Tradimento del coniuge: la principale causa di separazione

28 Agosto 2019 - Redazione

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Al giorno d’oggi ci si sposa sia per amore che per interesse, poichè è ormai un credo comune quello di pensare di sistemarsi attraverso l’unione ed il valore legale legato alla coppia.

Questo porta quindi a non prendere in considerazione il postulato fondamentale della vita matrimoniale, cioè la responsabilità.

Marito e moglie, infatti, hanno uguali diritti e doveri e la violazione di questi, significa legittimare una separazione che avrebbe come conseguenza l’addebito della stessa nei confronti del partner inadempiente.

Uno dei cardini fondamentali della coppia è la fedeltà coniugale, che viene a mancare nel momento in cui uno dei coniugi dovesse tradire.

Un excursus sull’infedeltà coniugale.

Secondo l’articolo 143 del codice civile, dal matrimonio deriva l’obbligo alla fedeltà reciproca, oltre che all’assistenza morale e materiale, rappresentando doveri imprescindibili al funzionamento della vita coniugale.

Fino ad alcuni decenni fa, la separazione per adulterio era possibile solo quando a tradire fosse la donna.

In realtà si parla di tradimento ogni qualvolta si instauri una relazione con una persona sposata, con una persona diversa dal proprio coniuge ed ha conseguenze legali solo per persone sposate fra loro.

Esiste una differenza sostanziale tra tradimento ed adulterio ed hanno comunque un peso importante nella decisione del giudice in sede di separazione. L’adulterio, infatti, nonostante venga spesso erroneamente concepito come un sinonimo di tradimento, si configura come una relazione di lungo termine portata avanti da uno dei due coniugi, quindi non rappresentando una avventura breve che si conclude in un rapporto carnale.

Entrambi i casi, però, fanno emergere l’infedeltà coniugale e l’azione contraria agli obblighi sanciti dalla legge. Il fedifrago non commette solo un illecito, ma impedisce la prosecuzione di una serena vita coniugale. Ed, anzi, se questo dovesse avvenire in maniera pubblica, oltre alla separazione è possibile essere condannati al risarcimento dei danni, costituendo un reato perseguito a livello penale.

Sicuramente non esiste un significato univoco per descrivere l’infedeltà coniugale, nonostante per la Cassazione questa rappresenti una condotta imperativa da rispettare reciprocamente durante il matrimonio.

infedeltà coniugale

Risarcimento per infedeltà coniugale

Negli ultimi anni la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata, attraverso alcune sentenze, sull’infedeltà coniugale, asserendo che, qualora questa fosse lesiva della dignità e dell’onore del coniuge tradito, possa essere considerata un fatto illecito.

Esistono una serie di nessi causali che possono portare alla separazione per infedeltà ed è possibile, per questi, ottenere un risarcimento dei danni, in particolar modo se questa si dovesse considerare la causa scatenante la crisi coniugale.

In molte sentenze di separazione, infatti, il tradimento non è stato concepito come motivo per il quale il matrimonio è stato cessato, ma come naturale conseguenza ad un rapporto ormai finito. In questo contesto, non è stato, quindi possibile ravvisare gli estremi dell’addebitabilità della separazione, così come invece avviene in casi in cui è stato il tradimento a far partire la rottura degli equilibri.

Per far sì che l’atto adultero venga accertato dinnanzi al giudice, è necessario però che si presentino prove concrete, così da permettere al coniuge tradito di ottenere quanti più benefici possibili.

In sostanza, l’adultero dovrà sostenere l’intero costo del processo solo nel caso in cui il tradimento fosse realmente considerato causa della rottura della relazione matrimoniale. Nel caso in cui non ci fossero prove a sostegno della tesi, la spesa complessiva non sarebbe affidata a colui che ha effettivamente tradito.

Quando si ottiene l’addebito della separazione

Il giudice, in sede di separazione, attesta l’eventuale violazione di uno dei doveri fondamentali derivanti dal contratto di matrimonio e può decidere di addebitare la separazione stessa ad uno dei due coniugi. Ciò vuol dire che il coniuge fedifrago sarà costretto al mantenimento dell’altro, con la conseguente perdita di ogni diritto di successione sulla ex.

La fedeltà è, infatti, un dovere che si esplica solo per chi è sposato e, da questo principio, derivano alcune importanti conseguenze. Innanzitutto, le coppie di fatto, nonostante non abbiano firmato un contratto di convivenza, non hanno l’obbligo di fedeltà, al contrario invece del dovere che grava su marito e moglie.

Oltretutto, chi dovesse stare insieme ad una persona sposata, non commetterebbe alcun illecito poiché non è su di esso che grava il dovere di fedeltà.

Assodato che quindi il tradimento non è considerato causa di responsabilità per l’amante, ma solo per il coniuge che ha deciso di tradire, l’unica conseguenza applicabile è l’addebito. Esso viene definito come una dichiarazione del giudice in cui accerta la persona a cui far ricader la colpa della separazione.

L’addebito non ha obblighi risarcitori, infatti, qualora il coniuge fedifrago dovesse aver un reddito inferiore a quello dell’altro coniuge, non è tenuto a versare alcun mantenimento. Se, al contrario, fosse il coniuge con il reddito più alto a compiere l’atto, è tenuto a mantenere la propria ex.

L’infedeltà coniugale può dare luogo ad una richiesta di risarcimento solo se questa possa scaturire la violazione di uno dei diritti costituzionali come la reputazione.

Il coniuge che ha subito il tradimento, infatti, può subire importanti conseguenze psicologiche, soprattutto nel momento in cui si dovesse spargere la voce. In questo caso è possibile richiedere i danni, poiché la sua dignità viene compromessa.

