Fine dello scambio sul posto: novità e soluzioni alternative disponibili

25 Febbraio 2026 - Daniele di Geronimo

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Fine scambio sul posto dal 2025: guida completa alle nuove alternative

Con la Deliberazione ARERA 78/2025/R/efr, in attuazione del Decreto Legislativo 199/21, il meccanismo dello scambio sul posto (SSP) è stato ufficialmente soppresso. A partire dal 26 settembre 2025 non è più possibile accedere a questa forma di compensazione che per oltre un decennio ha rappresentato un pilastro per i proprietari di impianti fotovoltaici. La chiusura segna una svolta decisiva nel panorama energetico italiano, spingendo famiglie e imprese a esplorare nuove e più moderne soluzioni per la gestione dell'energia prodotta.

Per anni, lo scambio sul posto ha permesso di valorizzare l'energia immessa in rete, offrendo una compensazione economica che riduceva i costi in bolletta. Questo sistema, gestito dal Gestore Servizi Energetici (GSE), è stato un incentivo fondamentale per la diffusione del fotovoltaico, soprattutto per gli impianti senza sistemi di accumulo. Ora, con la sua fine, è indispensabile comprendere le alternative disponibili per continuare a massimizzare i benefici del proprio impianto.

Fine scambio sul posto: le date chiave da ricordare

La transizione verso la fine dello scambio sul posto è scandita da date precise, definite dalla normativa per garantire un passaggio graduale. È fondamentale per tutti i proprietari di impianti fotovoltaici, o per chi intende installarne uno, conoscere queste scadenze per pianificare al meglio le proprie scelte energetiche.

Data Evento Cosa significa
31 dicembre 2024 Inizio uscita graduale impianti esistenti Le convenzioni SSP con più di 15 anni iniziano il percorso di uscita dal servizio.
29 maggio 2025 Ultima data per attivare nuovi impianti in SSP Gli impianti che entrano in esercizio dopo questa data non possono più accedere allo scambio sul posto.
26 settembre 2025 Chiusura definitiva dello scambio sul posto Termine ultimo per presentare al GSE la richiesta di accesso al servizio, solo per impianti attivati entro il 29 maggio 2025.

Cosa cambia per impianti esistenti e nuovi?

Le conseguenze della fine dello scambio sul posto variano a seconda che l'impianto sia già in funzione o di nuova installazione. Per gli impianti esistenti, la convenzione di SSP rimane valida fino alla sua scadenza naturale, ma non potrà essere rinnovata se supera i 15 anni dalla prima sottoscrizione. Al termine, si passerà automaticamente al servizio di ritiro dedicato (RID), a meno di una diversa scelta da parte del produttore.

Per i nuovi impianti che sono entrati in esercizio dopo il 29 maggio 2025, lo scambio sul posto non è più un'opzione. I proprietari devono orientarsi verso una delle nuove alternative disponibili per valorizzare l'energia prodotta in eccesso.

Le 5 alternative allo scambio sul posto

Con la chiusura dello SSP si aprono nuove prospettive per la gestione dell'energia fotovoltaica. Le alternative principali sono cinque, ognuna con specifici vantaggi e adatta a diverse esigenze di consumo e produzione.

1. Ritiro dedicato (RID)

Il ritiro dedicato è la soluzione più diretta e semplice: consiste nella vendita al GSE dell'energia immessa in rete. Il GSE corrisponde un prezzo per ogni kWh, che può essere basato sul prezzo zonale orario o su un prezzo minimo garantito (PMG), fissato annualmente da ARERA. Il PMG attualmente in vigore è di circa 4,68 centesimi di euro/kWh. Sebbene sia una soluzione facile e senza costi iniziali, la remunerazione è generalmente inferiore rispetto al costo dell'energia prelevata dalla rete.

2. Autoconsumo diretto

L'autoconsumo è la strategia più conveniente in assoluto. Consumare l'energia nel momento stesso in cui viene prodotta dall'impianto fotovoltaico permette di massimizzare il risparmio in bolletta, evitando di prelevare energia dalla rete a un costo superiore. Questa soluzione è ideale per chi ha consumi energetici concentrati durante le ore diurne.

3. Comunità energetiche rinnovabili (CER)

Le CER rappresentano un modello innovativo e sostenibile di produzione e condivisione locale di energia. Entrando in una CER è possibile condividere l'energia prodotta con altri membri della comunità, ricevendo una tariffa incentivante per l'energia condivisa, che si attesta tra i 6 e i 12 centesimi di euro/kWh per 20 anni. Il decreto MASE del 16 maggio 2025 ha inoltre ampliato la platea dei beneficiari degli incentivi PNRR ai comuni con meno di 50.000 abitanti.

4. Sistemi di accumulo (batterie)

Installare un sistema di accumulo consente di immagazzinare l'energia prodotta e non immediatamente consumata, per utilizzarla quando l'impianto non produce (sera, notte, giornate nuvolose). Le batterie permettono di raggiungere un livello di autoconsumo fino all'80%, aumentando significativamente l'indipendenza energetica. L'investimento iniziale, che varia dai 3.000 ai 7.000 euro per un sistema domestico, è l'ostacolo principale, ma i prezzi sono in costante calo.

