Impianto fotovoltaico bifacciale: come funziona, che cos'è, quali sono i vantaggi e gli svantaggi e a quale prezzo

04 Aprile 2022 -

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Maggiore efficienza, durata, potenza e convenienza; ecco cos’è e come funziona un impianto fotovoltaico bifacciale

Hai mai sentito parlare dell’impianto fotovoltaico bifacciale? Si tratta di una particolare tipologia di pannelli solari che consentono di catturare i raggi solari (e quindi produrre energia elettrica) sia sulla parte frontale che su quella posteriore delle celle. Una soluzione interessante da conoscere e valutare per la progettazione e configurazione del proprio impianto fotovoltaico.

 

Impianto fotovoltaico bifacciale: cos'è e come funziona

I primi studi intorno ai pannelli solari bifacciali risalgono agli anni Sessanta del secolo scorso, ma solo recentemente si è riusciti a sfruttare pienamente questo principio. Tanto che risultano essere una scelta conveniente al punto di riuscire a garantire quasi un 50% di produzione energetica. La caratteristica di un impianto fotovoltaico bifacciale è quella, appunto, della bifaccialità delle celle. Come si realizza?

Il meccanismo dell’impianto fotovoltaico bifacciale si basa sul cosiddetto Fattore di Albedo, un principio fisico che misura la capacità riflettente di una superficie (o di un oggetto). Le superfici scure degli edifici, per esempio, hanno un albedo (l’unità di misura) non superiore a 0.27, mentre le superfici chiare raggiungono anche lo 0.6; ghiaccio e neve hanno invece un albedo di 0.75.

Per applicare questo principio fisico agli impianti fotovoltaici è necessario che la superficie su cui il pannello viene installato sia riflettente, che abbia una maggiore altezza o angolo di tilt e, ancora, si riducano al minimo gli ombreggiamenti sul lato posteriore, come quelli solitamente determinati dai binari e dagli elementi di fissaggio.

Questi sono quindi pannelli fotovoltaici particolari che utilizzano la tecnologia vetro-vetro e le celle bifacciali permettendo l’utilizzo dell’energia solare riflessa che nei pannelli standard non viene utilizzata.

Pannello fotovoltaico bifacciale  

Quando conviene installare un impianto bifacciale?

Le superfici che meglio consentono l’installazione di un impianto fotovoltaico bifacciale sono quelle in cemento chiaro e ricoperte da membrane di colore bianco. Parallelamente più i pannelli sono distanti dal suolo più hanno capacità di riflettere la luce. Per questo motivo pensiline, tetti piani e giardini sono i luoghi ideali per l’installazione di un impianto fotovoltaico bifacciale. In presenza di questi elementi vale la pena valutare i vantaggi di questo tipo di pannelli fotovoltaici.

 

Pro e contro del fotovoltaico bifacciale

Conviene davvero installare un impianto fotovoltaico bifacciale? Dalla descrizione fatta fino a questo momento abbiamo compreso che si tratta di una tecnologia che, in presenza di specifici requisii, si può rivelare particolarmente vantaggiosa. A proposito di vantaggi è utile precisare che i pannelli bifacciali assicurazioni migliori prestazioni, una maggiore longevità e un dimensionamento ridotto.

Le migliori prestazioni, poichè i pannelli riescono a catturare la luce solare da entrambi i lati, assicurando un rendimento maggiore del 30%, rispetto ai pannelli fotovoltaici standard. Come abbiamo già accennato, questi pannelli bifacciali, usano i moduli vetro-vetro, che garantisce una maggiore resistenza e durabilità dell’impianto. Grazie alla bifaccialità dei pannelli, il dimensionamento dell’impianto sarà ridotto, perciò riduce i costi del montaggio, dell’installazione, del cablaggio e non va ad incidere in maniera consistente l’impatto visivo dell’abitazione.

