Avvocato esperto in mobbing: tutte le informazioni di cui hai bisogno per rivolgerti ad un legale professionista

02 Agosto 2021 - Redazione

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Avvocato esperto in mobbing: come tutelarsi al meglio

Molto spesso si sente parlare di “mobbing” ma non tutti sanno realmente di cosa si tratta. Ebbene, onde evitare dubbi e confusioni, occorre precisare che per mobbing si intende un insieme di comportamenti aggressivi e persecutori posti in essere sul luogo di lavoro.

Più precisamente, si tratta di condotte volte a mettere in difficoltà, a disagio, ad emarginare una persona poste in essere proprio nei luoghi di lavoro. Purtroppo, secondo le statistiche, questi comportamenti sono tutt’altro che isolati nel nostro Paese, ed è proprio per questo che il legislatore, nonostante manchi una norma ad hoc sul tema, ha previsto diversi strumenti di tutela per i lavoratori mobbizzati. Prima di capire quali sono però, è necessario inquadrare meglio il concetto di mobbing.

Cos'è il mobbing e in quali casi si verifica?

Il termine mobbing deriva dall’inglese “to mob” ovvero, verbo che indica proprio un atteggiamento aggressivo “attaccare o aggredire” ed è entrato a far parte del vocabolario (non solo giuridico) italiano. Come sopra anticipato, non esiste una normativa dedicata esclusivamente a questo comportamento, tuttavia, grazie al lavoro della giurisprudenza, è stato possibile individuare una definizione calzante.

Per mobbing si intende, un insieme di comportamenti vessatori protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di uno o più lavoratori da parte di membri dell’ufficio, da parte del datore di lavoro, o dai colleghi. L’aspetto che caratterizza tali condotte è la loro finalità, ovvero, escludere la vittima dal gruppo ed emarginarla. Le condotte che possono configurare il mobbing sono le più svariate, tuttavia, esiste un modo piuttosto semplice per capire quando si sia verificato il mobbing. È fondamentale comprendere lo scopo delle condotte poste in essere, se queste sono finalizzate ad escludere il lavoratore, a metterlo in difficoltà ad escluderlo dal gruppo allora si tratta di mobbing.

Tipologie di mobbing

La giurisprudenza, con il passare degli anni, è riuscita ad individuare svariate tipologie di mobbing, tuttavia, la distinzione più importante è: mobbing verticale e orizzontale. Tutto dipende da chi è coinvolto dai comportamenti e dalla posizione di coloro che pongono in essere le condotte mobbizzanti nella gerarchia dell’organizzazione. Il mobbing verticale, si ha quando la condotta, cosiddetta persecutoria, riesce a coinvolgere diversi soggetti collocati in diversi livelli della gerarchia aziendale. Tuttavia, occorre ulteriormente distinguere tra mobbing ascendente e discendente.

Quest’ultimo si concretizza quando le condotte vessatorie sono effettuate a danno dei lavoratori da parte del datore di lavoro (o comunque da un superiore gerarchico). Il mobbing ascendente, invece, si concretizza quando è un lavoratore di livello più basso ad effettuare condotte vessatorie nei confronti di un collega di lavoro. Infine, si ha mobbing orizzontale, quando la condotta aggressiva e vessatoria è effettuata da un collega (o più colleghi) ai danni di un suo pari.

mobbing sul lavoratore

Quando si può considerare mobbing sul lavoro

Come anticipato, le condotte potenzialmente idonee ad integrare il mobbing sono davvero tantissime, questo anche perché non c’è una normativa precisa che impone determinati “paletti”. Ad esempio, configura una condotta mobbizzante, l’isolare un lavoratore in una sede, o una postazione, particolarmente scomoda, oppure, ancora, escludere più volte un lavoratore dalle riunioni, progetti, comunicazioni aziendali ecc..

Potrebbe, altresì, configurare mobbing la condotta di chi prende sempre in giro un collega, o un dipendente, nei luoghi di lavoro, oppure, lo denigra o insulta ripetutamente. Anche l’eccessivo carico di lavoro (costante) potrebbe creare un ambiente intollerabile per il lavoratore e, conseguentemente, costituire una condotta mobbizzante. Infine, occorre precisare che potrebbe integrare la condotta di mobbing anche chi effettua violenze, fisiche, morali o sessuali, ai danni di un collega o di un dipendente.

Che cosa si intende per danno da mobbing?

Ormai è ampiamente riconosciuto il cosiddetto danno da mobbing, ovvero, la sofferenza subita da chi è preso di mira dalle condotte vessatorie poste in essere nei luoghi di lavoro. Tale fenomeno, infatti, rappresenta un serio problema, non solo a livello lavorativo ma anche a livello sociale che potrebbe avere ripercussioni anche sul benessere psicofisico della persona.

La patologia psichiatrica associata, generalmente, al mobbing è il cosiddetto disturbo dell’adattamento. Si tratta, per chi non lo sapesse, di una particolare condizione psichica caratterizzata da sintomi come ansia, depressione e voglia di non vedere nessuno. Il mobbing inoltre è anche causa di cefalea, annebbiamento della vista, tachicardia, dermatosi e molto altro ancora.

Che cosa serve per iniziare una causa per mobbing

Le cause che hanno per oggetto le condotte mobbizzanti sono sicuramente molto complesse, questo perché è difficile provare in giudizio le suddette condotte, anche a causa del particolare ambiente dove si verificano. Purtroppo, c’è un generale timore nel testimoniare contro i propri colleghi, o addirittura, contro il proprio superiore o datore di lavoro.

Ad ogni modo, per poter agire in giudizio in modo efficiente è necessario provare la sussistenza dei singoli elementi costitutivi del mobbing, ovvero: serie di atti vessatori, la sistematica reiterazione nel tempo, i danni causati dalle stesse e, infine, il nesso eziologico tra danno e condotte. Come anticipato, è particolarmente gravoso il cosiddetto onere della prova che grava in capo al soggetto lavoratore. Un utile strumento per chi chiede l’accertamento dell’avvenuto mobbing è la prova documentale, oppure, la consultazione del supporto video (telecamere presenti nel logo di lavoro).

È possibile ottenere un risarcimento danni per mobbing?

Alla luce di tutto ciò, è necessario comprendere se sia possibile richiedere il risarcimento del danno causato da mobbing. La risposta al quesito non può che essere positiva. Il lavoratore, infatti, ha diritto ad ottenere il pieno risarcimento dei danni cagionati da chi ha posto in essere queste particolari condotte.

Ovviamente le modalità per ottenere il risarcimento variano a seconda del tipo di responsabilità che l’istante intende far valere in giudizio: responsabilità contrattuale o extracontrattuale, con tutte le differenze che ne derivano sul piano processuale e sostanziale.

Avvocato esperti in mobbing: a chi rivolgersi

Se ti trovi in una condizione di particolare disagio nell’ambiente di lavoro, è consigliabile rivolgersi ad un legale per capire come agire e tutelarti. Quotalo.it è la piattaforma giusta per trovare avvocati esperti in mobbing e risolvere le tutte le tue problematiche connesse a questo fenomeno particolarmente pericoloso per i lavoratori.

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