Divorzio consensuale: tutto quello che c'è da sapere sul divorzio consensuale

30 Marzo 2026 - Redazione

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Divorzio consensuale: guida alle procedure, tempi e costi medi indicativi

Il divorzio consensuale, o congiunto, è la procedura che permette a due coniugi di sciogliere il vincolo matrimoniale in modo più rapido ed economico rispetto a un divorzio giudiziale. Il presupposto fondamentale è l'accordo tra le parti su tutte le condizioni della separazione, come l'affidamento dei figli, l'assegno di mantenimento e l'assegnazione della casa coniugale.

Questa guida analizza le diverse procedure disponibili, i tempi necessari e i costi da sostenere.

 

Le 3 procedure per il divorzio consensuale: tabella comparativa

Quando i coniugi hanno già raggiunto un accordo su tutte le condizioni, possono scegliere tra tre diverse procedure per formalizzare il divorzio. La scelta dipende principalmente dalla presenza di figli minori o non autosufficienti e dalla volontà di essere assistiti da un avvocato.

Procedura Presenza avvocato Condizioni per l'accesso Sede
In Comune Non necessaria Solo in assenza di figli minori, maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, o economicamente non autosufficienti. Non deve contenere patti di trasferimento patrimoniale (es. passaggi di proprietà di immobili). Ufficio di Stato Civile del Comune di residenza di uno dei coniugi o del Comune di celebrazione del matrimonio.
Negoziazione assistita Obbligatoria (un avvocato per ogni coniuge) Sempre possibile, sia in assenza che in presenza di figli. L'accordo raggiunto viene poi sottoposto al Procuratore della Repubblica per il nulla osta o l'autorizzazione. Studi legali degli avvocati.
Ricorso in Tribunale Obbligatoria (basta un solo avvocato per entrambi i coniugi) Sempre possibile. È la procedura tradizionale, che si conclude con un'udienza davanti al Presidente del Tribunale e una sentenza. Tribunale competente per territorio.

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Tempistiche: la separazione prima del divorzio

Un punto fondamentale da comprendere è che il divorzio, anche se consensuale, non può essere richiesto immediatamente. La legge italiana prevede un periodo obbligatorio di separazione legale prima di poter sciogliere definitivamente il matrimonio. Questo periodo serve come un momento di riflessione per i coniugi.

La durata della separazione ininterrotta necessaria per poter chiedere il divorzio è di:

  • 6 mesi in caso di separazione consensuale (omologata dal Tribunale o conclusa tramite negoziazione assistita o in Comune).
  • 12 mesi in caso di separazione giudiziale (quando i coniugi non hanno trovato un accordo e si sono rivolti al Tribunale per una sentenza).

I termini decorrono dalla data dell'udienza presidenziale di separazione o dalla data certificata nell'accordo di negoziazione assistita o in Comune. Solo una volta trascorso questo periodo, i coniugi possono avviare una delle tre procedure di divorzio consensuale descritte in precedenza.

 

Costi delle diverse procedure: tabella riepilogativa

I costi da sostenere per un divorzio congiunto sono molto variabili, perché dipendono dalla procedura scelta. La soluzione più economica è quella in Comune, mentre la più costosa è la negoziazione assistita, che richiede obbligatoriamente la presenza di due avvocati.

Procedura Costo indicativo Note
In Comune ~ 30 - 50 € Corrisponde alla sola marca da bollo o ai diritti di segreteria. È la soluzione più economica in assoluto.
Ricorso in Tribunale 700 - 1.200 € + 43 € Il costo include la parcella dell'avvocato (che può essere unico per entrambi i coniugi) e il contributo unificato per l'iscrizione a ruolo.
Negoziazione assistita 1.200 - 1.800 € È la procedura più costosa perché la legge impone la presenza di un avvocato per ciascun coniuge, quindi le parcelle da pagare sono due.
 

Documenti necessari per avviare la pratica

Indipendentemente dalla procedura scelta, per avviare la pratica di divorzio è necessario raccogliere una serie di documenti fondamentali. Avere tutto in ordine fin da subito permette di accelerare i tempi ed evitare ritardi. La lista include generalmente:

  • Estratto per sunto dell'atto di matrimonio (da richiedere nel Comune di celebrazione del matrimonio).
  • Certificato di stato di famiglia e di residenza di entrambi i coniugi (possono essere anche autocertificati).
  • Copia autentica del verbale di separazione consensuale con decreto di omologa, o della sentenza di separazione giudiziale.
  • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di entrambi i coniugi (necessarie per le valutazioni economiche).
  • Copia di un documento d'identità e del codice fiscale di entrambi i coniugi.

Anche se il divorzio è consensuale, la burocrazia può essere complessa. L'assistenza di un avvocato divorzista è sempre consigliata per garantire che la procedura si svolga senza intoppi e nel pieno rispetto dei diritti di entrambe le parti, specialmente in presenza di figli. Su Quotalo è possibile trovare professionisti esperti in diritto di famiglia a cui richiedere una consulenza.

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