Con il termine “servizi socio-sanitari” si indica quindi un’area nella quale convivono servizi medico-sanitari con altri a carattere sociale, in quanto destinati a supportare persone con problemi di emarginazione o disabilità che condizionano lo stato di salute. In particolare, le prestazioni socio-sanitarie si suddividono in tre tipologie: prestazioni sanitarie a rilevanza sociale erogate dalla ASL, finalizzate "alla promozione della salute, alla prevenzione, individuazione, rimozione e contenimento di esiti degenerativi o invalidanti di patologie congenite o acquisite”; prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, di competenza dei Comuni, che hanno l'obiettivo di supportare le persone in stato di bisogno e con problemi di disabilità o di emarginazione e si esplicano attraverso interventi di sostegno economico, di aiuto domestico e di ospitalità alberghiera; prestazioni sociosanitarie a elevata integrazione sanitaria, “caratterizzate da particolare rilevanza terapeutica. Esse riguardano prevalentemente le seguenti aree: materno-infantile, anziani, handicap, patologie psichiatriche, per infezioni da HIV, dipendenze da droga, alcool e farmaci, patologie in fase terminale e disabilità, conseguenti a patologie cronico-degenerative”. Tali prestazioni sono assicurate dalle ASL. Le caratteristiche strutturali dell’area L’offerta di servizi socio-sanitari avviene nell’ambito di varie tipologie di strutture pubbliche o private: aziende sanitarie locali (ASL); aziende ospedaliere; ospedali privati; case di cura; strutture sanitarie non ospedaliere, che si distinguono in: ambulatori e laboratori (strutture che effettuano analisi cliniche, di laboratorio e di diagnostica); strutture residenziali (sanitarie assistenziali, case protette e così via); strutture semi-residenziali (centri diurni psichiatrici e in generale strutture che svolgono attività di tipo semiresidenziale); altri tipi di strutture territoriali (centri dialisi ad assistenza limitata, stabilimenti idrotermali, centri di salute mentale, consultori materno-infantili, centri distrettuali e così via); istituzioni pubbliche e private del settore (Assessorati regionali, Agenzie Regionali e Ministero della Salute, imprese farmaceutiche, imprese di servizi o fornitrici delle ASL, società di consulenza, centri di ricerca universitari e non).