Impianto elettrico esterno: cos'è, come si realizza, quali sono le sue evoluzioni

17 Marzo 2016 - Redazione

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foto articolo impianti elettrici esterni foto articolo impianti elettrici esterni foto articolo impianti elettrici esterni Com’è possibile portare la corrente elettrica anche in veranda, in giardino o in garage? Attraverso un impianto elettrico esterno, che potrete farvi realizzare da un professionista o contando solo sulle vostre capacità: ma, in questo caso, è bene che sappiate cosa vi serve, e come usarlo!


Che cos’è un impianto elettrico esterno?
Innanzitutto sappiate che, non prevedendo tracce nei muri, l’impianto elettrico esterno deve essere realizzato con materiali resistenti ad acqua, polvere e solidi, trattandosi generalmente di una soluzione che viene adottata per ambenti esterni, o comunque di servizio o di passaggio, proprio perché, non prevedendo che i cavi vengano celati nelle pareti, li lascia a vista. 
Pur tuttavia, oggi sono disponibili sistemi semplici e innovativi che consentono di adattarlo anche agli ambienti domestici e di lavoro: è il caso dei battiscopa passacavo per il passaggio dei fili elettrici (realizzati in alluminio o in PVC e moquette), che consentono di non ricorrere a canaline esterne o ad altri interventi in muratura, senza che questo comprometta l'estetica dell'ambiente (in funzione di una completa integrazione con lo spazio circostante). 

Cosa serve per realizzare un impianto elettrico esterno?
A proposito di materiali da utilizzare, bisognerà avere a disposizione: scatole portafrutti (con certificazione IP-protezione internazionale); scatole di derivazione (che nel caso di impianto elettrico interno si trova incassata nel muro, mentre nel caso in esame è anch’essa esterna); supporti in stagno (metallo malleabile e molto duttile, resiste alla corrosione da acqua marina, da acqua distillata e da acqua potabile); interruttori (che vanno dai più elementari, costituiti da due contatti metallici, che una volta mossi entrano in contatto o vengono separati, a quelli più complessi che possono agire contemporaneamente su più circuiti); tubi portacavi; cassetta elettrica; fili elettrici (sia con sezione 2.5mm² che da 1.5mm²); plafoniera.

Come si realizza un impianto elettrico esterno?
In primis, va tenuto presente che non è possibile prendere l'elettricità direttamente dal contatore, ma bisognerà allacciarsi ad una cassetta elettrica in prossimità del punto in cui si desidera realizzare l'impianto (se per esempio la veranda è adiacente alla cucina, è logico utilizzare la cassetta che si dovesse trovare in questa stanza, o comunque quella più prossima). 

Una volta individuata la cassetta, si procederà a misurare le distanze tra questa e il punto in cui verrà collocata la presa di corrente, l'interruttore e la predisposizione e l'attacco della luce, utilizzando i già citati supporti stagni (resistenti agli agenti atmosferici).

In prossimità del punto in cui si andrà a posizionare la presa di corrente e la luce esterna, si fisserà la scatola di derivazione, dalla quale si farà passare (per ognuna delle tre uscite di cui è dotata) il tubo rk fino alla cassetta elettrica, alla presa, e all'interruttore (da dove partirà altro tubo rk fino alla plafoniera).
All'interno dei tubi rk si faranno poi passare i rispettivi fili elettrici (da 2.5mm² per la presa e l'interruttore, e da 1.5mm² per la plafoniera), e li si collegherà (a monte nella cassetta elettrica e a valle nella presa, nell'interruttore e nella plafoniera).

E l’impianto elettrico esterno dovrebbe essere pronto e funzionante!

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