Nel 1883 l’avvocato cavalier Giovanni Falusi redasse testamento devolvendo parte del suo cospicuo patrimonio ad un Ricovero di mendicità, che fu poi ad esso intitolato.
Attualmente l'Istituto Falusi è amministrato da un Consiglio di amministrazione; utilizza risorse che provengono dalla retta di ospitalità e da entrate di natura diversa, comprese quelle da rendita patrimoniale. La retta onnicomprensiva si compone di una quota sanitaria, pagata dalla Regione Toscana tramite la Az. Usl n. 9 di Grosseto e da una quota sociale, a carico del soggetto o della famiglia impegnata al pagamento secondo le norme del codice civile. Se il soggetto e la famiglia non hanno reddito sufficiente per pagare la quota sociale, interviene il comune di residenza originaria del soggetto, con una integrazione sociale pagata direttamente all' Istituto.