Residenze assistite: gli aspetti positivi del ricovero dell’anziano

31 Marzo 2017 - Redazione

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Foto articoli residenze assistite Foto articoli residenze assistite Foto articoli residenze assistite Talvolta, nonostante l’impegno, la dedizione e l’amore, i figli sono costretti ad abdicare al loro ruolo di caregiver familiari, a causa di impegni e obblighi quotidiani inderogabili e inconciliabili: è questo il momento in cui si vedono costretti a ricorrere alle residenze assistite. 


Pur trattandosi di un’esperienza che può generare sentimenti di colpa, proprio per la sensazione di “aver abbandonato il proprio congiunto”, la soluzione della RSA può rivelarsi salvifica, dal momento che il ricovero presso queste strutture si arricchisce di una serie di valenze positive, talvolta inaspettate, o comunque sottovalutate.

In primo luogo entrare in una residenza assistita consente di preservare l’indipendenza dell’anziano, dal momento che per ogni ospite sono previsti spazi privati: ad esempio, negli appartamenti protetti, le persone parzialmente autosufficienti mantengono la loro privacy, giacché le stanze possono essere arredate con oggetti personali ed è possibile chiudere le porte a chiave.

In secondo luogo, la residenza assistita per anziani garantisce a questi ultimi di godere di una serenità e una protezione di cui non potrebbero più giovarsi qualora restassero nel proprio ambiente domestico, perché essere limitatamente autonomi significa anche essere esposti ai pericoli che una casa può rappresentare (si pensi che larga parte delle cadute, che nei vecchi spesso porta a conseguenze serie, come rottura di femore e anca, accadono proprio nello spazio casalingo). Questo perché le RSA funzionano grazie ad uno staff di professionisti presente 24 ore al giorno

Altro grosso vantaggio delle residenze per anziani consiste nella condivisione, non solo, come accennato, con le persone che vi sono impiegate, ma soprattutto con gli altri residenti, il che impedisce il vissuto di isolamento tipico di tanti anziani ce continuano a vivere in solitudine.
E non si tratta solo di una condivisione “fisica”, ma anche e soprattutto emotiva e intellettiva. E questo rappresenta il focus della positività di una soluzione che preveda il ricovero dell’anziano, dal momento che questa implica un coinvolgimento in una serie di attività settimanali (esercizio fisico, giochi da tavolo come le carte o il bingo, letture di gruppo ed enigmistica, arteterapia e pet therapy), che mai potrebbero essere sperimentate dalla persona nel caso in cui rimanesse nel proprio ambiente quotidiano (e, a dire il vero, nemmeno se i figli decidessero di rivestire il ruolo di caregiver unico). Non a caso, sempre più studi dimostrano che l’attività fisica e mentale rende le persone più felici, sane e longeve (a patto, chiaramente, che questi impegni si sposino coi propri gusti e desideri).

Se proprio le attività di ricreazione e formazione sono la cosa che maggiormente vi interessa, sottolineatelo quando compilerete il modulo di contatto che vi mettiamo a disposizione. 
Siamo un portale italiano che permette alla domanda e all’offerta di incontrarsi in modo agevole e veloce, e anche ai migliori prezzi di mercato (abbastanza contenuti da essere concorrenziali, e consentire ad un’ampia fascia di popolazione di accedere a servizi altrimenti proibitivi, ma non così bassi da minare la qualità delle prestazioni fornite). 
Il form rappresenta uno strumento che vi consentirà di approfondire ulteriormente la conoscenza delle strutture per anziani che avete individuato nella vostra zona, e grazie al quale potrete effettuare una scelta ancora più consapevole e mirata: se ad esempio sapete che una delle passioni di vostra madre, in gioventù, è stato il ballo, chiedete esplicitamente alle case di riposo che contattate di chiarirvi se prevedono, nell’organizzazione settimanale, anche attività corporee e musicali. 

A proposito di attività, nella città di Seattle è stato realizzato un progetto che ha visto l’inserimento di una scuola materna all’interno di una casa di riposo per anziani, catturando la complessità delle interazioni tra vecchi e bambini, ed evidenziano come i primi all’arrivo dei secondi apparissero più vitali ed energici, e come i bambini sviluppassero una maggiore sensibilità verso le persone con disabilità o patologie specifiche. 

Da non sottovalutare, inoltre, che le RSA consentono di controllare e seguire l’alimentazione dell’anziano molto più agevolmente di quanto accadrebbe se fosse la persona stessa ad occuparsi della sua dieta (non rari i casi di vecchi che deperiscono pericolosamente se lasciati in casa da soli), e di occuparsi delle incombenze quotidiane sena che queste pesino sull’anziano stesso o sul caregiver.

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