Calcolatore Imposta di Registro prima e seconda Casa (Gratis)
24 Marzo 2026 - Mirko Podda
L'imposta di registro è un tributo fondamentale nel sistema fiscale italiano, dovuto per la registrazione di specifici atti giuridici al fine di conferire loro data certa e validità legale.
Comprendere il suo funzionamento è essenziale per chiunque si appresti a stipulare un contratto di compravendita, di locazione o qualsiasi altro atto che richieda questa formalità. In questa guida vedremo nel dettaglio cos'è il presupposto dell'imposta, come si calcola e quali sono le modalità di versamento aggiornate al 2026.
- Indice contenuti
- Presupposto dell'imposta di registro: cosa significa?
- Atti soggetti a registrazione: termine fisso, caso d'uso e volontaria
- Come si calcola l'imposta di registro: fissa, minima e proporzionale
- CALCOLATORE IMPOSTA DI REGISTRO PER PRIMA E SECONDA CASA
- Modalità di pagamento: il modello F24
- L'imposta di registro nel contratto di vendita immobiliare
Il presupposto dell'imposta di registro è la richiesta di registrazione di un atto giuridico presso l'Agenzia delle Entrate. È questo atto formale che fa sorgere l'obbligo tributario.
La legge, in particolare il Testo Unico dell'Imposta di Registro (D.P.R. n. 131/1986), stabilisce quali atti debbano essere obbligatoriamente registrati e quali no, creando una distinzione fondamentale per il contribuente. L'imposta di registro è la somma versata dal contribuente in occasione di tale registrazione, e il suo importo varia in base alla tipologia e al valore dell'atto.
Atti soggetti a registrazione: termine fisso, caso d'uso e volontariaGli atti giuridici si classificano in tre categorie principali in base all'obbligo di registrazione:
- Atti soggetti a registrazione in termine fisso: rientrano in questa categoria la maggior parte degli atti con contenuto patrimoniale, come i contratti di locazione e affitto di beni immobili, le compravendite, la costituzione e le operazioni straordinarie di società. Per questi atti la legge impone termini perentori: 30 giorni per i contratti di locazione, 20 giorni per gli atti formati in Italia, 60 giorni per quelli formati all'estero.
- Atti soggetti a registrazione in caso d'uso: si tratta di atti — come le scritture private non autenticate che attestano cessioni di beni soggetti a IVA — che non devono essere registrati immediatamente. L'obbligo sorge solo nel momento in cui vengono depositati presso cancellerie giudiziarie o utilizzati in procedimenti amministrativi.
- Atti non soggetti a registrazione (o registrazione volontaria): esistono infine atti per i quali la legge non prevede alcun obbligo. Le parti possono comunque scegliere di registrarli volontariamente per attribuire loro data certa e opponibilità ai terzi.
L'importo dell'imposta di registro non è unico, ma varia in base alla natura e al valore dell'atto da registrare. Esistono diverse modalità di calcolo, riepilogate nella tabella seguente.
| Tipologia | Descrizione | Esempio di applicazione |
|---|---|---|
| Imposta fissa | Importo standard di 200 €, applicato a prescindere dal valore economico dell'atto. | Contratto preliminare di compravendita, atti societari, comodato d'uso. |
| Imposta proporzionale | Calcolata in percentuale sul valore dichiarato nell'atto (base imponibile). Le aliquote variano in base al tipo di atto e alla natura del bene. | Compravendita immobiliare (es. 9% per la seconda casa), contratti di locazione (2% del canone annuo). |
| Imposta minima | Importo minimo da versare anche quando il calcolo proporzionale dà un risultato inferiore. | Contratti di locazione con canoni molto bassi (minimo 67 €). |
Utilizza il calcolatore qui sotto per stimare le imposte da pagare sull'acquisto di un immobile residenziale in Italia. Inserisci i dati richiesti per ottenere una stima precisa dell'imposta di registro, dell'imposta ipotecaria e dell'imposta catastale.
Calcola le imposte sull'acquisto di un immobile residenziale (prima o seconda casa) da privato o da impresa.
Inserisci tutti i valori richiesti per procedere al calcolo.
Riepilogo imposte stimate
| Voce | Base imponibile | Aliquota / Importo | Importo dovuto |
|---|
Il calcolo è una stima indicativa basata sulla normativa vigente (D.P.R. 131/1986, Legge 604/1954, D.Lgs. 23/2011). Per un calcolo definitivo rivolgiti a un notaio o a un consulente fiscale.
Una delle novità più rilevanti degli ultimi anni riguarda le modalità di versamento. Mentre in passato si utilizzava il Modello F23, dal 1° settembre 2020 per la registrazione degli atti privati — inclusi contratti di locazione, preliminari di compravendita e comodati — il versamento dell'imposta di registro avviene tramite il Modello F24. Questo modello unificato consente di pagare diverse imposte e contributi in un'unica operazione, semplificando gli adempimenti per i contribuenti. Il Modello F23 rimane in uso soltanto per categorie residuali di versamenti, come i canoni per concessioni demaniali e alcune sanzioni.
L'imposta di registro nel contratto di vendita immobiliareNel caso di una compravendita immobiliare, l'atto deve essere redatto da un notaio. È quest'ultimo che, in qualità di pubblico ufficiale, ha l'obbligo di registrare il contratto e di versare le relative imposte — registro, ipotecaria e catastale — per conto del suo cliente, solitamente l'acquirente. Il notaio calcola l'importo dovuto e lo incassa insieme al proprio onorario, provvedendo poi al versamento all'Agenzia delle Entrate. Diversamente, per scritture private come un contratto preliminare di compravendita, sono le parti stesse a doversi occupare della registrazione e del pagamento tramite Modello F24.
Conoscere le regole sull'imposta di registro aiuta a evitare sanzioni e a pianificare correttamente i costi di un acquisto immobiliare o di qualsiasi altro atto soggetto a registrazione. Se hai dubbi sul calcolo o sulle modalità di versamento, il consiglio è sempre quello di rivolgerti a un commercialista o a un notaio di fiducia.