Si parla di danno quando il coniuge viene a scoprire il tradimento da terzi, come ad esempio il luogo in cui svolge le sue attività quotidiane come il luogo di lavoro, o il suo gruppo di amici.

Nel corso della storia giuridica sono state molte le pagine scritte in tema di fedeltà e di addebito della separazione. Secondo l’articolo 143 del codice civile, la collaborazione nell’interesse della famiglia, a vivere sotto uno stesso tetto e garantirsi una reciproca assistenza morale e materiale, sono i diritti e doveri reciproci dei coniugi. L’articolo 143, inoltre, pone a carico delle parti anche l’obbligo reciproco alla fedeltà.

tradimento del coniuge che porta alla separazione

I comportamenti contrari al dovere di fedeltà: cosa accade

In caso di separazione, è il giudice ad accertare l’eventuale addebito ad uno dei coniugi della stessa, nel momento in cui fosse stato violato uno dei doveri derivati dal matrimonio. Ovviamente, è necessario accertare se la relazione extra coniugale sia sopravvenuta durante un periodo di crisi della coppia o ne sia stata la causa scatenante.

Sono state diverse le pronunce del giudice che ha dichiarato non addebitabile la separazione in cui la crisi matrimoniale non sia derivata dal tradimento.

Sostanzialmente si può parlare di addebito solo quando il suo comportamento infedele ha causato il naufragio della relazione. La Cassazione ha asserito che il coniuge tradito possa avere diritto al risarcimento del danno quando la violazione possa causare un vero illecito civile e morale dei doveri derivanti dall’unione.

Questo perchè i doveri del matrimonio non sono esclusivamente di natura morale, ma hanno una radice strettamente giuridica e, proprio per questo, l’interesse di ciascun coniuge nei confronti dell’altro, deve essere osservato secondo il diritto soggettivo.

I presupposti per ottenere il risarcimento

Per la Corte di Cassazione, però, non basta solo che siano violati i doveri matrimoniali o che si sia già pronunciato l’addebito. Infatti risulterebbero troppo semplicistici per poter riconoscere la responsabilità e quindi la violazione del dovere coniugale e la prova del nesso causale tra la violazione commessa da un coniuge ed il danno che la sua azione ha provocato.

L’infedeltà viene dimostrata e considerata in termini risarcitori nel momento in cui questa sia stata causa della lesione della salute del coniuge o che abbia concretamente offeso o leso la dignità della persona, considerato un bene costituzionalmente protetto.

Nel caso in cui l’atteggiamento equivoco dell’ex coniuge ed il tradimento avesse provocato come conseguenza uno stato depressivo nell’altro, sicuramente questo diverrebbe produttivo di danni risarcibili.

Quindi l’addebito non è considerato come una conseguenza diretta dell’infedeltà coniugale, ma necessita di alcune valutazioni molto più specifiche. Tradire il proprio compagno di vita è considerata una violazione molto grave dei doveri coniugali e determina l’intollerabilità tra le due parti sino ad impedire la prosecuzione della relazione.

Quando si parla di infedeltà, però, oltre all’addebito della separazione, è bene ricordare anche l’eventuale condanna al risarcimento dei danni provocati.

risarcimento del danno in caso di adulterio

Stabilire i casi di infedeltà che possono permettere il risarcimento dei danni

Non sempre è possibile procedere al risarcimento, poiché è necessario analizzare la condotta del coniuge che ha tradito. Infatti, questa si esplicherebbe solo nel momento in cui alla condotta errata del fedifrago, corrispondesse poi una reale offesa all’onore dell’altro coniuge. Quindi, per poter avviare il risarcimento dei danni devono esserci una serie di comportamenti oltraggiosi e disonorevoli, quali, ad esempio, il discredito plateale.

Nel momento in cui si dovesse portare dinnanzi al giudice la prova che tutti fossero a conoscenza del tradimento del coniuge, si avrebbe l’esistenza chiara del pregiudizio sofferto all’immagine.

Secondo i giudici della Cassazione, è possibile che la pronuncia di addebito e quella di risarcimento del danno coesistano e che quindi si possano richiedere nell’ambito dello stesso giudizio di separazione. Questo perchè tra le due domande esiste una interconnessione.

Secondo la prassi, infatti, quasi tutti i casi di separazione presentano anche la richiesta di addebito, creando il cosiddetto processo simultaneo.

Come presentare le prove dell’avvenuto tradimento

Provare il tradimento, comunque, non è sempre semplice, poiché molto spesso il coniuge non ha la possibilità di presentare prove certe, come documentazioni fotografiche o scritte. Nella maggior parte dei casi si tratta di prove indirette, ad esempio estratti conto con spese non dichiarate o prenotazioni per vacanze a due o scontrini.

Secondo il principio di tipicità delle prove si parla di prove documentali quando è il coniuge infedele a scrivere di proprio pugno una lettera di ammissione di colpa; mail, stampe e screenshot di chat, vengono considerate riproduzioni meccaniche, che possono essere contestate dalla controparte, non acquisendo, quindi, il valore di prova.

Se, quindi, dovesse essere presentata una fotografia del coniuge con l’amante, questa avrebbe efficacia solo nel caso in cui non fosse contestata dal fedifrago. Chiaramente, se fosse stato assunto un investigatore privato, basterà che questi testimoni la veridicità dei fatti cui ha assistito personalmente.

Ad ogni modo, rivolgendosi alla rete di avvocati professionisti di Quotalo.it avrete modo di capire la strada migliore da percorrere per ottenere un eventuale risarcimento danni in caso di adulterio.

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