Non sono invece registrate controindicazioni o limiti se non quelli legati all’inevitabile necessità di rispettare i requisiti tecnici per poter sfruttare il principio fisico alla base del funzionamento dell’impianto fotovoltaico bifacciale.

 

Impianto fotovoltaico bifacciale di ultima generazione: il tipo HJT

Come detto all’inizio quello dell’impianto fotovoltaico bifacciale è un principio noto da diversi decenni che però negli ultimi anni ha conosciuto un netto incremento tecnologico. È il caso dei pannelli Hetero Junctio Technoloy (HJT) per i quali, come indica il termine inglese, la produzione avviene tramite l’utilizzo di una tecnologia ad etero-giunzione di silicio amorfo e cristallino.

Le celle vengono assembrale inizialmente con un’architettura bifacciale per poi successivamente prevedere l’installazione della linea produttiva di celle HJT che raggiungono una capacità produttiva fino a 200 MW all’anno. Sostanzialmente questo tipo di tecnologia consente un aumento delle prestazioni e dell’efficienza dei pannelli fotovoltaici con una netta riduzione del degrado dei moduli.

Questi pannelli hanno un’efficienza che raggiunge il 24.5% rispetto a quella del 10% dei pannelli in film sottile. Inoltre i pannelli HJT raggiungono anche i 400W di potenza (contro i 140W di quelli a film sottile) potendo prevedere ulteriori aumenti nei prossimi anni grazie all’integrazione di tutta una serie di tecnologie che ora sono ancora in una fase di sviluppo. Tutto questo si converte in una maggiore capacità di produzione di energia (fino a un 20% in più rispetto ai moduli mono-facciali) e un ciclo di vita che, per la loro robustezza e solidità, può superare tranquillamente i 30 anni.

 

Fotovoltaico bifacciale e revamping

Parliamo a questo punto di aggiornamento e ammodernamento (revamping). Molti dei pannelli fotovoltaici, infatti, iniziano a essere datati e ad avviarsi verso la fine del loro ciclo vitale. Questo significa che necessiterebbero di essere sostituiti e, appunto, ammodernati con modelli nuovi e più efficienti. Il revamping di un impianto fotovoltaico non prevede la semplice sostituzione dei moduli, ma una serie di interventi (significativi o non significativi) previsti da apposito regolamento del GSE, il Gestore Servizi Energetici.

Gli interventi detti significativi sono quelli che prevedono la rimozione e nuova installazione di uno dei componenti principali (il modulo o l’inverter), ma anche lo spostamento (totale o parziale) dei pannelli, la variazione del codice identificativo e la modifica del regime di cessione in rete. Questo tipo di interventi, laddove determino un cambiamento della potenza dell’impianto superiore a 3Kw, richiedono la comunicazione entro 60 giorni al GSE. Gli interventi non significativi, invece, sono quelli di semplice spostamento dell’inverter o dei componenti elettrici minori e tutte le operazioni inerenti le strutture di sostegno. Interventi di questo tipo su impianti di potenza inferiore ai 3Kw non necessitano di alcun tipo di comunicazione.

La domanda da porsi è: i moduli bifacciali possono essere installati in sostituzione di quelli già presenti e acquistati tramite la convenzione del Conto Energia? Il GSE ha chiarito che sì, i moduli bifacciali rientrano tra gli interventi di manutenzione e ammodernamento.  

Vuoi installare un impianto bifacciale?

Il futuro dell’energia sostenibile e degli impianti fotovoltaici passa anche dall’introduzione dei pannelli bifacciali. Una tecnologia che sarà, viste le sue enormi potenzialità, sempre più diffusa e perfezionata, assicurando enormi benefici. Se sei interessato a valutare questa scelta contatta ora uno dei migliori professionisti presenti nella tua zona al quale richiedere, innanzitutto, una consulenza specializzata e approfondita e, laddove sussistano i requisiti, anche un preventivo su misura per l’installazione di un impianto fotovoltaico bifacciale per la tua casa.

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