Separazione giudiziale: tutto quello che c'è da sapere sulla separazione giudiziale in termini di tempi, costi e ricorso

22 Novembre 2019 - Redazione

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Se marito e moglie hanno intenzione di separarsi ma non trovano un accordo consensuale devono intraprendere la strada della separazione giudiziale

L’amore è eterno finchè dura”. Questo il titolo di una pellicola di Carlo Verdone. Sempre più spesso, infatti, si assiste al fenomeno di coppie che non riescono più a vivere il loro matrimonio. Ecco quindi che si rende necessaria la scelta della separazione.

Questo tipo di istituto giuridico, come prevede la legge (codice 151 del Codice Civile e 706 e seguenti del Codice di procedura civile) si differenzia dalla separazione consensuale ed è necessario quando i due coniugi non riescono a trovare un accordo sulla loro separazione. La gestione di casi di questo tipo è molto complessa e spesso dolorosa per entrambi i coniugi. L’intervento di un giudice serve a tutelare le parti più deboli (anche eventualmente i figli del matrimonio) e a stabilire nuovi diritti e doveri.

Separazione giudiziale: che cos'è e in cosa consiste

Trattandosi di un tipo di separazione che ha alla base un mancato accordo tra le parti, è evidente come necessiti di un intervento esterno (di un legale e di un giudice) per dirimere le questioni. Tale intervento ha, inevitabilmente, costi e tempi più lunghi rispetto alla separazione consensuale.

La separazione giudiziale è un processo nel quale il giudice competente emette una sentenza di separazione. Questa sentenza definirà i nuovi diritti che i coniugi dovranno mantenere. La competenza del giudice è quella relativa al Tribunale della residenza della famiglia o del domicilio del coniuge che ha avviato la pratica.

Sono tanti e diversi i motivi che possono portare un coniuge a richiedere la separazione giudiziale e la giurisprudenza, data anche la delicatezza della materia, non specifica nel dettaglio quali sono. In passato era obbligatorio motivare la richiesta di separazione presentando delle “giuste cause”, come una colpa da parte dell’altro coniuge.

Oggi, con la riforma del Codice Civile (articolo 151), è possibile ottenere la separazione giudiziale anche quando si riscontra un’impossibilità nel proseguimento della vita coniugale o che si verifichino condizioni tali da nuocere seriamente alla crescita dei figli.

Tra le cause per le quali è possibile richiedere e ottenere la separazione giudiziale ci sono anche quelle che danno la possibilità di venire riconosciuto un addebito. Tale addebito viene riconosciuto in caso di tradimento, abbandono del tetto coniugale o mancata assistenza materiale, affettiva e morale. Tali elementi devono il più possibile essere motivati e suffragati da prove quando si avvia la pratica per la separazione.

Le responsabilità che si imputano all’altro coniuge devono essere anteriori alla data di presentazione della domanda di separazione, in quanto quelle successive non hanno valore legale. La richiesta di addebito comporta degli effetti sui diritti di mantenimento e su quelli di successione in caso di decesso dell’altro coniuge.

Come detto la separazione giudiziale è un processo che quindi può prevedere diverse udienze e ricorsi. È importante sottolineare come, fin dalla prima udienza, venga sciolta la comunione legale. La conseguenza è che i coniugi sono autorizzati a vivere separatamente. La separazione giudiziale, poi, ha come effetto la cessazione dell’obbligo di fedeltà e quello di assistenza morale e materiale.

La sentenza di separazione, inoltre, può prevedere che uno dei coniugi sia tenuto a versa un assegno di mantenimento all’altro coniuge. Inoltre nella sentenza vengono stabiliti una serie di provvedimenti (non solo di natura economica) che regolamentano il rapporto con i figli.

Separazione giudiziale: tempi

La pratica che porta alla separazione giudiziale non ha tempistiche definite, ma sicuramente non sono di quelle brevi. Bisogna considerare che, mediamente, servono almeno due anni. La durata del processo dipende da molti fattori, a partire dal carico di lavoro del Tribunale di competenza senza sottovalutare come, in fase di processo, si possa ricorrere ai diversi appelli e ricorsi che, inevitabilmente, fanno allungare tutto l’iter.

Nel caso in cui, dopo la separazione giudiziale, si volesse richiedere anche il divorzio, si ha un ulteriore prolungamento dei tempi. Per il divorzio bisogna attendere un anno dalla prima comparizione in tribunale, mentre sono bastano sei mesi in caso di separazione consensuale.

Documenti necessari per procedere alla separazione giudiziale

Il coniuge che formula la domanda di separazione giudiziale deve rivolgersi al proprio avvocato e fornirgli una serie di documenti necessari all’apertura della pratica. I documenti richiesti sono: lo Stato di famiglia, l’atto di matrimonio, il certificato di residenza e una copia delle ultime tre dichiarazioni dei redditi.

Avvocato per separazione giudiziale: tempi costi e modalità

Separazione giudiziale: costi

Anche per quel che riguarda i costi non ci sono tariffari definiti, ma dipende sia dall’onorario del proprio legale che dalla durata del processo (che, ovviamente, gli richiederà più lavoro). Mediamente per una separazione di questo tipo bisogna considerare di dover sostenere, almeno, un costo di 1500€ che può anche tranquillamente raddoppiare.

Ricorso per separazione giudiziale: fac-simile e a chi rivolgersi

Per preparare un fac-simile di ricorso per la separazione giudiziale è preferibile rivolgersi a un avvocato specializzato in queste cause. Il ricorso deve contenere i dati anagrafici del richiedente, i dai professionali dell’avvocato, i dati del matrimonio e le ragioni che portano il coniuge a richiedere la separazione.

Nel ricorso si possono inserire espressioni quali “Da diverso tempo i coniugi non hanno un’unione sentimentale e affettiva e, per incomprensioni e incompatibilità, la convivenza è divenuta insostenibile”. A questo punto bisogna aggiungere le responsabilità e i motivi utili al giudice per individuare le colpe dell’altro coniuge.

Il ricorso prosegue esplicitando la richiesta “Si chiede pertanto, stante quanto fino a questo momento esposto, che il Presidente del Tribunale fissi l’udienza per la comparizione dei coniugi ed emettere i provvedimenti di separazione”. Se necessario inserire anche i dati relativi al numero dei figli da affidare, la presenza di una casa coniugale e la richiesta dell’assegno di mantenimento (sia per i figli che per il coniuge).

In calce alla lettera inserire il luogo, la data e la firma, avendo premura di allegare tutti i documenti necessari e richiesti per questo tipo di pratica.

Per avere ulteriori informazioni in materia di separazione o necessitate di contattare un avvocato professionista, è possibile utilizzare il servizio di ricerca messo a disposizione da Quotalo. In questo modo potrete trovare i migliori professionisti del settore pronti a supportarvi in tutto l’iter della separazione.

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