5. Contratti con operatori privati (PPA)

Un'ulteriore opzione è la stipula di un power purchase agreement (PPA) con un operatore energetico privato. Questi contratti permettono di vendere l'energia in eccesso a un prezzo concordato, che può essere fisso per un determinato periodo o variabile in base all'andamento del mercato. Questa soluzione offre flessibilità e può garantire una maggiore stabilità dei ricavi, ed è particolarmente indicata per aziende o impianti di grandi dimensioni.

Infografica di sintesi: le alternative a confronto

Per avere una visione d'insieme chiara e immediata, l'infografica seguente riassume e confronta le cinque principali alternative allo scambio sul posto, evidenziando per ciascuna i vantaggi, gli svantaggi e il profilo di utente ideale.

Infografica alternative scambio sul posto

Come scegliere la soluzione migliore?

La scelta dell'alternativa più adatta dipende da un'analisi attenta di diversi fattori. Non esiste una soluzione unica per tutti, ma una strategia ottimale basata sulle proprie abitudini di consumo, sulla potenza dell'impianto e sugli obiettivi di indipendenza energetica. Per orientarsi, è utile considerare:

  • Profilo di consumo: analizza quando consumi più energia. Se i tuoi consumi sono concentrati di giorno, l'autoconsumo diretto è la scelta vincente. Se invece consumi di più la sera, un sistema di accumulo diventa quasi indispensabile.
  • Dimensioni dell'impianto: un impianto sovradimensionato rispetto ai consumi può rendere più profittevole la vendita tramite PPA o l'adesione a una CER.
  • Budget di investimento: il ritiro dedicato non ha costi iniziali, mentre un sistema di accumulo richiede un investimento significativo. Le CER rappresentano una via di mezzo, con costi di adesione contenuti e incentivi a lungo termine.
  • Contesto abitativo: vivere in un condominio apre le porte all'autoconsumo collettivo, mentre la vicinanza ad altri produttori/consumatori è un requisito per le CER.
Alternativa Costo iniziale Remunerazione A chi conviene
Ritiro dedicato (RID) Nessuno ~4,68 cent/kWh (PMG vigente) Piccoli impianti senza batterie
Autoconsumo diretto Nessuno Risparmio fino a 0,25 €/kWh Chi consuma energia di giorno
Comunità energetica (CER) Contenuto 6–12 cent/kWh per 20 anni Gruppi connessi alla stessa cabina primaria
Sistema di accumulo 4.000–12.000 € Autoconsumo fino all'80% Chi vuole massima indipendenza energetica
Contratti privati (PPA) Variabile Prezzo negoziato (fisso o variabile) Aziende o impianti sovradimensionati

Data la complessità tecnica e normativa, il consiglio è di affidarsi a un installatore qualificato o a un consulente energetico per un'analisi personalizzata, che possa guidarti verso la scelta più efficiente e conveniente per il tuo caso specifico.

FAQ (domande frequenti)

Cosa succede al mio contratto di scambio sul posto attivo?
Il contratto rimane in vigore fino alla sua scadenza naturale. Non potrà tuttavia essere rinnovato per un periodo superiore a 15 anni dalla data di prima sottoscrizione.

Cos'è il ritiro dedicato e come si attiva?
Il ritiro dedicato è il meccanismo gestito dal GSE che consente di vendere l'energia in eccesso prodotta dal proprio impianto. Si attiva presentando apposita richiesta tramite l'area clienti del GSE. Non prevede costi iniziali ed è la soluzione di default per chi non aderisce a una CER né dispone di un sistema di accumulo.

Come si aderisce a una comunità energetica (CER)?
Per aderire è necessario che il proprio impianto sia connesso alla stessa cabina elettrica primaria degli altri membri. È inoltre richiesta la costituzione di un soggetto giuridico (es. associazione, cooperativa) che gestisca la CER e presenti la domanda di incentivo al GSE.

Qual è l'alternativa più conveniente per un piccolo impianto domestico?
Per un piccolo impianto, massimizzare l'autoconsumo diretto è la priorità. Se l'energia immessa in rete è minima, il ritiro dedicato rappresenta la soluzione più semplice e immediata per gestire l'eccedenza.

Conclusioni: il futuro è nell'autoconsumo

La fine dello scambio sul posto non è una penalizzazione, ma un'evoluzione del sistema energetico verso modelli più efficienti e decentralizzati. Il futuro è chiaramente orientato all'autoconsumo, sia esso individuale, collettivo o supportato da sistemi di accumulo. Le nuove alternative, in particolare le comunità energetiche rinnovabili, offrono opportunità significative non solo in termini economici, ma anche di sostenibilità e indipendenza energetica.

Il cambiamento richiede una maggiore consapevolezza e una pianificazione attenta, ma apre le porte a una gestione più intelligente e profittevole dell'energia solare. Se desideri scoprire quale soluzione è ideale per la tua casa o la tua attività, richiedi ora una consulenza energetica personalizzata per confrontare più preventivi in modo semplice e gratuito.


Riferimenti normativi

  1. ARERA, Deliberazione 4 marzo 2025, 78/2025/R/efr, "Disposizioni in relazione alla conclusione del regime di scambio sul posto".
  2. Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199, "Attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili".
  3. D.M. 457/2024 (30 dicembre 2024), decreto attuativo dell'art. 9 del D.Lgs. 199/21, in vigore dal 28 febbraio 2025.
  4. Decreto MASE 16 maggio 2025, modifica alla disciplina degli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili.

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