Come, quando e perchè potare l'olivo: i modi per non commettere errori

16 Novembre 2017 - Redazione

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foto principale articolo potatura olivo foto principale articolo potatura olivo foto principale articolo potatura olivo Verdi, nere, dalla forma allungata o tondeggiante, e dai nomi accattivanti - Ascolana tenera, Bella di Cerignola, Carolea, Cassanese, Chalkidiki-: i tipi di olive esistenti sono davvero tanti e, a seconda delle caratteristiche, sono più adatti alla tavola (e in relazione al sapore dolce, salato, o amaro più indicati per alcune preparazioni che per altre) o alla spremitura… così come diverse sono le piante da cui derivano e differente è la cura che richiedono: vediamo allora come potare l’ulivo (e in particolare se esistono tecniche esclusive per la potatura dell’olivo ornamentale) e quando si potano gli ulivi (se esiste nello specifico un periodo più adatto alla potatura).

foto della potatura dell'olivo

Come potare l'ulivo

Nell’olivo i rami presenti nella parte prossimale (più vicina) crescono e si sviluppano maggiormente rispetto a quelli distali (più lontani) rispetto al ramo: lasciato crescere in modo naturale, esso assume una forma globo-cespuglioso, in cui i frutti si concentrano verso la parte esterna della chioma, mentre all’interno si assiste ad una progressiva perdita di foglie. Quando invece interviene la mano dell’uomo, che tende ad assicurarsi la massima produttività della pianta, la forma a cespuglio scompare, in favore di altre caratterizzate da chiome ben aperte e correttamente arieggiate.

Indipendentemente dalla forma e dal sistema di allevamento adottato, la dell'olivo rispettare il naturale comportamento vegetativo della pianta: questa almeno la filosofia di fondo delle tecniche di potatura dell'ulivo più recenti, che privilegiano adeguata spaziature tra una pianta e l’altra (non inferiore ai 4 metri) e forme di allevamento espanse. In particolare, l’allevamento a “vaso policonico semplificato” (che sostituisce il tradizionale “vaso dicotomico”), riconosciuto più appropriato per la pianta e più efficiente dal punto di vista produttivo: questo nuovo approccio consente strategie a basso fabbisogno di manodopera ed evita potature troppo severe.

Nell’immagine di apertura si apprezza proprio un olivo allevato a “vaso policonico semplificato”, potato da terra con attrezzatura telescopica, non solo più adatta alla pianta, come detto, ma anche più sicura per l’uomo, dal momento che riduce il pericolo insito nel posizionamento e nell’utilizzazione delle scale.

La parte più complessa nel potare un olivo da terra è rappresentata dal posizionamento dell’organo tagliente: conseguentemente le operazioni di ordinaria manutenzione tendono a diventare sempre più semplici e, consistendo, in sequenza prioritaria, nel controllo dei succhioni, proseguendo con la selezione delle cime e il diradamento della vegetazione secondaria. Il tutto per un tempo di massimo 10 minuti per pianta.

Questa modalità di potatura dell’olivo consente in aggiunta di evitare alcuni errori, piuttosto consueti, come:

  • l’incuria: anche in caso di oliveti adeguatamente spaziati ed impostati, durante i primi 2-3 anni di vita della pianta si limitano gli interventi alla solo eliminazione dei polloni: questo però favorisce la vegetazione di vertice a danno di quella inclinata, mentre sarebbe meglio, sia in termini di intensità che di velocità di crescita, realizzare degli assidui, rapidi interventi per confermare la direzione di crescita che si desidera conferire all’albero;
  • l’acefalia, visibile nella foto seguente, che consiste in un intervento di taglio che sopprime la porzione superiore di chioma per favorire quella inferiore: in questo caso il rapporto chioma/radici risulta fortemente alterato, a discapito sia dell’attività produttiva della pianta che dei costi di potatura degli olivi, che si incrementano notevolmente, dal momento che si interviene su una pianta squilibrata (effetti ancora peggiori si registrano quando questa pratica viene realizzata su piante monumentali, nelle quali si determinano anche alterazioni sanitarie per via del fatto che una porzione di tronco è esposta ad un rapido deperimento). L’allevamento a “vaso policonico semplificato” equilibra l’intervento tra parte vegetativa e produttiva della cima, incrementando la produzione e resa di raccolta, ma evitando l’eccessiva proliferazione di polloni e succhioni.


