinata prendendo in considerazione il luogo in cui ha sede l’ufficio dell’ente.

Avvocato specializzato in ricorsi contro inps: motivazioni del ricorso

Il procedimento sopra descritto è il procedimento di natura giurisdizionale, tuttavia, occorre precisare che il soggetto, in determinati casi, può impugnare i provvedimenti emanati dall’INPS mediante un vero e proprio ricorso di natura amministrativa. Anzi, in alcuni casi il ricorso amministrativo rappresenta una vera e propria conditio sine qua non per poter agire in giudizio dinanzi al giudice civile. Ciò accade, in particolare, quando l’azione è di accertamento negativo oppure concerne prestazioni di natura previdenziale.

Tutto ciò che occorre fare per presentare il ricorso amministrativo è collegarsi sulla piattaforma dell’INPS e aprire l’apposita sezione “ricorsi online” accessibile con le proprie credenziali. Se il ricorso viene presentato in modo cartaceo, viene dichiarato irricevibile. Per evitare di commettere errori e per agire in modo tempestivo, è consigliabile rivolgersi immediatamente ad un avvocato specializzato proprio in ricorso contro l’INPS. In questo modo si avranno maggiori probabilità di ottenere una revisione del provvedimento amministrativo ed evitare l’eventuale processo di merito innanzi al giudice, caratterizzato da costi cospicui e da tempi molto più lunghi.

Il ricorso all’INPS deve essere presentato entro e non oltre 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione del provvedimento. Per quanto concerne, invece, i ricorsi in materia di cassa integrazione, questi per poter essere tempestivi devono essere presentati entro e non oltre 30 giorni dalla notifica del provvedimento amministrativo. Infine, se si ha intenzione di presentare un ricorso nel caso in cui l’amministrazione non abbia emesso un dato provvedimento, i termini decorrono dal 121 esimo giorno successivo a quello della presentazione della domanda, salvo diversi termini imposti dalla legge.

Ovviamente può sorgere spontanea la domanda, “quando è possibile presentare un ricorso all’INPS?” ebbene, può accadere che la richiesta di una pensione o del riconoscimento di uno status particolare, oppure di inquadramento in uno specifico settore di attività da parte del datore, non vengano accolti dall’INPS.

Ancora, può accadere che la domanda venga solo parzialmente accolta dall’INPS, ad esempio perché viene riconosciuta la pensione ma non in modo adeguato in caso di errore di calcolo, in questi ed in altri casi ancora è possibile agire direttamente in via amministrativa per ottenere il cosiddetto bene della vita.

Se hai bisogno del sostegno di un avvocato esperto in questo particolare settore, Quotalo.it è la piattaforma ideale. Grazie ad essa potrai metterti in contatto con diversi professionisti i quali sapranno come agire nel miglior modo possibile.

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