Consulenza legale per licenziamento: quando un licenziamento si definisce illegittimo ed è dunque possibile impugnarlo

14 Maggio 2018 - Redazione

Vota

Voto 5 su 2 voti

Richiedi Preventivi

Gratuitamente e in 1 solo minuto.

foto principale per articolo consulenza legale per licenziamento foto principale per articolo consulenza legale per licenziamento foto principale per articolo consulenza legale per licenziamento

Il licenziamento, vale a dire il recesso unilaterale del datore di lavoro dal rapporto di lavoro con il dipendente, è ritenuto valido e legittimo solo se vengono rispettati tassativi limiti e modalità, tant’è vero che si individuano diverse tipologie di licenziamento, che analizzeremo a breve, e che dipendono o dalla condotta del lavoratore (licenziamento disciplinare, per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo) oppure dalla situazione in cui versa l'azienda (licenziamento per giustificato motivo oggettivo).


Qualora il lavoratore subordinato si sia reso responsabile di atti o comportamenti tanto gravi da causare la compromissione della fiducia questo può rendere impossibile proseguire il rapporto lavorativo, per cui si perviene ad un licenziamento disciplinare, che a sua volta è distinguibile in: 1) licenziamento per giusta causa, che si dà ad esempio quando il lavoratore presti la propria opera per un soggetto terzo in pendenza di malattia, oppure quando sottragga beni aziendali, o quando utilizzi i permessi previsti dalla legge 104 per scopi diversi da quelli assistenziali, e non obbliga il datore di lavoro a dare preavviso al lavoratore né a versare l’indennità di mancato preavviso; 2) licenziamento per giustificato motivo soggettivo, che come il precedente discende sempre da un comportamento del lavoratore ma non così grave da determinare un licenziamento immediato (sussiste ad esempio nel caso in cui il lavoratore superi il periodo di comporto per malattia, o violi il codice disciplinare, o si allontani senza motivo dal luogo di lavoro), sottopone il datore di lavoro all’obbligo di un congruo preavviso o della corresponsione dell’indennità.


Il secondo tipo di licenziamento, vale a dire quello per giustificato motivo oggettivo, è invece adducibile all’azienda, e in particolare a ragioni produttive, riorganizzazione aziendale, o crisi finanziaria (ognuna delle quali può determinare la soppressione del posto di lavoro o la chiusura di una parte dell’attività), che devono sussistere nel momento in cui il lavoratore viene licenziato.


Ma come agire se si ritiene che il licenziamento sia illegittimo?
Bisogna avvalersi della consulenza di un avvocato del lavoro, che entro 60 giorni dalla comunicazione di licenziamento procede con l’impugnazione, che va eseguita per iscritto, ed entro 180 deposita il ricorso per l’impugnazione del licenziamento.


La riforma Fornero ha previsto un rito speciale breve per l’impugnazione del licenziamento: depositato il ricorso, infatti, entro 40 giorni le parti si trovano di fronte al Giudice per discutere la legittimità o meno del licenziamento, e la sentenza che ne esprime la decisione è immediatamente esecutiva.
D’altro canto proprio la Riforma Fornero ha modificato le questioni dei licenziamenti in primo luogo per quanto riguarda la forma (la comunicazione, fatta sempre per iscritto, deve contenere sempre l’indicazione specifica dei motivi che hanno determinato il recesso da parte del datore di lavoro) e poi per quanto concerne la procedura di conciliazione(richiesta solo nel caso di licenziamento intimato da una azienda che abbia più di 15 dipendenti in ciascuna sede, filiale, ufficio, oppure più di 5 dipendenti in caso di imprenditore agricolo e dovuto a ragioni legate all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento).


A questo punto, come abbiamo fatto parlando di Consulenza legale per assenteismo”, riteniamo interessante chiudere con una serie di quesiti in merito al licenziamento:


1.Ci sono dei casi in cui è vietato licenziare un lavoratore?
Sì, sussiste divieto in caso di:
  • matrimonio della lavoratrice, dal giorno della richiesta delle pubblicazioni fino ad un anno dopo la celebrazione del matrimonio (in questo periodo sono nulle anche le dimissioni della lavoratrice, a patto che non le confermi personalmente davanti la Direzione Provinciale del lavoro)
  • gravidanza, dal suo inizio e fino al compimento di un anno di età del bambino (e lo stesso vale anche in caso di richiesta di congedo di paternità e di congedo parentale)
  • infortunio malattia professionale per tutto il periodo previsto dalla legge o dai contratti collettivi
  • malattia generica, nel qual caso il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto per un periodo variabile in relazione all'anzianità di servizio e alla categoria di appartenenza
  • dirigenti sindacali candidati e membri di commissione interna per un anno dalla cessazione dell'incarico
  • lavoratori eletti a svolgere pubbliche funzioni
  • lavoratori che partecipano ad azioni di sciopero.


2.È possibile essere licenziati oralmente?
No, il recesso orale dal rapporto di lavoro è inefficace e, pertanto, esso prosegue di diritto, con obbligo per il datore di lavoro di corrispondere le retribuzioni per il periodo che va dal licenziamento fino all'effettiva riammissione del dipendente.


3.È possibile instaurare un procedimento giudiziario senza esperire la procedura di conciliazione?
No, si tratta di una procedura obbligatoria per poter poi procedere con la domanda giudiziale, tant’è che, se il ricorso viene proposto senza che sia stato esperito il tentativo, il giudice deve sospendere il processo e stabilire che non oltre i 60 giorni la conciliazione venga provata.


4.Quali sono le conseguenze nel momento in cui un licenziamento dovesse risultare illegittimo?
A seguito dell'impugnazione del licenziamento il giudice potrà dichiarare:
  • L'inefficacia del licenziamento, intimato senza forma scritta, senza indicazione dei motivi, etc.
  • La nullità del licenziamento allorché esso sia stato discriminatorio, cioè motivato dal credo politico, dalla fede, o dalla situazione di maternità della lavoratrice
  • L'annullamento dellicenziamento senza giusta causa o giustificato motivo.


Ci sarebbero tante altre domande in merito e allora noi vi invitiamo a contattare gratuitamente i nostri avvocati del lavoro: essi potranno delucidarvi in merito al vostro caso specifico, in particolare se ricorrano gli estremi per far dichiarare illegittimo il vostro licenziamento oppure cosa vi spetta nel caso in cui abbiate già ottenuto una sentenza di tal genere.
E non preoccupatevi se vivete in un paesino molto piccolo perché abbiamo organizzato i nostri partner per provincia, di modo che la ricerca risulti agevolata. E non preoccupatevi nemmeno per i costi, perché i legali che collaborano con noi sono ormai noti per praticare uno dei rapporti qualità/prezzo migliori del web!

Richiedi Preventivi

Gratuitamente e in 1 solo minuto.
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare l'esperienza dell'utente. Continuando la navigazione in questo sito acconsenti al loro utilizzo in accordo alla policy sui cookie.    Leggi Policy
Accetto