L’anziano ha il diritto – dovere di essere se stesso: l’animatore può incominciare una relazione d’aiuto prima di tutto riflettendo su di sé ed entrando in sintonia con i propri fini; solo in una prospettiva di profonda comprensione e rispetto della condizione di “ospite” è possibile iniziare una comunicazione e intraprendere un cammino.
Poiché, molto spesso, l’animatore entra in contatto, in Casa di Riposo, con persone anziane con scarsa o nulla comunicazione verbale, e visto che è comunque molto interessante e, in alcuni casi, utile saper notare i vari tipi di modalità espressive, si presti attenzione, ad esempio, alla postura. Può essere eretta, rannicchiata e in ginocchio o distesa; ad ogni postura corrispondono differenti atteggiamenti degli arti e diverse angolazioni del corpo. Si è visto che una persona dominante tiene le braccia in posizione asimmetrica (per esempio, in tasca), oppure si inchina lateralmente e le gambe (una o entrambe) non si appoggiano al pavimento. La postura di sottomissione è, invece, meno eretta e col busto abbassato. E’ curioso rilevare come le persone che si sentono “in sintonia”, come ad esempio due amici, tendono ad assumere, inconsciamente, posture molto simili, durante una conversazione. Anche in campo terapeutico, si è, per esempio, notato che, se un paziente sta seduto in silenzio, col busto in avanti, le braccia incrociate sul petto e lo sguardo fisso, è più facile che un terapeuta entri in comunicazione assumendo una posizione analoga, piuttosto di restare dietro a una scrivania.