Avvocato per risarcimento sangue infetto: tutto quello che c'è da sapere e come fare per richiedere una consulenza.
27 Febbraio 2026 - Redazione
Avvocato per risarcimento sangue infetto: tutto quello che occorre sapere
Le trasfusioni di sangue non sono totalmente prive da un fattore di rischio. Con il passare degli anni sono sempre di più le persone che hanno contratto virus, come ad esempio quello dell'HIV o dell'epatite C, a causa di una trasfusione di sangue. Ciò non significa che non ci si dovrebbe più sottoporre a questo trattamento: quel che si vuol sottolineare è che anche le trasfusioni di sangue comportano un'inevitabile percentuale di rischio per la salute.
Oggi il rischio è decisamente minore rispetto al passato; non a caso i risarcimenti che vengono attualmente erogati riguardano trasfusioni di sangue effettuate negli anni '90 o addirittura negli anni '80. Lo sviluppo della tecnologia permette oggi un controllo più meticoloso del sangue donato, ma il tema del risarcimento per le vittime di sangue infetto rimane di grande attualità giuridica.
- Indice dei contenuti
- Danni da sangue infetto: le ultime sentenze
- Trasfusione di sangue infetto: rischi, tempi e altre informazioni utili
- Come richiedere il risarcimento per danni da sangue infetto
- Indennizzo e risarcimento: le differenze
Danni da sangue infetto: le ultime sentenze
Nel corso degli anni la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata più volte in ordine alle problematiche che ruotano attorno ai danni da sangue infetto. Per quanto riguarda la prova della conoscenza dell'esistenza della malattia, spetta alla controparte — ovvero a chi ha effettuato l'erogazione del sangue — provare che la parte danneggiata conosceva, o avrebbe potuto conoscere, l'esistenza della malattia e la sua riconducibilità alla trasfusione. Questo è un punto cruciale per ottenere il risarcimento.
La Cassazione ha stabilito che le somme dell'indennizzo di cui alla legge n. 210 del 1992 possono essere scomputate dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno solamente se sia stato effettivamente versato, o determinato nel suo preciso ammontare, o se è determinabile in base a specifici dati. Sono soggette alla detrazione non solo le somme già percepite, ma anche quelle da percepire in futuro.
La giurisprudenza ha inoltre chiarito che l'indennizzo in favore dei congiunti del danneggiato deceduto a causa del contagio deve essere scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno parentale, spettando loro iure proprio e non iure successionis.
Trasfusione di sangue infetto: rischi, tempi e altre informazioni utili
Effettuare una trasfusione di sangue è un'operazione potenzialmente pericolosa, e lo sarebbe anche se il sangue venisse controllato più volte dai migliori specialisti. Esistono tantissime infezioni caratterizzate da un lungo periodo di incubazione, nel cui corso potrebbero risultare invisibili ai test condotti sul sangue.
Ciò significa che, al momento della trasfusione, il sangue potrebbe apparire come sano, tuttavia, con il passare dei mesi, potrebbe causare problemi a chi lo ha ricevuto a causa di virus dormienti. In questi casi, tutti coloro che risultano essere danneggiati dalla trasfusione di sangue sono tutelati dalla legge in virtù di un indennizzo statale che può essere accumulato anche al risarcimento del danno supplementare.
Come richiedere il risarcimento per danni da sangue infetto
Tutti coloro che subiscono un danno derivante dalla trasfusione di sangue infetto possono ottenere sia l'indennizzo previsto dalla legge n. 210 del 1992, sia un risarcimento del danno supplementare. Occorre tuttavia distinguere le due strade:
- Per ottenere l'indennizzo è necessario presentare formale richiesta al Ministero della Salute entro e non oltre 10 anni dal momento in cui l'infezione è stata accertata.
- Per ottenere il risarcimento è necessario convenire in giudizio il Ministero della Salute e chiedere dinanzi al giudice competente la condanna al risarcimento del danno extracontrattuale. In alternativa è possibile citare in giudizio la struttura sanitaria che ha effettuato la trasfusione, la quale risponderà a titolo di responsabilità contrattuale.
Indennizzo e risarcimento: le differenze
| Indennizzo (L. 210/1992) | Risarcimento del danno | |
| A chi si chiede | Ministero della Salute (via amministrativa) | Ministero della Salute o struttura sanitaria (via giudiziaria) |
| Termine | 10 anni dall'accertamento dell'infezione | 10 anni dalla conoscenza del danno (prescrizione ordinaria) |
| Cumulabilità | Sì, ma l'importo viene scomputato dal risarcimento | Sì, al netto dell'indennizzo già percepito |
| Avvocato necessario | Consigliato | Indispensabile |
Sia per ottenere il risarcimento sia per ottenere l'indennizzo, è fondamentale rivolgersi ad un avvocato esperto con cui concordare la strategia difensiva. Su Quotalo.it è possibile mettersi in contatto con l'avvocato più competente e vicino a sé e fissare un appuntamento per una consulenza dettagliata.