E parliamo proprio di questi ultimi due, dal momento che sono stati più volte citati:
  • i succhioni nascono dalle gemmi latenti che si trovano lungo le branche o sul tronco, nelle posizioni medio-alte della chioma: sono rami piuttosto vigorosi e sempre sterili
  • i polloni si sviluppano dal tronco o dalla ceppaia della pianta: sono rami di solito sterili, ma possono anche fiorire e fruttificare l’anno seguente alla loro formazione


In generale, l’eccessiva presenza sia degli uni che degli altri è indice di cattiva salute della pianta, che soffre di uno squilibrio vegeto-produttivo: la notevole presenza di succhioni, ad esempio, è legata a potature dell’ulivo drastiche e a eccessivo apporto di concime o a irrigazioni troppo abbondanti.

foto albero dell'olivo

Potatura dell’olivo: un po’di domande dirette inerenti il periodo della potatura e le modalità da adottare

Perché potare un ulivo? Molte sono le motivazioni:
  • rinnovare i rami produttivi, ed eliminare quelli secchi e danneggiati: di norma, la fruttificazione si ha sui rametti dell’anno, meno frequentemente su quelli di due anni, mai su quelli che superano i due anni
  • migliorare la penetrazione di luce e aria nella chioma
  • rendere la pianta più resistente agli attacchi dei parassiti
  • sostenere la crescita vegetativa e al contempo mantenere costante la produttività, riducendo l’alternanza di produzione.


Quando si potano gli ulivi?

Di norma tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quindi, tra marzo e maggio, a meno che non ci si trovi in zone soggette a forti sbalzi di temperatura, dove è consigliabile posticipare il periodo di potatura dell’ulivo per evitare i rischi di gelate tardive.


Come si potano gli ulivi?

Dopo aver scelto i nuovi getti da mantenere e i rami da eliminare perché improduttivi, il taglio andrà praticato con attrezzi idonei, perfettamente puliti, disinfettati e affilati, ed effettuato in maniera decisa, netta, evitando di sfilacciare la corteccia e facendo in modo che la superficie di taglio sia inclinata verso il basso e l’esterno (cosicché l’acqua piovana dreni meglio e si riduca il rischio di attacchi fungini e carie del legno).Inoltre, le piante di ulivo vanno potate partendo dai rami più grossi e vigorosi, e procedendo dall’alto della chioma verso il basso, cercando sempre di equilibrare la chioma.


Potatura dell’olivo ornamentale

Ci chiedevamo in apertura se esistono delle tecniche di potatura specifiche per gli olivi ornamentali: la risposta risiede tutta nella destinazione delle piante in esame, che può essere produttivo od ornamentale. Nel primo caso l'albero deve produrre frutti a costi sostenibili mentre, nel secondo caso, deve soddisfare gli aspetti paesaggistici, e da ciò derivano differenti pratiche di gestione.

Tuttavia, ancora una volta, il vaso policonico, si presenta come una metodica adatta sia ad esaltare la produzione riducendo i costi di potatura dell’ulivo e raccolta dei frutti, sia a preservare ed esaltare l’aspetto monumentale ed estetico degli alberi.

La potatura ideale per l’olivo dovrebbe essere limitata all’indispensabile con tagli di diametro inferiore ai 12-13 cm (onde evitare infezioni di carie del legno, che non sono completamente scongiurate nemmeno impiegando paste fungicide e/o cicatrizzanti), e con asportazioni che non superino 1/3 del volume della chioma (di contro ad interventi di potatura rovinosi sia per l’aspetto agronomico che per quello ornamentale, come la capitozzatura, che pure vengono ancora largamente praticati).

Specie quando si tratti di potare olivi monumentali, la delicatezza del taglio equivale ad una vera opera di restauro, che necessita di agronomi ed esperti del settore. Eppure, quando ci si deve rivolgere loro si fronteggiano due grossi problemi:
  • i costi (a quelli degli interventi si sommano i danni di potature approssimative o deleterie, che riducono o talvolta azzerano la produzione di tutti i tipi di olive)
  • le competenze: nel corso dei vari secoli, le tecniche di potatura dell’olivo si sono progressivamente evolute in rapporto alle condizioni economiche e alle nuove conoscenze delle pratiche di coltivazione, e peraltro, a tutt’oggi, fermi restando alcuni capisaldi, sono ancora molte le discussioni sulle diverse metodiche da adottare, per cui, mancando una formazione adeguata (bloccatasi ai primi del 900) molti, come visto, sono rimasti ancorati a procedure ormai superate e che addirittura si è compreso essere dannose.


In definitiva, quando è necessario potare una pianta di olive bisogna prestare attenzione alle competenze alle quali ci si rivolge e alle spese che sono richieste: entrambe le voci rappresentano i capisaldi di Quotalo, la piattaforma che abbiamo voluto leader nella perizia delle prestazioni offerte e del risparmio ottenuto.

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