impianto elettrico a vista: carattere d'epoca

17 Marzo 2016 - Redazione

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foto articolo impianto elettrico a vista foto articolo impianto elettrico a vista foto articolo impianto elettrico a vista Avete avuto la fortuna di ereditare da vostra nonna la sua vecchia casa, fatta di muri di pietra e mattoni facciavista, sulla quale avete intenzione di praticare solo interventi che vi consentano di preservarne lo stile e le caratteristiche? Allora, quello che fa al caso vostro, è un impianto elettrico a vista (o impianto elettrico esterno ideale anche in presenza di vincoli architettonici, in quanto permette di intervenire senza scanalare e senza dover aggiungere guaine e cavi (anche lasciando, qualora ci fosse, un vecchio impianto, che non necessita di essere smantellato).


È vero che si tratta di una soluzione in disuso nell’edilizia moderna, che per questioni estetiche e di sicurezza ha privilegiato gli impianti sottotraccia, ma è altrettanto vero che in un discorso di restauro conservativo un impianto elettrico a vista rappresenta una scelta sicuramente indovinata, sia dal punto di vista del design che della funzionalità, giacché consente modifiche ed ispezioni successive sicuramente meno onerose e più semplici a realizzarsi degli odierni impianti sottotraccia.

 Proprio la tendenza contemporanea al recupero architettonico e stilistico, ha fatto fiorire un mercato di prodotti di elevata qualità, una nicchia di componentistica in porcellana o bachelite, e tutta una gamma di accessori in stile retrò dotati però di tutte le caratteristiche degli impianti moderni, atte ad ottenere le certificazioni necessarie anche in termini di sicurezza.

Tra questi prodotti per la realizzazione di un impianto elettrico a vista figurano: vari tipi di interruttori rotativi (o in ceramica, con involucro bianco, neutro o decorato, e comando con finitura di porcellana, legno antico, legno miele o bronzo; o in bachelite nera, come quelli originali d’epoca, utilizzati fino agli anni Sessanta, e poi soppiantati da plastica e polimeri vari); canaline tubolari metalliche di diverso diametro, rifinite in tonalità bronzea; elementi di prolungamento (lineari, a T e curvi, anch’essi di dimensioni differenti) sempre con la medesima finitura; conduttori a treccia (che potrebbero essere realizzati in materiale plastico, o meglio ancora in seta per rispettare maggiormente lo stile d’epoca); “isolatori” di ceramica; applique e sospensioni (i più gettonati sono a forma di fiore o a cappello). 

Gli interruttori e le prese possono essere singoli, doppi o tripli. 
I tubi e i raccordi variano rispetto al diametro e al numero dei conduttori: si va dai tubi di 25 mm di diametro, a quelli di 20 mm per le derivazioni che servono interruttori e prese, fino a quelli di 16 mm che portano corrente a semplici interruttori. 
Tuttavia, è lecito chiedersi quanto costi realizzare un impianto elettrico a vista: ebbene, si tratta di prodotti di fascia alta, con prezzi piuttosto elevati (in definitiva quindi il costo generale di esecuzione sarà lo stesso di un impianto sottotraccia, giacché quello che si risparmia in muratura lo si spenderà per l’acquisto della componentistica d’epoca.
Tra i maggiori produttori di questo genere di componenti gli italiani Aldo Bernardi, Illuminazione d’epoca, Lacole Casa Italiana. Ma anche oltralpe ci si difende, con la spagnola Font Barcelona.  

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