Avvocato per ingiusta detenzione risarcimento: tutte le informazioni necessarie e come richiedere una consulenza

27 Novembre 2020 - Redazione

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Avvocato per ingiusta detenzione: per l’ingiusta detenzione, in carcere o ai domiciliari, è previsto un risarcimento. Ecco a quanto ammonta, a chi spetta e cosa c’è da sapere

Bisogna partire da una costatazione: ogni cosa umana, anche la giustizia, è fallibile. Capita spesso di sentir parlare di ingiusta detenzione o di conoscere casi di persone arrestate e incarcerate per reati che non hanno mai commesso.

L’ordinamento giuridico italiano prevede tre gradi di giudizio durante i quali le sentenze possono essere anche completamente ribaltate e, in caso di assoluzione che segue alla condanna, può verificarsi il caso di un’ingiusta detenzione. A fronte di una situazione di questo tipo è previsto un risarcimento per ingiusta condanna, un indennizzo per ripagare alla persona ingiustamente detenuta del danno arrecatogli. Una materia molto delicata che merita un attento approfondimento.

Ingiusta detenzione risarcimento: a chi spetta

Come indica il nome il risarcimento per ingiusta detenzione non riguarda le controversie di tipo economico, ma quelle che riguardano reati penali e che, quindi, comportano la reclusione. È un aspetto stabilito dalla stessa Costituzione che sancisce che lo Stato debba risarcire coloro che sono stati vittime di sentenze sbagliate che hanno portato a un’ingiusta reclusione.

Come riportato nell’apposita sezione del sito del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’ingiusta detenzione è una riparazione e quindi

non ha carattere risarcitorio ma di indennizzo e perciò viene determinata dal giudice in via equitativa”.

Il risarcimento per ingiusta condanna spetta alla persona che ha subito un periodo di custodia cautelare, sia esso in carcere o agli arresti domiciliari.

Questo provvedimento viene previsto per riparare a un errore giudiziario riconosciuto e per offrire all’innocente una riparazione equa di quanto ingiustamente subito. Va detto altresì che il risarcimento per ingiusta detenzione spetta a chi subito la reclusione senza che gli possano essere attribuite delle colpe gravi. Infine il risarcimento spetta anche a colui che ha ottenuto una restrizione della propria libertà che può essere considerata illegittima.

Ingiusta detenzione risarcimento: come si chiede

La richiesta può essere inoltrata dal soggetto coinvolto, ma anche dal coniuge e dei discendenti e ascendenti fino al primo grado che, per la legge, possono fare domanda in caso in cui chi ha subito l’ingiusta detenzione sia nel frattempo deceduto.

In quest’ultimo caso l’ammontare del risarcimento sarà di importo pari a quello che sarebbe stato riconosciuto al soggetto interessato e viene poi ripartito secondo le quote previste a tutti gli eredi. La domanda di risarcimento può essere presentata dai singoli soggetti interessati presso la cancelleria del tribunale di competenza o dall’avvocato incaricato che segue la pratica.

Ingiusta detenzione risarcimento: tempi

Per ottenere il risarcimento per ingiusta detenzione bisogna avviare la richiesta entro 2 anni dalla sentenza di proscioglimento è diventata irrevocabile. Questa domanda va inoltrata alla corte di appella del distretto in cui è stata pronunciata la sentenza. La corte analizza l’istanza e, tramite un’ordinanza, accoglie o rigetta la richiesta. Nel caso di rigetto si può fare appello alla Corte di Cassazione per proporre un ricorso.

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Risarcimento ingiusta detenzione: quali i termini

Come già anticipato la domanda per la richiesta del risarcimento per ingiusta detenzione deve essere presentata entro 2 anni da quando la sentenza è divenuta irrevocabile. Superati questi termini la richiesta cade in prescrizione.

Ingiusta detenzione risarcimento: può andare in prescrizione?

Si, la causa per il risarcimento dell’ingiusta detenzione può andare in prescrizione. È infatti fondamentale ricordare come il risarcimento non possa essere richiesto (e quindi ottenuto) in caso in cui il soggetto venga prosciolto per prescrizione. Vi deve essere infatti una sentenza che dichiara l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

Ingiusta detenzione: come si calcola il risarcimento

La legge prevede che il risarcimento per ingiusta detenzione non può superare i 516.456,90€. Tale importo è la somma dei 235.82€ giornalieri per sei anni, ovvero il tempo massimo cui può arrivare la custodia cautelare.

In base ai giorni di giusta detenzione si può effettuare il calcolo di quanto richiedere e ottenere. Questo è un calcolo indicativo; la corte che esamina la pratica può prendere in considerazione altri elementi e circostanze che possono stabilire un indennizzo (superiore o inferiore) rispetto a quello calcolato.

Infatti, come indicato chiaramente dalla Corte di Cassazione, nel risarcimento vanno considerati anche i danni biologici, quelli morali e quelli esistenziali.

Nei danni biologici rientrano quelli che hanno compromesso l’integrità psicofisica; nel secondo quelli relativi a turbamenti dello stato d’animo e gli ultimi quelli che hanno portato a un peggioramento della qualità della vita.

Il calcolo del risarcimento per l’ingiusta detenzione viene dimezzato nel caso in cui il soggetto fosse stato condannato agli arresti domiciliari.

Risarcimento ingiusta detenzione spese legali

Un recente pronunciamento della Corte di Cassazione (sezione IV Penale sentenza 55/2016) ha stabilito che le spese legali sostenute per la pratica per l’ottenimento del risarcimento per l’ingiusta detenzione vanno calcolate in base alla normativa vigente al momento della conclusione della controversia.

Avvocato ingiusta detenzione risarcimento: a chi rivolgersi

La materia del risarcimento per l’ingiusta detenzione è particolarmente complessa e difficoltosa da portare avanti, anche a fronte di un conclamato torto subito. Essa infatti fa riferimento a una disciplina penale che è sempre opportuno affrontare con l’ausilio di un avvocato penale professionista, specializzato e qualificato nel gestire queste pratiche.

Questo perché per la tutela dei propri diritti è assolutamente necessario rivolgersi a un avvocato che sappia come e quando muoversi. I casi di ingiusta detenzione sono purtroppo tanti e non tutti si concludono con il riconoscimento del risarcimento perché possono esserci cavilli o condizioni che portano all’annullamento della domanda di richiesta.

L’avvocato specializzato nelle pratiche di risarcimento di ingiusta detenzione deve essere un professionista anche per evitare di illudere la persona che ha davanti che ha già subito un enorme torto con annessi una serie di traumi e sofferenze. È quindi fondamentale molto tatto per analizzare le carte e verificare la presenza dei requisiti previsti dalla legge.

Grazie al sistema di ricerca di Quotalo è possibile trovare i migliori professionisti della zona ai quali richiedere una consulenza specializzata sulla materia e avviare l’iter di richiesta del risarcimento.

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