Quanto costa e come scegliere un videocitofono

07 Settembre 2017 - Redazione

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Foto articolo quanto costa un videocitofono Foto articolo quanto costa un videocitofono Foto articolo quanto costa un videocitofono Perché valutare di installare un videocitofono? Perché se siete di quelli che, quando suonano al citofono, aprite pure se le interferenze o i rumori della strada non vi permettono di capire chi sia, e addirittura vi arrischiate a spalancare la porta di casa senza nemmeno dare un’occhiata dallo spioncino, rischiate abbastanza, dato i tempi che corrono: meglio essere prudenti, e cercare di capire quali siano le caratteristiche di questo strumento, in particolare del videocitofono wireless (senza fili), quanto costa montare un videocitofono, e quali sono le eventuali richieste da avanzare nel momento in cui si voglia proporre la realizzazione di un impianto condominiale.

Perché in effetti, col passare del tempo e il progredire della tecnologia, anche i prezzi sono diventati più accessibili rispetto al passato, e quindi anche un condominio può avvalersi della sicurezza e tranquillità che questi dispositivi, che mettono in comunicazione interno ed esterno non solo tramite audio ma anche per mezzo di una telecamera.

Immagine di un videocitofono


Quanto costa montare un videocitofono

Temete che, per montare un sistema di videocitofono, siano richiesti ingenti lavori in muratura? Nient’affatto, se si opta per videocitofoni wireless (senza fili), che non necessitano di canaline, buchi, passafili, etc., ma solo, per l’appunto, della presenza (o realizzazione) di una rete WiFi.

E che, proprio per questo, sono:

  • “universali”: possono essere utilizzati anche in edifici d’epoca
  • economici e rapidi nell’installazione, non richiedendo l’intervento del muratore
  • “green”, potendosi alimentare anche tramite pannello fotovoltaico e batteria.


Se non temete questo, forse a spaventarvi sono i costi per l’installazione di un videocitofono? In realtà, nemmeno questo dovrebbe preoccuparvi più di tanto, giacché come per i sistemi di allarme, anche per i videocitofoni, è prevista una detrazione del 50%. Vi spieghiamo in parole semplici cosa questo comporta: ipotizziamo che la spesa sostenuta per il montaggio del videocitofono ammonti a 400 euro, la metà, quindi 200 euro, vi verranno restituiti in 10 anni. Non che qualcuno vi dia materialmente i soldi: la detrazione consiste in una sottrazione delle tasse che dovete allo Stato… in definitiva, si procede per compensazione.

E non si tratta dell’unico vantaggio, dal momento che l’aliquota sulle spese di installazione (manodopera) sarà conteggiata al 10%, e non al 22% (come accadrà, invece, per l’acquisto del prodotto).


Come scegliere un videocitofono

Esigenze diverse apparecchi diversi, per cui sarà necessario valutare, all’atto della scelta, diversi aspetti:
  • il numero di pulsanti sulla pulsantiera esterna: poiché ad ogni tasto corrisponde un appartamento, se si tratta di una bifamigliare bisognerà optare per un videocitofono con pulsantiera a due tasti
  • il numero di postazioni di risposta per ogni unità abitativa: in questo caso la scelta varierà tra un unico monitor interno, oppure per un monitor in ogni stanza, che potranno a loro volta essere o meno comunicanti
  • il cablaggio: qualora presente un impianto precedente, i fili, se in buona condizione, potranno essere adoperati per la trasmissione audio, con l’aggiunta di altri due fili per quella video; in caso contrario andrà scelto un videocitofono a “4 fili”, oppure un apparecchio con cavo coassiale
  • il tipo di blocco esterno: “ad appoggio”, cioè attaccato alla parete, oppure “ad incasso”
  • il tipo di alimentazione: tramite normale presa elettrica o tramite alimentatore su barra DIN
  • il tipo di serratura del cancello: nel caso in cui il cancello disponga solo di un’apertura “manuale” bisognerà predisporne una elettrica
  • la possibilità di inserire dei pulsanti aggiuntivi che, oltre ad aprire il cancello esterno, consentono di accendere la luci esterne, accendere le luci delle scale, etc.
  • resistenza a tassi di umidità compresi tra 10 e 90 per cento
  • consumo massimo di 10 Watt.


Ma tra le caratteristiche a cui guardare quando si tratta di installare un sistema condominiale di videocitofoni figurano anche:
  • facilità di montaggio
  • risoluzione dello schermo di almeno 350 righe TV
  • nitidezza dell’immagine e stabilità del collegamento audio (entrambe da controllare al momento dell’acquisto)
  • corretto funzionamento di: tasti, monitor, microfoni, luci esterne, isolamento, dell'indicatore di accensione (tutti da sottoporre a verifica)
  • comodità di utilizzo della componente esterna anche al buio, di notte e con condizioni atmosferiche avverse (pioggia, neve,..)
  • temperatura di funzionamento della cassetta esterna compreso tra i meno 30° e i più 50 gradi, e di quella interna tra i meno 5 e i più 40
  • resistenza a tassi di umidità compresi tra 10 e 90 per cento
  • consumo massimo di 10 Watt.


Con monitor LCD più o meno grande, o con display TFT, con telecamera ad alta risoluzione (con tecnologia CCD) o con camera a bassa risoluzione (CIMOS), con o senza led ad infrarossi per la visione notturna, con o senza retroilluminazione, con “cornetta” o con vivavoce, con pulsantiera o con touch screen, molte sono le tipologie di videocitofoni che possono essere scelte. Se hai bisogno di più informazioni richiedici un preventivo, aziende specializzate sono pronte a darti una mano.

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