Cos’è l’imposta catastale: quando spetta e a quanto ammonta

04 Dicembre 2015 - Redazione

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Entrare in possesso di una casa è un momento importante della vita di chiunque, che molto spesso contribuisce a cambiarla, dando la possibilità di metter su una nucleo famigliare proprio; ma è anche un momento che richiede un esborso economico, talvolta notevole.

Alle spese di eventuali ristrutturazioni, alle parcelle di notai e agenti immobiliari, si sommano anche le tasse che lo Stato impone sugli immobili. Tra queste, l’imposta catastale, che si applica ogni qualvolta si proceda ad una voltura catastale, che è una denuncia obbligatoria da presentarsi all'Agenzia delle Entrate nel momento in cui si compri una casa o la si riceva in successione o in donazione (uniche eccezioni, i trasferimenti di costruzioni che avvengono a favore dello Stato o delle amministrazioni locali, o ancora di ONLUS, enti e fondazioni riconosciute).
In linea generale l’imposta catastale varia da 50 a 200 euro. 

In caso di acquisto: se si compra da un privato, la tassa ammonta all’importo più basso (aggiungendo poi l’imposta ordinaria di registro del 9% o del 2% se si acquista come prima casa); stesse cifre sono dovute se si acquista un immobile da un’impresa con una vendita esente da IVA; qualora la vendita riguardi abitazioni di lusso l’imposta catastale (così come l'imposta di registro) sale al valore massimo di 200 euro. Nel caso in cui l’acquisto avvenga usufruendo delle agevolazioni prima casa, per le prime due evenienze esaminate precedentemente l'imposta catastale resta al valore di 50 euro; ma nel terzo caso (cioè, quando il venditore è un'impresa e si applica l'IVA, che nella fattispecie ammonta al 4%), l'imposta catastale, come quella di registro, è stabilita nella misura fissa di 200 euro. 

Ma, come detto in apertura, anche in caso di successione e donazione, non si è esenti dal pagamento dei tributi, tant’è che è dovuta, oltre all’imposta di successione, anche l’imposta catastale che ammonta all’1% del valore dell’immobile (nel caso in cui quest’ultimo possieda i requisiti per ottenere le agevolazioni prima casa, le imposte sono dovute, come già per i casi precedenti, nella misura fissa di 200 euro ognuna, indipendentemente dal valore dell’immobile).


Una precisazione
L’imposta castale non è l’unico tipo di tassa legata all’abitazione. Ad essa infatti va aggiunta, oltre l’imposta di registro che abbiamo già citato e analizzato, anche l’imposta ipotecaria (che nel caso di successioni e donazioni è pari al 2% del valore degli immobili, fatta eccezione per quelli che ricadono nelle agevolazioni prima casa, per i quali, ancora una volta, la somma fissa ammonta a 200 euro). 
E non finisce qui, perché a tutto ciò sono da sommare ancora le imposte di successione!


Il pagamento dell’imposta catastale
Da qualche anno (precisamente dal 2011) le modalità per corrispondere allo Stato il valore dell’imposta catastale sono due: o ci si munisce del modello di pagamento F23 (che è scaricabile dal sito dell’Agenzia delle entrate o reperibile presso i loro uffici territoriali) e lo si compila scrupolosamente in base alle modalità che vengono fornite, oppure si utilizza il modello F24, compilabile e inviabile tramite il servizio "F24 Web" o scaricando il software messo a disposizione dall’Agenzia o reperibile sul mercato.
 



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