Ascensori interni: quanto costa farli montare?

11 Dicembre 2017 - Redazione

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foto principale per articolo ascensore interno foto principale per articolo ascensore interno foto principale per articolo ascensore interno Prima di analizzare i costi degli ascensori interni è necessaria una distinzione, che è possibile cogliere al meglio dando un’occhiata alle immagini qui sotto:

foto ascensore esterno
Figura 1: ascensore esterno

foto ascensore interno
Figura 2: ascensore interno

foto ascensore domestico
Figura 3: ascensore domestico

Degli ascensori esterni (foto 1) parleremo più diffusamente nell’articolo Prezzo di una piattaforma elevatrice, mentre adesso ci concentreremo sulle altre due tipologie.

L’ascensore interno condominiale
La seconda immagine rappresenta una tipologia abbastanza nota e consueta: l’ascensore condominiale interno allo spazio destinato all’accesso della rampa scale. Quanto costa questo tipo di ascensore interno, sia in termini di installazione che di manutenzione?

Il prezzo dell’ascensore condominiale interno dipende dai materiali con cui è costruito e dalle personalizzazioni (allarme, sintetizzatore vocale, impianto di climatizzazione): in genere il range va dai 10mila ai 15mila euro, laddove è piuttosto intuitivo che risulterà più economico un ascensore che serve solo il piano terra e il 1° piano (quindi con due fermate) rispetto a uno che deve arrivare fino al 5° piano (effettuando sei stop).

Ma la differenza maggiore la fanno i lavori da effettuare nel condominio: quanto più incisivamente sarà necessario intervenire con opere murarie, tanto più i costi lieviteranno, arrivando anche a 30-35mila euro.

Tuttavia il discorso sugli ascensori che un condominio può installare all’interno del vano scale non si esaurisce solo trattando i costi, dal momento che bisogna tenere in considerazione:

  • le norme che affrontano la questione
  • la ripartizione delle spese
  • le caratteristiche tecniche.


Procediamo col primo punto: la legge n. 13 del 1989 stabilisce che l’ascensore è obbligatorio in condomini di nuova costruzione con più di tre livelli fuori terra, mentre per gli edifici già esistenti non sussiste obbligo, se non in caso di una ristrutturazione completa.

Per installare un ascensore interno è necessario prima che in sede di votazione condominiale sia raggiunta la maggioranza degli intervenuti e almeno i due terzi del valore del condominio, oppure la metà nel caso in cui l’installazione sia finalizzata ad eliminare le barriere architettoniche: a tal proposito il disabile potrebbe anche decidere per l’installazione a proprie spese qualora l’assemblea si rifiutasse di deliberare.

In merito al secondo punto, è necessario distinguere fra spese di installazione e spese di manutenzione e sostituzione: le prime competono in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno dei condomini, mentre quelle di manutenzione sono ripartite tra i condomini per metà in base al valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà a seconda del piano su cui è collocata l’abitazione (che teoricamente usufruiranno maggiormente dell’impianto rispetto ai piani bassi, con anche una maggiore usura).

Rispetto alle caratteristiche tecniche, sussistono delle leggere differenze:

Condomini di nuova costruzione Condomini preesistenti
dimensioni minime per la cabina: 1,30 m di profondità e 0,95 m di larghezza dimensioni minime per la cabina: 1,20 m di profondità e 0,80 m di larghezza
dotazione di una porta con luce netta minima di 0,80 m posta sul lato corto dotazione di una porta con luce netta minima di 0,75 m posta sul lato corto
dimensioni minime per la piattaforma di distribuzione anteriore alla porta della cabina: 1,50 x 1,50 m dimensioni minime per la piattaforma di distribuzione anteriore alla porta della cabina: 1,40 x 1,40 m


(a proposito delle porte di cabina e di piano esse devono funzionare automaticamente, con un tempo di apertura di 8 secondi e uno di chiusura non inferiore a 4).

L’ascensore interno all’abitazione, o ascensore domestico
Ci soffermiamo adesso sull’ultima fotografia proposta, e cioè sugli ascensori interni alle abitazioni, anche definiti ascensori domestici, che possono risultare molto utili quando rampe di scale e garage riducono drasticamente il comfort abitativo.

Si tratta di impianti per la facilitazione della mobilitazione in ambito casalingo che presentano diversi vantaggi, potendosi personalizzare in base alle esigenze più disparate, essendo facilmente installabili e quindi caratterizzati da un ridotto costo di manutenzione e montaggio, e in più potendo in taluni casi assolvere anche la funzione di piccolo montacarichi o di ascensore esterno (qualora resistenti agli agenti atmosferici).

Quanto costano gli ascensori domestici?
Stabilire un prezzo non è affatto semplice, perché anche in questo caso il valore dipende dai materiali di costruzione, dagli spazi che si hanno a disposizione per l’installazione, dal fatto che si tratti di tipologie multifunzione (che, come detto, sono collocabili anche in esterno): tuttavia, anche in merito ai prezzi degli ascensori interni ad un appartamento, la spesa necessaria parte da 16mila euro, ma varia fortemente, oltre che per quanto detto, anche in ragione del fornitore, delle modalità di installazione, della capacità di carico e delle distanze che devono essere coperte.

Pensate che il prezzo sia eccessivo?
Sappiate che esistono delle agevolazioni per l’installazione di un ascensore in casa: essendo però le norme in continuo cambiamento è consigliabile informarsi in maniera specifica presso gli uffici comunali: ad esempio, fino al 31 dicembre dello scorso anno (2016) in caso di ristrutturazioni abitative o di abbattimento delle barriere architettoniche si poteva godere di una detrazione IRPEF fino al 50% (ed è interessante notare come non fosse necessario avere la residenza nell’immobile in cui veniva montato l’impianto, per cui poteva usufruirne anche chi occupava l’immobile a titolo di locazione o un familiare convivente).

Per ottenere le agevolazioni per l’acquisto dell’ascensore domestico (che si applicano totalmente nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si è provveduto al pagamento) bisogna:

  • effettuare il pagamento tramite bonifico bancario
  • conservare tutte le ricevute relative al pagamento
  • inserire il codice fiscale del beneficiario che dovrà usufruire della detrazione (deve essere anche l’intestatario delle fatture)
  • indicare i dati relativi all’azienda che ha provveduto alla vendita e al montaggio del mini-ascensore.


A quanto ammonta il contributo in soldoni?
Fino a 2.582,28 euro l’agevolazione sarà pari alle spese effettivamente sostenute; l’eccedenza di questa cifra godrà di un ulteriore contributo pari al 25%; e se i costi dovessero superare i 12.911,42 spetterà un ulteriore 5%.

Ad ogni modo, è bene che qualora si decida di provvedere ad un ascensore interno ci si faccia realizzare un preventivo da più ditte per poi scegliere quella migliore nel rapporto qualità/prezzo: questo sia quando ci si voglia agevolare nella vita domestica sia quando si parli dell’installazione in una cassa scale condominiale (quando anzi si suggerisce di organizzare anche più riunioni prima di prendere una decisione definitiva).

E se non sapete a quali professionisti affidarvi vi basta adoperare le funzionalità di Quotalo, il portale che raccoglie aziende e singoli esperti in giro per la penisola: sarà sufficiente inserire alcuni indicatori nel form ad hoc (località, tipo di ascensore, numero di fermate, età dell’edificio, spazio domestico disponibile, ecc.) di modo da ottenere immediatamente una previsione di spesa gratuita.

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