La normativa riguardante la Certificazione energetica: cosa prevede la legge sulla certificazione energetica (obblighi da ottemperare in base alla normativa vigente)

28 Dicembre 2017 - Redazione

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Foto articolo normativa certificazioni energetiche Foto articolo normativa certificazioni energetiche Foto articolo normativa certificazioni energetiche Pur con una serie di (sventurate) eccezioni, pare che i Governi mondiali, almeno negli intenti, abbiano compreso l’importanza del risparmio energetico sia a livello ambientale, con un contenimento delle immissioni in atmosfera dei livelli di CO2 provenienti dalle attività umane, che a livello economico, laddove interventi di adeguamento energetico possono tradursi in un risparmio di ben 1000 euro annui per ogni famiglia e 220 miliardi a livello globale: in tale direzione vanno una serie di iniziative europee, come i sistemi di etichettatura volti ad identificare il rendimento energetico sia di prodotti elettrici (classe energetica) che degli edifici.

È su quest’ultimi che ci soffermeremo, approfondendo cosa si intende per certificazione energetica e cosa prevede la legge sulla certificazione energetica, sottolineando in particolare gli obblighi da ottemperare in base alla normativa vigente.


La certificazione energetica degli edifici (che rappresenta oggigiorno un obbligo di legge in alcune situazioni che specificheremo di seguito) è un documento ufficiale, introdotto in Italia col d.lgs. 192/2005, che indica il rendimento o la prestazione energetica di un edificio, e consente di:
  • evidenziare eventuali sprechi di energia
  • permettere al potenziale acquirente di un’immobile di scegliere anche in base alleprestazioni energetiche
  • aumentare la domanda di case a basso consumo energetico
  • ridurre i consumi energetici
  • salvaguardare l’ambiente.


Quali sono le tipologie di edifici cui ci riferivamo poc’anzi?
  • gli immobili proposti in fitto: è a carico del locatore/proprietario dell’immobile allegare l'APE a tutti i nuovi contratti di locazione (anche nel caso in cui si tratti di affitto di aziende e contratti di leasing), mentre l’obbligo non sussiste in caso di rinnovo di contratto
  • gli immobili in vendita
  • le nuove costruzioni: il costruttore si deve occupare della certificazione energetica, consegnandola insieme all'agibilità dell’edificio
  • gli immobili sottoposti a ristrutturazioni significative (che cioè interessano il 25% dell’intera abitazione esterna): anche in questo caso il documento compete alla società edile che realizza i lavori.


Non sottostanno invece all’obbligo della certificazione energetica:
  • edifici rurali e/o non residenziali (come garage, box auto, cantine, etc..) sprovvisti di riscaldamento/climatizzazione
  • piccoli edifici isolati, la cui area non supera i 50mq
  • edifici industriali e artigianali climatizzati per esigenze produttive.


Ma cosa accade se l’obbligo della certificazione energetica non viene rispettato?
Sono previste, chiaramente, delle sanzioni:
  • da 500 a 18000 euro a carico dei proprietari degli immobili che vendono, affittano o pubblicano annunci senza fornire indicazioni sulla prestazione energetica
  • dai 1000 ai 6000 per il responsabile dei lavori che, conclusa una nuova costruzione o una ristrutturazione significativa, non consegna la certificazione energetica
  • dai 500 ai 3000 per gli amministratori di condominio, se responsabili dei controlli periodici su impianti di climatizzazione centralizzati, qualora questi non vengano effettuati.



Informazioni aggiuntive sull’APE: com’è fatto il documento, chi lo rilascia, quanto costa…


Il documento, una volta ottenuto, vale 10 anni dalla data di rilascio, a patto che vengano effettuati i controlli sul buono stato degli impianti o su eventuali migliorie energetiche apportate (che il certificatore ha l’obbligo di indicare nell'apposita sezionedell'APE): in caso contrario, il 31 dicembre dell’anno in cui si sarebbero dovute svolgere le verifiche, la certificazione energetica decade.


L’attestato di prestazione energetica, che contiene la data di rilascio e di scadenza e un codice identificativo unico (da apporre obbligatoriamente nei contratti d’affitto o di vendita), è diviso in sezioni che contengono tutte le informazioni inerenti le prestazioni energetiche dell’immobile, in base alle quali è possibile assegnarlo ad una classe energetica: la A4 indica gli edifici più performanti, la G i peggiori (quindi quelli che richiedono maggiore energia per il riscaldamento , che dissipano buona parte di questa potenza termica, che immettono in atmosfera la percentuale maggiore di inquinanti).


L’assegnazione ad una classe energetica indica, quindi, la quantità di energia primaria (petrolio, metano, etc.) necessaria al funzionamento di un edificio, e consente la previsione dei costi energetici, ossia l’ammontare annuo delle bollette: un edificio di classe A dimezza i consumi e le spese rispetto ad uno di classe C, e abbatte i costi energetici addirittura dell’80% rispetto ad uno di classe G.


Questa evidenza ci permette di comprendere come gli interventi mirati a conseguire un’alta efficienza energetica abbiano chiaramente un costo, che però viene ammortizzato abbastanza repentinamente grazie al risparmio energetico: così, le spese sostenute per l’isolamento termico di un tetto rientrano in soli 3 anni!


Se siete stati attenti, ricorderete che poco più su abbiamo citato il certificatore: questo perché la certificazione energeticacompete ad un tecnico abilitato che può operare da solo (libero professionista o associato) o essere un dipendente di un ente o un organismo pubblico, così come di una società privata.


Tra le altre caratteristiche, il certificatore deve:
  • possedere una laurea in ingegneria, architettura, agraria e scienze forestali o un diploma industriale, di geometra, o di perito agrario o ancora deve aver preso parte ad un corso di abilitazione specifico che permette di esercitare la professione
  • essere inserito negli elenchi regionali dei certificatori energetici secondo quanto previsto dall’attuale legge sulla certificazione energetica
  • rilasciare le certificazioni secondo le norme regionali
  • effettuare le valutazioni in totale autonomia, senza influenze esterne
  • giudicare in maniera imparziale
  • condividere gli esiti del sopralluogo al responsabile dell’edificio, mettendolo a parte anche degli interventi necessari al miglioramento delle prestazioni energetiche
  • recarsi direttamente in cantiere, in caso di edifici in costruzione, per verificare l’andamento dei lavori e documentarne le fasi
  • adoperare software ad hoc per la verifica di infissi, porte ed elettrodomestici, in caso di edifici già esistenti
  • qualora si tratti di complessi residenziali, deve relazionarsi con gli amministratori (che a loro volta devono farne partecipi i condomini, in particolare quelli che volessero vendere o affittare la propria unità immobiliare), per fornire tutte le informazioni necessarie sia sulle prestazioni energetiche dell’appartamento, sia sugli interventi di adeguamento energetico.


Ma quanto costa tutto questo?
È lo stesso certificatore a stabilire il prezzo per la certificazione energetica, non esistendone uno univoco e, dal momento che non sono previste detrazioni fiscali per le spese effettuate per la certificazione energetica, il consiglio è di fare diverse ricerche online per ottenere almeno 3-4 preventivi di spesa: in questo noi di Quotalo ci riteniamo un po’ antesignani un po’ maestri, dal momento che abbiamo messo in piedi una piattaforma che conta più di 100mila visitatori ogni mese, 6mila fornitori di servizi e 2mila500 richieste mensili.

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